LA VITA POTREBBE ESSERE UN LUNGO VIAGGIO. PERCHÉ QUASI SEMPRE LE APPARENZE INGANNANO…
Da tempo i nobili Picadanias tramano per conquistare nuovi pianeti e accrescere il proprio potere politico. Ma stavolta il giovane lord Frances dovrà affrontare una concorrenza inaspettata e sanguinosa.
L’agente imperiale Sapphire Crissen non ha mai imparato la sottile arte della diplomazia. Per questo i suoi superiori hanno deciso di fargliela pagare, assegnandolo a un caso spinoso. Dovrà affiancare il capitano Jen Adur, affascinante quanto infido, e si ritroverà invischiato, suo malgrado, in un gioco di faide, conquiste e vendette.
Dalla capitale ai mercati sotterranei di Arces, dalle foreste nere di Tallin all’arena insanguinata di Pikaen, dalle trame dei contrabbandieri agli intrighi dell’aristocrazia, dalla sofferenza degli schiavi alle lame impietose dello Skullball, inizia un lungo viaggio per scoprire la verità. Perché quasi sempre le apparenze ingannano…
I. IL SANGUE NON E’ ACQUA II. NON E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA III. UN NOME E’ SOLO UN SOFFIO
Mom of three / lawyer / blogger - I live in Italy I write F/M romance, M/M romance, epic fantasy aka Rebecca Moro and poetry aka Leona Cumi.
Adoro tutto ciò che è sopra le righe e diffido dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. *****************************************************
* Le viaggiatrici d'inverno (fantasy) * A volte la morte morde (FM, in DREAMS COLLECTION) * Nuvole (MM) * Lara Haralds - The strange Matchmaker (MM) 1) Cambio Gomme 2) Neve Fresca 3) Ghiaccio Salato 4) Doppio Velo 5) Infinito Stupore * Gabbia per uccellini (MM) * Addio è solo una parola (FM) * Good References (FM) * ORO (MM, fantasy, scifi) 1) Il sangue non è acqua 2) Oro * SECRET AGREEMENTS (MM) 1) Secret Funding 2) Unfair Terms 3) Break-even point (presto)
Il primo racconto che appartiene a questo Trittico è stato pubblicato nel 2016 con il titolo “Il sangue non è acqua”. In seguito, non ho avuto cuore di lasciare andare Jen da solo incontro al suo destino. E ho pensato che meritava una seconda possibilità. Questa possibilità è un agente del Corpo, con un sacco di fisime, ma leale e coraggioso: Sapphire Crissen, detective di classe A6. Ed è nato “Oro”, l’anno successivo. Dopo cinque anni, tuttavia, valeva la pena di pensare a una nuova edizione, ripulita e integrata, con anche il giusto completamento della storia del duca di Tallin e del suo consorte. Anche perché mi hanno fatto notare che una vecchia lady non era ancora soddisfatta nella sua sete di vendetta e c’era il dolce Eniali da salvare… Questo Trittico è stato terminato nel febbraio 2022, e sono felice che abbia la cover spaziale e sognante che volevo, l’apparato grafico che si profilava nella mia mente e la realizzazione completa che avevo sempre desiderato.
Non è uno sci-fi in senso stretto, perché mi sono divertita a mescolare elementi fantasy e un po’ di anticaglia romance. Spero che l’ambientazione in una “galassia lontana” mi consenta di giustificare qualsiasi licenza mi sia presa. Se trovate incongruenze tecniche, fisico-meccaniche o altro, è tutta colpa mia.
Tre libri, una storia unica. Tutto inizia con due uomini che si incontrano, si scoprono e si amano o forse non era amore bensì solo attrazione e gioco. Jen Adur e Lord Frances sono i protagonisti de Il sangue non è acqua dove la May ci introduce ad un universo lontano, fatto di pianeti distanti ma con i medesimi problemi di ogni mondo, la lotta al potere da una parte e la salvezza di un intero popolo dall’altra. Questo il filo conduttore della storia che l’autrice tesse meravigliosamente alternando momenti ironici, sfide all’ultimo sangue, inseguimenti e affetto. Ma è nel secondo volume, con l’arrivo del detective Crissen, un uomo semplice, incapace di contenersi e sofferente del suo aspetto, che il romanzo spicca il volo, l’intesa con il capitano Adur, le loro ricerche, la loro vicinanza danno al libro una svolta notevole.
