Perché Putin ha aggredito l'Ucraina. Lo spazio russo diventerà un buco nero? La guerra ridisegna la carta dell'Eurasia.
"La Russia cambia il mondo" è il titolo del volume - il secondo del 2022 - che Limes dedica alla guerra in Ucraina. Una guerra che, specie se protratta, è destinata a modificare profondamente gli equilibri internazionali in modi ancora in gran parte imprevedibili, ma certamente duraturi. La guerra chiude un trentennio di "unipolarità" statunitense apertosi nel 1991 con il crollo dell'Urss e già vistosamente eroso dall'ascesa cinese, dai contraccolpi economico-politico-sociali della stessa sugli Stati Uniti e dalla sovraesposizione americana in Medio Oriente a partire dal 2001. Il volume compie una ricognizione storica di come e perché si è giunti a questa guerra, ripercorrendo i rapporti tra Occidente e Russia post-sovietica. Traccia poi un primo bilancio dell'impatto strategico, economico e di sicurezza del conflitto sull'Europa e sui suoi equilibri interni, con particolare attenzione all'Italia. Ma anche su attori a noi prossimi come la Turchia, nonché ovviamente sulla Cina. Una sezione è dedicata ai riverberi sul teatro centroasiatico, zona d'interesse sia per Mosca che per Pechino.
Limes, la rivista italiana di geopolitica (il nome deriva dal latino limes, che significa “confine” – vai alle risposte alle domande frequenti-FAQ) fondata e diretta da Lucio Caracciolo.
La rivista esce ogni mese ed è disponibile online, in queste edicole, in queste librerie, in ebook e su iPad.
Nel 2021 è nata la Scuola di Limes, una Non-accademia di geopolitica e di governo aperta ai giovani laureati ma anche ai quadri e ai dirigenti pubblici o di imprese private che ogni giorno si confrontano con il mondo. Per informazioni sulla Scuola di Limes, scrivi a info@scuoladilimes.it e visita il sito www.scuoladilimes.it
...ed io che pensavo che FutuRisiko fosse solo un gioco da tavolo!
Da una parte, la guerra è soltanto il prolungamento di quell'altra guerra che si chiama concorrenza e che fa della produzione stessa una semplice forma di lotta per la supremazia; dall'altra, tutta la vita economica contemporanea è orientata verso una guerra futura. (Simone Weil)
La guerra non potrà essere evitata fino a quando non sarà rimossa la causa fisica del suo continuo ripetersi, rappresentata in ultima analisi dalla sconfinata estensione del pianeta su cui viviamo. Solo attraverso l'eliminazione delle distanze in tutti i loro aspetti, cioè nella trasmissione di informazioni, nel trasporto di passeggeri, nell'alimentazione e nella libera trasmissione di energia, le condizioni per una migliore convivenza saranno apportate entro breve tempo, assicurando così stabili rapporti d'amicizia. (Nikola Tesla)
A parte affrontare la crisi russo-ucraina studiandone sia i motivi che le conseguenze da vari punti di vista, mi sono sembrati ancora più interessanti le riflessioni storiche, anche lontane: sia in senso temporale che geografico.
Per esempio il fatto che la federazione russa non ha mai conosciuto la democrazia, sia durante le conquiste mongole di Gengis Khan nel medio evo, sia durante la successiva colonizzazione cristiano-ortodossa di tutti gli sconfinati territori euroasiatici. La formazione dello Stato e dell'Impero sono quasi indissolubili in Russia, a differenza di quasi tutte le altre nazioni imperialistiche europee, dove si è formato inizialmente il primo e successivamente il secondo.
Interessantissimo anche il parallelo con la Turchia e gli unni. I russi sono in un certo senso gli eredi naturali degli unni, essendo riusciti a unificare l'Eurasia settentrionale rimanendo in Eurasia senza cercare di spingersi troppo in Europa come Attila e i turchi, pur con tutte le fragilità del caso. La conseguente ossessione della disgregazione interna (con la necessità di un solido controllo centrale) non si è mai veramente fermata e influenza ancora oggi purtroppo la loro politica estera.
C'è poi la cronologia e spiegazione dei delicati equilibrismi della Turchia tra NATO, Russia e medio oriente (per esempio la situazione in Siria, Libano, e quella curda) che hanno dell'incredibile.
Molto bella la presenza di voci di autori ucraini e russi, atlantisti e russofili, che Limes presenta semplicemente, senza predicare atlantismi o russofilie. Una boccata d'aria fresca.
Ad ogni modo più di tutto questo numero di Limes cerca di spiegare i motivi di questa guerra all'apparenza assurda e senza motivi, senza esulare dalle responsabilità sia della Russia sia della NATO. L'articolo di Andrew C. Kuchins fa una buona cronologia di quello che è avvenuto in Ucraina (e in Europa) dal collasso dell'URSS a oggi. Fabio Mini riassume analisi di studiosi come Stephen Walt, George Kennan, Michael Mandelbaum nonchè William Perry, che sostenevano da tempo che la Russia avrebbe inevitabilmente considerato l'allargamento NATO come una minaccia. A preoccupare ulteriormente la Russia ci furono poi le innumerevoli invasioni americane condotte con disprezzo internazionale, dai 70 giorni di bombardamenti sulla Serbia nel 1999, all'occupazione del Kosovo (cuore della cultura slava) che dura da allora, alle guerre e cambi di regime in Libia, Iraq, Afghanistan. Come si può considerare la NATO una organizzazione strettamente difensiva alla luce di questi eventi?
