Parto con il dire che certi tipi di libri andrebbero letti da tutti. A prescindere.
Quello che tratta il passato di tutti noi, soprattutto ciò che è accaduto veramente, va letto, conosciuto.
Per non sbagliare ma, soprattutto, per un rispetto a chi ha sopportato, sofferto e visto l'indicibile.
Io la penso così. Ma io sono un granello di sabbia in un immenso oceano di menti.
Ma torniamo al libro...
Francesco D'Adamo è stato una rivelazione, uno di quegli autori di cui ho sempre sentito parlare, ma di cui non avevo mai letto nulla fino a questo è, beh, era davvero l'ora.
Fin dalle prime pagine ti porta alla seconda guerra mondiale, in una famiglia che vede il marito a lottare, Partigiano, due figli piccoli da accudire e crescere, senza molto di cui vivere e la piccola Giuditta, una bambina cieca da proteggere, a costo della propria vita: è ebrea.
Giuditta entra a far parte della famiglia di Sandokan, Caterina e i piccoli Giulio e Tonino.
Giuditta va protetta, nessuno deve sapere del suo segreto, ma è strana, sempre corruccia, con uno sguardo duro, ma se non fosse per lei e il suo saper parlare con gli animali, un po' di cose sarebbero andate diversamente.
È stata proprio lei, grazie all'aiuto dell'orecchio del Diavolo, ad aver scoperto il traditore che ha venduto i partigiani ai todeschi.
Da leggere.