Ho adorato Sepphire, è di sicuro il personaggio che più mi ha divertita, la May lo ha tratteggiato in maniera opposta all’algido Jen e quei due assieme si completano, ma se Adur resta all’apparenza freddo Sapphire è passione pura, un uomo che agisce d’istinto e si botta a capofitto nelle cose senza paura.
Il romanzo ti trascina a forza tra le sue spire incantatrici, non solo per l’affetto che fin da subito mi ha legata ai protagonisti, ma per la storia stessa che risulta avvincente e sempre ben narrata. I temi trattati tra i quali l’accettazione di se stessi sono un punto per me importantissimo e trovo che sia stato sviluppato benissimo da ambo le parti. I cattivi sono davvero tali, e mostrano la loro spietatezza con astuzia e perseveranza. La componente sci-fi per contro non è molto marcata, ma devo dire che personalmente non ho sentito l’esigenza di una spiegazione più dettagliata dell’universo in cui è ambientato il romanzo proprio perchè mi sono immersa nella storia e tanto mi è bastato.
Geniale, e sadica, l’introduzione di uno sport crudele come lo Skullball che mette in mostra tutta la cattiveria di chi vi partecipa con un unico scopo, quello di sfogare rabbia senza preoccuparsi degli altri, una lotta all’ultimo sangue in cui il vincitore è l’unico sopravvissuto.
Cosa ne dite vi ho convinti? Trilogia che consiglio assolutamente.
Posso dire che la divisione nei vari libri è netta e quello che mi è piaciuto di più è il secondo, gli altri due un po’ meno, anche se hanno comunque dei meriti.
Io adoro i fantasy, adoro i m/m e mi piace la penna della May. Pensavo che unendo il tutto avrei colto il famoso piccione con una fava e fatto bingo e invece sono rimasta delusa. Il libro racchiude i tre volumi della trilogia Oro, i primi due (Il sangue non è acqua e Non è oro tutto ciò che luccica) già pubblicati in precedenza e il terzo, Un nome è solo un soffio, inedito. Sembrava tutto molto carino con la prima parte molto più introduttiva, utile per comprendere il mondo creato dall'autrice, e lo sviluppo della storia a partire dal secondo libro. I due protagonisti, Jen e Sapphire, mi incuriosivano molto ed ero davvero interessata a vedere come sarebbe andata a finire. Invece dal secondo volume ho arrancato. Vorrei dire che mi sono quasi annoiata. Ho fatto fatica a seguire i vari sviluppi. I due protagonisti presi singolarmente sono abbastanza singolari e coinvolgenti ma insieme non hanno creato quell'atmosfera scoppiettante che cerco in un libro. Sapphire è un uomo grande e grosso, coperto di cicatrici che non sa proprio cosa sia la finezza. Mi ha strappato alcune risate e ha tenuto in piedi il libro. Jen ha sicuramente delle caratteristiche interessanti e io ero molto curiosa di conoscere bene le dinamiche di quello che accade ad ogni ciclo, invece l'autrice sorvola e mi ha lasciato con un po' di delusione. Interessante la parte riguardante lo skullball, una sorta di hunger games in sella a degli emù. Un po' cruento ma sicuramente decisivo. L'autrice scrive bene ma con questo libro non è proprio scattata la scintilla.
Posso dire che la divisione nei vari libri è netta e quello che mi è piaciuto di più è il secondo, gli altri due un po’ meno, anche se hanno comunque dei meriti.