Il realismo di queste analisi si è scontrato e si scontra tuttora con l'idealismo liberale di quasi tutto l'Occidente. Il "manifest destiny" degli USA sembra poi essere un'altra declinazione del suprematismo bianco, ed è un raro motivo di unione by-partisan nel congresso USA, altrimenti diviso in modo radicale.
Tutti gli articoli si premurano poi di specificare che tutto ciò non giustifica minimamente l'invasione russa.
C'è poi un ragionamento (p. 210) sul fatto che l'idea di G.W. Bush di invitare la Georgia e l'Ucraina nella NATO (2008) fosse una chiara violazione dell'articolo 7 della NATO, che stabilisce che il trattato atlantico non dovrà mai pregiudicare la responsabilità primaria del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (di cui la Russia fa parte) per il mantenimento della pace e della sicurezza del mondo. Tuttavia la Russia manifestò chiaramente la sua opposizione all'espansione della NATO, dichiarandola papale papale una minaccia.
Si parla anche del cambiamento dei rapporti tra Russia e Cina, dell'inefficacia delle sanzioni, dei missili ipersonici russi e la dispiegazione di armamenti russi nel continente asiatico(p. 222), della storia dei trattati di non-proliferazione nucleare e di come questi siano stati violati.
Ci sono infine un paio di articoli sul ruolo strategico gli altri "-stan" ex-sovietici in asia centrale: Kazakistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan, che con Armenia e Bielorussia formano la CSTO (che a me sembra un corrispettivo russo della NATO americana). Tutti questi stati hanno un'importanza commerciale per le vie della seta e fanno affari sia con Cina che con l'Occidente, ma restano legati alla Russia per la loro sicurezza. Il Kazakistan poi è, dopo la Russia, la massima potenza economico e militare (p. 252) nella CSTO.
Il mio unico appunto a questo numero/libro è che forse avrebbe poputo essere più sintetico, anche se in effetti c'è moltissimo da affrontare per capire il casino in cui siamo capitati.
E’ un grande lavoro quello che è riuscito al gruppo degli analisti di Limes guidati da Lucio Caracciolo che hanno mandato in edicola (nelle librerie e sul Web) un numero dedicato alla guerra in Ucraina solo una settimana dopo da quando la medesima è scoppiata. Sono stati giustamente premiati da un successo inatteso ma meritato superando le 150.000 copie in pochi giorni. Mettere insieme in così poco tempo un fascicolo di quasi 300 pagine non era uno scherzo e poteva riuscire solo a collaudati specialisti di geopolitica. Finite le lodi non posso esimermi dal chiedermi se ne valeva la pena, visto il perdurante panorama a mio giudizio desolante dei media italiani , tutti con l’elmetto in testa, pressoché tutti schierati con un pensiero unico sconcertante, che tollera solo chi schiera o di qui o di là. Leggi di più: http://gmaldif-pantarei.blogspot.com/...
Questa rivista di geopolitica ha dalla sua il merito di analizzare un tema di attualità avvalendosi di una documentazione di tutto rispetto e di articoli rigorosi e ben trattati. Non possiamo naturalmente aspettarci un'analisi obiettiva perché tale condizione è applicabile solo a eventi cronologicamente lontani dal nostro presente. Limes però fa un tentativo coraggioso di offrire una serie di punti di vista ed un quadro della storia recente che di solito non è presente nelle maggiori testate. Proprio per questo è una lettura che merita.
Numero che si potrebbe definire epocale nella storia di Limes e delle riviste di geopolitica. Il periodico più completo e libero per conoscere la situazione ucraina in tutte le sue sfaccettature. Qui non si tratta di fare politica, ma di comprendere come il mondo cambi sulla base della geografia, delle scelte dei leader, del peso della storia.
Una lettura che definire illuminante è dire poco, parafrasando un noto brocardo “la geopolitica non ammette ignoranza”. È la prima volta che mi avvicino a questa scienza e la sensazione è che tutto viene deciso sullo scacchiere internazionale: siamo tutti attori nello spettacolo della vita ma il canovaccio è decisamente nelle mani dei potenti del terra. Infine la Russia esce assolta dalla lettura del numero di limes se non altro perché le nazioni sembrano in preda ad un meccanismo atavico e poco evoluto dell’azione e reazione . Russia assolta ma certamente non Putin perché in quanto dittatore si dovrà assumere sulle spalle tutta la responsabilità della guerra in atto senza se e senza ma.
Volume importante, necessario. Raccolta di saggi fondamentali per capire la Russia di oggi, le motivazioni che hanno portato alla guerra, le ragioni dello sviluppo non certo recente delle rivendicazioni alla base della scellerata invasione russa dell'Ucraina
Molto interessante, ho potuto arricchire il mio “background” per capire meglio le dinamiche attuali, avendo letto il numero a due mesi di distanza dall’inizio del confiltto in Ucraina. Chiaro ed equilibrato!
Letto in virtù di un convegno circa questo argomento. Ho preso questo libro assieme al corriere della sera. Mi ha mostrato alcuni aspetti che andavano a precedere quello che al momento è un conflitto il quale verrà sicuramente citato nei futuri libri di storia. Essendo poi un libro specifico narra passaggi altrettanto specifici antecedenti al conflitto, separazioni territoriali, popolazioni in balia di governi inesistenti. Se riuscite a recuperare nello specifico questa edizione molto interessante