Inghilterra, 1863 E se la storia di Alice in Wonderland fosse diversa da quella che vi hanno sempre raccontato? Se Alice non avesse seguito il coniglio nella tana, preferendo invece ascoltare i sussurri di un pazzo cappellaio?
Quando Alison Wheeler partecipa all’inaugurazione della metropolitana di Londra, non si aspetta certo di finire tra le braccia di un misterioso gentiluomo e, nel medesimo istante, nelle mire di un duca libertino. Solo per curiosità, accetta la corte del nobile e il suo invito a un ballo in maschera, ma niente è come sembra. Alison si ritrova presto invischiata in una strana e scabrosa situazione. Smarrita tra veleni, invidie e tradimenti, divisa tra le lusinghe del Bianconiglio e la follia di un Cappellaio, Alison dovrà trovare la sua strada, mentre Mr Solomon Tucker, il sarto più famoso di tutta Londra, imparerà a sue spese che è impossibile resistere alla potenza del vero amore.
La vostra Mal ha avuto il privilegio di leggere questo libro e… SPETTACOLARE!
Forse mi faccio prendere un po’ troppo la mano e dall’entusiasmo ma quando un libro è scritto bene e sai che l’autrice è una garanzia, il resto passa in secondo piano.
I segreti di Wonderland Hall sarà una serie di tre libri autoconclusivi sebbene in qualche modo legati per via dei personaggi che ritroveremo anche negli altri. Ambientato in epoca Vittoriana, la narrazione ti immerge fin da subito nel contesto storico.
E se la fiaba di Alice nel paese delle meraviglie fosse diversa? Se il “Bono” cioè, volevo dire il “Buono”, fosse il Cappellaio Matto tormentato dai suoi demoni interiori che non crede all’amore e affoga tutto nell’alcool e nelle droghe per dimenticare?
Se fosse il cattivo Duca di Grafton, “bono” pure lui ma dall’indiscussa moralità, uno stronzo di prima categoria che pensa solo al divertimento, un libertino che disperde i suoi soldi ed è il Bianconiglio della storia, la rappresentazione della tentazione?
Se una gatta incinta, striata dagli occhi verdi di nome Strega fosse lo Stregatto Astratto?
E se ci fosse un’Alice ingenua e curiosa contesa tra due uomini?
Duecentodieci pagine che scorrono via velocemente, dove tu sei lì che ti chiedi “e ora?” ma sai in cuor tuo che non lo vuoi finire subito, che lo vuoi assaporare.
La scrittura è fresca, spumeggiante e mai noiosa, e ti cattura fin dalle prime righe. Con una costruzione dei personaggi ben fatta e una trama non scontata.
È un romanzo diverso dagli altri, ne vorrei altri così, libri che ti prendono subito.
Alison è una ragazza curiosa ed è questa sua peculiarità a essere un pro o un contro. La sua curiosità la porta a conoscere, legge moltissimo ma a volte è ingenua, una di quelle ingenuità genuine, per fortuna non cade nella rete del Duca… invece è irrimediabilmente attratta dal sarto. E che sarto!
Solomon Tucker, che personaggio! #mannaggialapupazza!
Il Cappellaio è divorato dai suoi demoni, diviso tra il suo mecenate il Duca e la passione irrefrenabile che scoppia nei confronti di Alison, perché subito tra i due sono scintille. È un colpo di fulmine. È una passione che brucia e consuma letteralmente! Le sue infime tentazioni sono alcool, droghe, oppio e acidi per conciare la pelle dei vestiti, demoni che gli dicono che è sbagliato quello che sta per fare ma alla fine cede, cedono entrambi.
Lui ha un gran cuore e ama con tutto se stesso. AMATO!
Il Duca lo avrei preso a sberle per il suo comportamento, soprattutto nei confronti di Caroline, l’amica di Alison. Ma si sa, deve esserci un cattivo, viscido, ambiguo di turno. Ma se lo odiate è perché è stato scritto bene e di solito funziona sia nei libri che nelle serie tv.