Sono passati parecchi anni da quando ho letto i due libri “Oro” e “Il sangue non è acqua” che è il suo prequel, ovvero l’antefatto che permetteva di gustare appieno la storia. Adesso che l’autrice ha aggiunto un terzo libro, come conclusione della serie, dopo tutto questo tempo, mi ha permesso di riapprezzarli come la prima volta; perché, lo ammetto, ne avevo un ricordo parziale e con l’occasione di questa nuova edizione, rivisitata ampliata di un’intera nuova sezione, mi sono goduta ancora il viaggio in questo mondo futuristico e fantascientifico creato da S.M. May. La storia è ambientata in un futuro imprecisato, dove esseri alieni e umani convivono con varie razze, fra modernità tecnologica e vecchi codici e leggi arcaiche, fra pianeti più o meno poveri, sfruttabili e conquistabili. Il vero potere è in mano a un pugno di famiglie nobili che prosperano fra inganni, doppiogioco, azioni senza scrupoli: niente è come appare e niente si può dare per scontato. La trama è il giusto mix di azione e introspezione, i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo e il dipanarsi degli eventi è tutt’altro che scontato, quindi sono rimasta incollata al lettore anche se il volume è un bel mattoncino: non c’è tempo di annoiarsi, perché l’inganno o l’imprevisto cambiano le carte in tavola fino alla fine. Ho amato la descrizione minuziosa di questo mondo, con le sue leggi, il suo scandire del tempo, le sue peculiarità. Ho apprezzato anche le caratterizzazioni dei vari personaggi, complessi e ben strutturati, ma spiccano soprattutto i protagonisti, che sono coraggiosi, orgogliosi, pronti all’immolazione, ma anche anime ferite che meritano la felicità dopo aver sacrificato tanto. Non mi addentrerò nella trama per non rovinare il piacere della lettura, ma in questo trittico non manca nulla: azione, avventura, battaglie, inseguimenti, investigazioni, amore, passione e sentimenti sono ben mescolati. Attrazione e sensualità si avvertono sulla pelle come tutte le altre descrizioni, realistiche e piacevoli. I primi due libri erano stati una lettura soddisfacente, ma questa rivisitazione e il terzo libro danno sicuramente il giusto arricchimento alla serie e la conclusione perfetta che merita.
Per me una rilettura, senza dubbio dovuta in quanto non ricordavo bene. Viene presentato il pianeta di Tallin e i suoi inconsueti indigeni, le cui caratteristiche sono a dir poco particolari, a cominciare dagli inquietanti, e molto affascinanti, occhi color oro.
L’autrice ci introduce nelle vicende politiche, attraverso il racconto di uno sport nazionale violento, macabro, lo Skullball. Nei momenti difficili di una successione di potere, vengono presentati anche alcuni personaggi che senza dubbio avranno un peso nei libri successivi. Si impara a conoscere soprattutto Jen Adur, personaggio ambiguo sulle cui spalle pesano grosse aspettative.
Mi è piaciuta questa introduzione, in poche pagine l’autrice ha saputo tratteggiare usi e costumi di un popolo bistrattato ma fiero, e ha gettato le basi per la storia futura. Inoltre Jen Adur ha già un fascino non trascurabile, che mi ha conquistata da subito. C’è pure un pizzico di mistero che non guasta. Voto: 4*
“Non è tutto oro ciò che luccica”
Il titolo di questa storia è azzeccatissimo, infatti il libro, attraverso il racconto delle vicende di Jen Ardur e Shappire Crissen, ci parla anche di quanto le apparenze a volte ingannino e che dietro ogni cicatrice c’è qualcosa da raccontare e insegnamenti da imparare.
"I talliniani sono gente infida e pericolosa. Ti attirano a loro come un magnete e, se li tocchi, oppure se ti lasci a tua volta toccare, non riesci più a staccarti."
