Il libro ricostruisce la storia di una delle più importanti famiglie italiane: quella dei Florio, il cui nome rievoca imprese formidabili sia sotto il profilo imprenditoriale che mondano e sportivo. Partendo dagli inizi dell’Ottocento delle prime imprese economiche, questo saggio rigoroso, restio a ogni concessione agiografica e romanzesca ma con un passo narrativo intrigante, attraversa la vicenda di questa famiglia fino al suo tramonto, nei primi decenni del Novecento. A questa dinastia è anche legata la nascita di una delle corse automobilistiche più importanti del mondo: quella Targa Florio che – iniziata nel 1906 e terminata nel 1977 – è fra le più antiche competizioni del secolo scorso. Una storia nella storia, che aggiunge fascino a un mosaico composto da molte tessere, compresa quella probabilmente più luccicante di Donna Franca, la “regina” della dinastia. Una donna che, al fianco del marito Ignazio jr, incarnò – nel bene e nel male – la Belle Ėpoque, consegnando la sua figura alla memoria comune come una delle icone del cosiddetto Secolo breve, contribuendo a trasformare in leggenda la parabola della dynasty siciliana.
Sentii nominare la prima volta la Targa Florio leggendo Ruoteclassiche, curioso di saperne di più su questa famiglia Siciliana ho deciso di comprare questo libro. Scorrevole, dagli inizi con la drogheria di Paolo Florio, al Marsala, le tonnare, le zolfatare, la compagnia di navigazione, la beneficenza, la Targa Florio inventata da Vincenzo Florio detto Vincenzino, mente il fratello Ignazio Jr si occupava degli affari della famiglia. Mi è piaciuto il fatto che siano presenti lettere di Donna Franca, la moglie di Ignazio Jr., che parla del marito prima amorevolmente, poi lamentandosi dei suoi continui tradimenti. Peccato che il testo non fosse corredato da fotografie.