Un romanzo ambientato durante la Seconda guerra mondiale che affronta tematiche come le leggi razziali, la lotta delle donne, la Liberazione. Una storia di coraggio, amore, amicizia e Resistenza. Anna ha dodici anni e un carattere impetuoso. La sua numerosa famiglia è stata divisa dalla guerra, e quando i bombardamenti del 1944 colpiscono la sua casa deve spostarsi in un edificio per sfollati, il Vecchio Collegio, una villa ottocentesca ormai lontana dai fasti dell’epoca. Qui stringe amicizia con Gabriella, una bambina che dice di vedere le anime dei morti, e si scontra con Carlo, capo di una banda di ragazzini. Un giorno, Anna e Gabriella, spinte dalla curiosità, decidono di esplorare la soffitta del vecchio edificio. Dopo averne forzato la porta chiusa a chiave, scoprono che una famiglia ebrea si nasconde tra quelle stanze. Così, quando un reparto di SS irromperà nella cornice un tempo idilliaca del Collegio, Anna, per salvare i suoi nuovi amici, dovrà affrontare con coraggio e amore una sfida pericolosa. Età di lettura: da 12 anni.
1945. Le famiglie di Anna, Gabriella e Carlo si trovano forzatamente a condividere lo stesso tetto in un ex Collegio per giovani nobili. Qui, tra presenze misteriose e passaggi segreti, non mancheranno le avventure, le lotte e le nuove amicizie.
“Il collegio” È una storia radicata nel territorio di Sassuolo e Modena, con tanti nomi e luoghi fedelmente ricostruiti. È anche una macchina del tempo, che riporta in vita i “Pippo” (ovvero i Piper), le sirene ghiacciaossa e le staffette partigiane. Le storie dei ragazzini che si rifugiano ne “Il collegio” non vengono solo dai libri, ma si nutrono anche dei racconti della nonna Anna (che ieri era con noi!) e parlano la lingua della sua memoria, ovvero il dialetto emiliano. Non ci sono morali, ma un messaggio arriva forte e chiaro dalla voce di Carlo, che vuole “ricordare tutto quanto” e lottare contro la morte, soprattutto della memoria.
Probabilmente il libro che mi è piaciuto di più di questa autrice (che conosco): un bel libro per ragazzi, adatto per un pubblico di tutte le età, che parla di guerra, di famiglia, di amicizia e di coraggio. E che riesce a farlo con un tratto lieve e attento, che richiama una letteratura d'altri tempi, con qualche innesto più moderno, e che riesce a proporre uno stile che cattura. Sì, ho amato anche la presenza del dialetto e chiaramente il fatto che si parli di una zona che (almeno in parte) conosco - ma il libro a mio parere vale a priori. I miei complimenti e un consiglio a tutti di leggerlo.