11 settembre 1683: dopo due mesi di assedio, l'armata turca lancia l'assalto finale alle mura di Vienna.
12 settembre 1683: quando ormai tutto sembra perduto e le armate cristiane stanno per soccombere, arrivano in soccorso gli Ussari Alati, con una carica leggendaria che travolgerà l'esercito turco e garantirà all'Europa almeno tre secoli di libertà.
La vita del Cavaliere Ussaro Jacub - orfano, schiavo, guerriero, marito, padre - dimostra come il coraggio, la generosità e la passione di coloro che amano, possano cambiare la Storia più delle decisioni dei "potenti".
Silvana de Mari, medico chirurgo, ha lavorato in Italia e, come volontaria, in Etiopia. Da quando le è venuto il dubbio che i mali dell’anima siano devastanti quanto quelli del corpo, si occupa di psicoterapia. Per Salani ha pubblicato negli Istrici L’ultima stella a destra della luna, La bestia e la bella e L’ultimo Elfo (Premio Andersen 2004), che l’ha consacrata star internazionale della fantasy: tradotta in diciotto lingue, Silvana De Mari è l’autore italiano più venduto nel mondo dopo Camilleri. Da Salani sono usciti inoltre L’ultimo Orco (2006), secondo libro della saga iniziata con L’ultimo Elfo, e il saggio sulla fantasy Il drago come realtà. Del 2009 è Il gatto dagli occhi d'oro e Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo.
Una storia d'amore verso la propria famiglia e la propria patria, d'onore, di fede, di sofferenza e di riscatto. Emozionante e coinvolgente, Silvana De Mari non si fa problemi a far trasparire il suo pensiero e i suoi ideali nella storia, a condannare il male ed esaltare il bene; lo apprezzo molto. Grandissima!
Jacob ci racconta la sua vita in prima persona, tre secoli e mezzo dopo essere morto, rivolgendosi a noi lettori del terzo millennio. Era infatti un Ussaro alato polacco, ferito a morte il 12 settembre 1683, nella battaglia di Vienna contro l'esercito ottomano che già da due mesi teneva sotto assedio la città. Il romanzo è di genere storico poiché ripercorre eventi realmente accaduti e di cui tutti abbiamo letto nei nostri testi scolastici. Ma in quanto partecipe di tali eventi, il personaggio di Jacob ne dà una descrizione viva, vivace, partecipata e consapevole, a partire dalla sua identità di polacco e di ussaro alato. Questo l'incipit: " Se voi esistete lo dovete a noi. Se siete vivi, se siete come siete lo dovete a noi, se sapete che esiste il sole lo dovete a noi. Voi non sapete nemmeno chi siamo, sui vostri sterili e ridicoli libri di storia, in mezzo a fiumi di parole spesso non siamo nemmeno nominati. Quindi imparate i nostri nomi, ricordate la nostra storia". La conclusione invece riporta l'invocazione più volte incontrata nel corso della narrazione: " Sancta Dei Genitrix, Regina Mundi, Ora Pro Nobis". In mezzo, 400 pagine che meritano!