I personaggi secondari sono il perfetto contorno della storia che arricchiscono la trama aiutando i protagonisti. La genialata è stata quella di introdurre nella trama Lewis Carroll, l’autore di Alice, il quale stava scrivendo un racconto e aveva bisogno di ispirazione per i suoi personaggi.
Cover
ADORO!
La cover rispecchia perfettamente una parte del romanzo, quella sensualità velata che ti fa chiedere “voglio sapere”, sensuale e hot al tempo stesso. Così come l’interno delle pagine dove a ogni inizio capitolo c’è un orologio e un cappello che richiamano Alice.
Libro STRA- consigliato, amato e non vedo l’ora di leggere i prossimi!
Ah ma devo dirlo, #piùSolomonpertutti!
Solomon è mio!
Alla prossima
Un saluto dalla vostra Mal
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Libro acquistato perché da buona CAPPELLAIA MATTA che si rispetti, ero troppo incuriosita dal titolo palesemente chiaro e dalla trama nelle mie più assolute intonate corde. In chiave anticamente londinese, ci troviamo nella vita di una giovanissima Alice, curiosa e spigliata, riuscirà con la sua grande innocenza, ha colpire due uomo diametralmente opposti: un duca libertino dalla coda bianca ahahah e un misterioso cappellaio matto che cela un ruolo di spicco nella storia.
Una festa in onore, un castello lussurioso, un abito da creare e un contatto fisico tra due personaggi, sono solo l'inizio di questo racconto che scorre in maniera veloce e scandagliata, al punto da volare in un paio di ore con una lettura spedita.
Oltre qualche errore nella formattazione del digitale, ho trovato (purtroppo) che la velocità abbia escluso un pizzico di introspezione. I personaggi potevano essere più viscerati nella loro personalità, perché i confronto con i loro predecessori letterari è troppo forte e tende ad allontanare il lettore. Personalmente avrei preferito piuttosto un retelling che si allontanasse un pochetto di più dall'originale, che un remix di quello che già conosciamo.
Voglio leggere altro dell'autrice perché la sua scrittura potrebbe piacermi ancora di più in contesti diversi. Vi terrò aggiornati.
Leggo sempre con piacere i romanzi di Valentina Piazza perché sono sicura che vi troverò quel guizzo di originalità che renderà la lettura soddisfacente. Originalità che non manca in questo romanzo che è palesemente ispirato all'opera Alice nel paese delle meraviglie di cui non prende in prestito solo nomi e personaggi, ma che viene incastonato nella ricostruzione storica con l'inserimento come personaggio secondario del suo autore Lewis Carroll e viene rivisitato nello svilupparsi della trama. Alison Wheeler è una giovane borghese dinamica, acuta, curiosa, ingenua ma sveglia. Vive nell'agio e nella ricchezza ma non facendo parte della nobiltà oppressa da mille regole sociali è cresciuta intellettualmente libera. Nel giorno dell'inaugurazione della metropolitana di Londra, accompagnata dalla governante Beth e dall'amica di sempre Lady Caroline, si imbatte nei due uomini che, ognuno a modo suo, le aprono la porticina che la conduce all'età adulta. Damian Alexander White Duca di Grafton, potente, affascinante, sicuro di sé, ovviamente bellissimo, è il sogno di tutte le giovani nubili e non solo. Anche per Alison rappresenta un ottimo partito che le consentirebbe l'ingresso dalla porta principale nelle più alte sfere sociali. Si sente lusingata dalle attenzioni del Duca ma la sua coscienza le suggerisce che non è oro tutto quello che luccica. La sua mente ritorna spesso all'altro personaggio incontrato, Mr Solomon Turner, il sarto del Duca, uomo dal fascino misterioso, pacato, sfuggente, sfigurato da una ferita in viso che lo rende ancor più attraente. È un personaggio ambiguo, dalla dubbia condotta morale, dipendente da sostanze psicotrope a causa dell'utilizzo del mercurio per la realizzazione di cappelli. Uomo sensibile, capace di profondi sentimenti, che si è elevato dal nulla grazie alle capacità creative e al sostentamento economico di Damian, prova da subito una profonda attrazione per Alison da cui lo separano innumerevoli barriere sociali. Alison si ritrova a combattere una battaglia tra ciò che è socialmente vantaggioso ed accettabile per sé e la propria famiglia e il sentimento che cresce esponenzialmente nel suo cuore. Come sempre lo stile di Valentina Piazza riesce a tenere incollati alle pagine, la scrittura è efficace, evocativa, diretta. Riesce a intrecciare armoniosamente ricostruzione storica, narrativa e creazione. La trama è ben ordita ed equilibrata dall'inizio alla fine. Unico appunto, mi è mancata in quest'opera la freschezza, l'esuberanza che accompagna la sua genialità e che di solito provo nel leggere i suoi romanzi, anche quelli più impegnati.
