L'agente scelto Tanino Barcellona è stato trasferito in Alto Adige da mesi, ma se gli avessero detto che a Bolzano si può crepare di caldo, non ci avrebbe creduto. A surriscaldare la provincia autonoma non è solo l'estate torrida, ma anche un'atmosfera d'odio che sembra sul punto di esplodere. In un centro d'accoglienza per immigrati infatti un ordigno uccide una volontaria. Del caso vengono incaricati Tanino e Karl Rottensteiner, il tormentato ispettore diventato ormai suo amico. Karl, tuttavia, è distratto da altro: la sua ex fiamma e primo dirigente della Mobile, Angelica Guidi, è coinvolta in un delitto che sembra affondare le radici nel passato. Per affrontare i due casi, ognuno di loro dovrà fare i conti con i propri fantasmi. Nella cornice di una regione segnata da rigurgiti d'intolleranza e conflitti mai pacificati si snoda questa storia nera, in cui la miscela di questioni private e contraddizioni sociali è indissolubile.
Passati, credo, i tempi dei Kai Zen e abbandonato il New Italian Epic, Andretto e Pispisa si dedicano a un godibilissimo noir nostrano in ambiente bolzanino, che combina ben tre casi in un solo romanzo, portando il lettore a piacevoli parossismi disperazione fino a quando le trame si pettinano in vista della conclusione, che in qualche modo lascia intendere che ci sarà un seguito (Baffino non ce la racconta giusta). E allora, perché solo tre stelle? Perché questo libro avrebbe dovuto essere editato: in alcuni punti l'ordine dei complementi è talmente scombinato che bisogna leggere due volte le frasi per capirne il significato e l'uso delle virgole è approssimativo al punto da strappare qualche risata. Un vero peccato. Sinceramente, da Rizzoli mi aspettavo un lavoro più curato.