Mi ritrovo nuovamente a sospirare dopo aver letto qualcosa di S.M. May. Lo stile di questa autrice italiana ho scoperto essermi particolarmente congeniale, in quanto scrive benissimo, crea personaggi sempre ben approfonditi e cura alla perfezione il worldbuilding, cosa che gradisco moltissimo come lettrice. Riesce a farmi fare viaggi incredibili e questa volta mi ha portata addirittura nello spazio. Trittico dell’Inganno è, infatti, una serie sci-fi, in cui non mancano elementi cari all’autrice, come le tematiche lgbtqia+, che riesce a esplorare a fondo grazie alla presenza di diverse rappresentanze, insieme a un’attenta analisi sulla diversità, sui vizi e le imperfezioni dell’animo umano, sull’amore nelle sue più varie sfaccettature, sulla natura complessa ed eterogenea di questo che spesso si affaccia sugli strascichi di un altro sentimento, un sentimento di rivalità e astio (il trope enemies-to-lovers è il mio preferito :P). Questa serie non poteva regalarci due protagonisti più diversi. Da un lato abbiamo il capitano Jen Adur, un talliniano purosangue, un essere raro e visto spesso con disprezzo dalle popolazioni dei pianeti vicini, ma allo stesso tempo con desiderio, considerate le sue caratteristiche fisiche particolari. Tallin non ha una buona reputazione, è un pianeta selvaggio, ricco di foreste, e altrettanto selvaggi vengono considerati i suoi abitanti. Rozzi, privi di ingegno. Ecco perché c’è chi vuole concepirne un miglior utilizzo usandoli come schiavi. Ma Jen non è un talliniano qualsiasi, ha una bellezza sofisticata, è colto, intelligente, preparato. E odia la schiavitù. Farà di tutto per salvare il suo popolo e il suo pianeta, anche scendere a patti con il nemico, se necessario. È convinto di poter cambiare la visione che gli altri hanno dei talliniani, ma dovrà scontrarsi con la dura realtà che non sempre è così facile far cambiare le proprie idee a qualcuno, specie se questo qualcuno è un borioso aristocratico che si sente superiore a tutti.
Dall’altro lato abbiamo, invece, il detective di distintivo A6 Sapphire Crissen, caduto in disgrazia e malvisto dai superiori per la sua incapacità di diplomazia e il suo impeto che spesso non riescono a farlo stare al proprio posto. Sapphire si porta addosso un numero imprecisato di cicatrici e rimpianti, un colosso di uomo da tutti considerato come una sorta di mostro, che quasi hanno paura di sfiorare. "Per l’Impero, lo aveva toccato. Nessuno toccava mai il poliziotto-mostro, se non costretto per il giusto prezzo." Sapphire Crissen si ritrova assegnato a una squadra investigativa mista su Arces, secondo pianeta per importanza e il primo per traffici commerciali. Qui dovrà indagare sulla morte di un nobile appartenente a una delle Grandi Famiglie, Frances Picadanias, e dovrà farlo insieme a Jen Adur, l’algido e nobile capitano delle forze armate imperiali, che con il suo sguardo dorato e la sua bellezza raffinata sembra fare a pugni con la rozzezza del suo aspetto, il suo essere contrastare con la sua natura sgraziata. Persino i loro ideali sembrano dissonare. Eppure, dovranno trovare il modo di collaborare, appianando le divergenze e, perché no, imparando a conoscersi guardando oltre. Oltre un corpo, oltre un genere definito, oltre una razza, oltre qualsiasi pregiudizio.
Trittico dell’Inganno ci regala un’avventura che mescola bene elementi sci-fi e polizieschi, sebbene il lettore conosca già il colpevole dell’omicidio, grazie alla prima novella che approfondisce le figure di Jen Adur e Frances Picadanias. È comunque interessante vedere come procedono le indagini e scoprire in che modo verranno risolte, grazie anche all’intromissione di Sapphire, che Jen inizialmente considera un idiota ma che presto lo farà ricredere. E, nel frattempo, assistiamo al nascere di un rapporto che supera ogni barriera, qualcosa a cui non sarà facile abbandonarsi, una vera e propria sfida nel momento meno adatto possibile. I due si troveranno più simili di quanto avevano preventivato, scorgendo punti di incontro e somiglianze laddove sembrava non esserci altro che intolleranza e avversione. Ho molto amato il loro rapporto fatto di alti e bassi, con tanta di quella tensione da tenermi sempre avvinghiata alle pagine. In realtà, penso di aver amato tutto di Trittico dell’Inganno. Mi ha sorpreso come non pensavo potesse succedere, perché è un mix ideale di elementi fantastici, indagini, avventura, amore, complotti politici, sport sadici e ripugnanti, inganni, segreti e molto altro. S.M. May ha dato vita a una serie a dir poco indimenticabile, per i nostalgici de Il Principe Prigioniero di C.S. Pacat e per tutti gli amanti e le amanti di storie forti, con tematiche importanti e tanta introspezione. Non mi aspettavo di innamorarmi di questo romanzo, ma così è stato, e la novella conclusiva inedita ha dato il colpo di grazia a quello che già il romanzo era stato: semplicemente perfetto. Se ancora non avete letto questa serie, preparatevi. Vi aspettano intrighi, pianeti da esplorare, personaggi ammalianti, conflitti. Una storia avventurosa e seducente come poche, una storia sulla diversità e sulla libertà intesi come pregi, come qualcosa di cui aver diritto senza opposizione alcuna. Un viaggio affascinante grazie alla penna di un'autrice italiana di grande talento. Correte a comprare questo libro!