“Possibile che nulla è come appare al primo sguardo?”
Una grande verità, di sicuro appropriata per questo fantastico romanzo. Il viaggio inaugurale della metropolitana di una Londra proiettata verso il futuro, segna per la giovane Alison l’inizio di un’avventura degna dell’immortale storia di Alice in Wonderland; l’incontro con un duca dall’animo ambiguo e uno sconosciuto dall’aspetto tenebroso gettano Alice in un triangolo denso di mistero ed emozioni sconvolgenti. Alice è fresca, curiosa e spigliata, e questi suoi tratti fanno gola a entrambi, ma per diversi motivi.
“L’amore, o presunto tale, annebbia la lucidità e stordisce i sensi, inducendo a compiere atti che, altrimenti, non si sarebbero mai commessi e a pronunciare parole che non si sarebbero mai pronunciate.”
Ho ritrovato in questo romanzo le atmosfere affascinanti di Alice attraverso lo Specchio, rivisitato in modo a dir poco geniale, con Solomon nel ruolo di un cappellaio matto d’eccezione cui l’autrice ha dato lustro come mai era avvenuto prima d’ora, e il Duca White che desta curiosità nel ruolo del Bianconiglio. Solomon: ricordatevi bene questo nome, perché è lui la colonna portante di questa storia che fa sognare a occhi aperti. Ma anche il Bianconiglio ha il suo fascino, con quel ruolo del dannato tentatore. La tenacia di Alison, che riesce a tener testa a entrambi, dona brio e la rende apprezzabile nella sua unicità. Contesa da entrambi, Alison si trova catapultata in un mondo di tentazione in cui usare il buonsenso può sembrare l’unica via percorribile, ma il buon senso va a farsi friggere quando c’è di mezzo la passione.
“L’amore è fatto di delusioni e perdono, non solo di gioia a passione.”
Scritto in modo superbo, la lettura scorre veloce, invoglia a proseguire e a non staccarsene mai. Ho amato ogni frase e ogni personaggio, tutti costruiti in modo impeccabile. Niente è lasciato al caso, ogni particolare ha una precisa attinenza con il resto del testo e con la storia originale. E che dire del cameo di Charles Lutwidge Dodgson, meglio conosciuto come Lewis Carroll – creatore di Alice nel paese delle meraviglie – che in una lettera così si definisce: “Lo scrittore non è altri che un ladro di vite altrui”. Un inserimento preciso e perfettamente riuscito che dimostra l’abilità dell’autrice nel saper sfruttare ogni elemento a proprio vantaggio.
Se dovessi definire questo romanzo con un solo aggettivo userei, appunto: meraviglioso!
"Vi svelo un segreto: lo scrittore non è altri che un ladro di vite altrui"
"Alison non seguire il Bianconiglio " sussurrò, con la voce roca
Immaginate un timido scrittore che si aggira nei salotti regency, testimone di storie di passioni proibite, intrighi da cui trae ispirazione, e così incontriamo Alison al ballo di Wonderland Hall, in balia dei giochi perversi del duca, il Bianconiglio , difesa a spada tratta da un semplice sarto, il Cappellaio... ne nasce una storia avvincente, con originalità la trama ti conquista e ti senti anche tu un po' Alice, trascinata in un mondo bellissimo e crudele.
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Appassionante storia tra un'ipotetica Alice e i vari personaggi di "Alice nel paese delle meraviglie". Lettura scorrevole e molto piacevole. Mi ha intrigato molto, essendo un'amante del genere. La consiglio a tutti coloro che amano questo genere di personaggi e ambientazione.