Qualche giorno fa entro nella libreria Mondadori vicino casa, con un'idea ben precisa. Infatti vado allo scaffale, prendo il libro che cercavo e mi piazzo davanti alla cassa.
La giovane e sorridente libraia, che mi conosce come lettore assiduo, colto, e raffinato, nonché come responsabile padre di famiglia, mi fa: "Le abbiamo già parlato del nostro libro del mese?" e me lo mostra: è il libro di memorie scritto dalla vedova del commissario Calabresi, ucciso dalle BR durante gli anni di piombo.
La libraia insiste, è un fiume in piena di passione civile e impegno sociale (ma, ironia della sorte, qualche scaffale più in là Walter Siti ci dice che la letteratura autentica è "Contro l'impegno" ed io sarei pure abbastanza d'accordo).
Ma lei procede con determinazione e occhi lucidi: "Guardi, è un libro bellissimo, io e le mie colleghe lo abbiamo letto tutto d'un fiato piangendo di autentica commozione. Ma lei si rende conto? Questa donna è riuscita a P-E-R-D-O-N-A-R-E!!! Ma si rende conto? L'importanza del perdono in questi tempi oscuri di pandemia, di guerra!!!"
Io comincio ad avvertire un certo imbarazzo e le dico: "La ringrazio molto per il consiglio, lei è davvero gentilissima, ma avevo già deciso di prendere quest'altro titolo, Confessioni di una coppia scambista al figlio morente, di Alessandro Gori, anche detto Lo Sgargabonzi".
Come dicevano Battisti e Mogol: "Un sorriso, e ho visto la mia fine sul suo viso".
Ho fatto una figura terribile, ne sono perfettamente consapevole. Ma Alessandro Gori (e un po' anche Walter Siti, credo) sarebbero orgogliosi di me.
P. S.: per quelli che non conoscono Alessandro Gori, il libro in oggetto è la solita raccolta di racconti squinternati, squallidi, sconclusionati, con protagonisti luridi, schifosi e improbabili, usciti fuori da qualche incubo di format televisivo basato su un info-tainment coprofilo, necrofilo e sessualmente deviato. Ma, proprio per questo, più o meno inspiegabilmente, come accadeva con "gli uomini schifosi" di David Foster Wallace, spesso riescono a raccontare il nostro presente molto meglio di decine di lucide analisi sociologiche (e lo dico da studioso e appassionato di Sociologia).