Nell’anno 807, nelle profondità delle lagune di Comaclum, viene ritrovato un sarcofago di piombo con all’interno il corpo di una fanciulla ancora integro. Per il vescovo Vitale è un miracolo, mentre secondo l’abate Smaragolo non lo è affatto e il loro contrasto coinvolgerà numerose persone che vedranno cambiare il loro modo di vivere a causa di intrighi, menzogne, presenze spiritiche e conflitti.
Un thriller storico che vede contrapposti Bisanzio, la Repubblica di Venezia e l’impero di Carlo Magno.
Mi sono piaciute molto le figure del misterioso falegname Gregorius e di Lupicino. In particolare, ho apprezzato le protagoniste femminili in quel determinato periodo storico, dove spesso erano vittime di stupro, omicidio, condannate a un matrimonio contro il loro volere.
Un romanzo con un ritmo incalzante, con colpi di scena ben distribuiti all’interno della narrazione, in cui al centro della scena e del potere vi è la Chiesa e non ci sono solo buoni e cattivi mossi da ambizione e denaro.
Consigliato.