Le tre storie riunite in questo volume raccontano un lungo percorso di consapevolezza e incontro, e rappresentano la felice unione tra fantasy e fantascienza. Ambientati all’interno di un impero interplanetario schiavista e corrotto, i tre romanzi ci svelano, a poco a poco, le feroci lotte per il potere tra i nobili appartenenti alle famiglie più in vista. Nessun delitto è troppo efferato per chi insegue facili guadagni e posizioni sempre più di rilievo, e tutto questo provoca vittime a non finire.
Jen Adur è l’ultimo erede del duca di Tallin, un pianeta selvaggio e misterioso però d’importanza strategica e questo ha portato alla rovina l’intera famiglia ducale, sterminata da nemici avidi e feroci. I talliniani sono creature dall’aspetto fiabesco: pelle color panna fresca, capelli candidi e occhi dorati senza iridi. Jen ne è un esponente tra i più fascinosi e seducenti. Sapphire Crissen è un poliziotto umano, grande, grosso, rozzo e piuttosto razzista. È un detective della Polizia, uno di quelli che ancora cercano di fare la cosa giusta malgrado la corruzione dilagante. Però, nel momento in cui incontra Jen Adur, non riesce a tenere a freno i suoi istinti razzisti.
Il loro incontro avviene nel secondo episodio, dopo che Jen, guerriero letale ma duca riluttante e pieno di dubbi, ha dovuto rassegnarsi all’idea di dover governare Tallin, cosa tutt’altro che facile viste le mire di una potentissima famiglia che ha già assassinato ogni altro erede. Jen e Sapphire non hanno niente in comune eppure, mentre cercano giustizia per i talliniani illegalmente deportati come schiavi, qualcosa scatta tra di loro. Potrebbe essere solo attrazione fisica, cosa a cui Jen è abituato, ma Sapphire no. Il suo corpo è una distesa di cicatrici, frutto dei numerosi trapianti subiti dopo essere stato ferito in servizio e aver sfiorato la morte. Il grosso e impacciato poliziotto è abituato a frequentare bordelli, non a mettere in atto corteggiamenti.
Nel rapporto tra Sapphire e Jen l’autrice riesce a mostrarci due persone che imparano a conoscersi poco a poco; il primo, convinto di non poter interessare nessun uomo; il secondo, abituato a suscitare desiderio in ogni persona che posi gli occhi su di lui. La lotta che porteranno avanti assieme per ridare una speranza al popolo di Tallin è piena di colpi di scena e momenti mozzafiato, ma ogni rischio li avvicina sempre di più, mettendo a nudo i loro sentimenti, costringendoli ad affrontare le proprie incertezze e il segreto che l’erede degli Adur nasconde.
Due personaggi ben costruiti e un contesto creato con occhi acuti. Questo impero corrotto, governato in maniera capricciosa, dove i nobili si comportano come famiglie mafiose, è una magnifica invenzione, disseminata di foreste misteriose, tecnologie d’avanguardia, sport crudeli. Il luogo perfetto dove ambientare una storia avventurosa e romantica, con il giusto mix d’azione e approfondimento psicologico. Un’ottima idea, sfruttata con abilità, curando sfumature e dettagli.
Cinque stelline. Copia acquistata.
FERNANDA ROMANI per il blog Babette Brown legge per voi
Amo la fantascienza e questa trilogia (che mi era stata consigliata) aveva proprio basi interessanti. Ho amato tutto il wordbuilding. L'ho trovato bellissimo, ben costruito e che mi dava quelle vibes alla Dune che mi sono piaciute un sacco: la presenza di queste famiglie che fanno il bello e cattivo tempo, lo sport crudele dello skullball, l'ambiente della polizia, le regole degli schiavi, le caratteristiche dei talliniani dagli occhi d'oro, l'inospitalità del loro pianeta natale e la loro resistenza strenua ai Picadanias. Tutto davvero bellissimo e che secondo me avrebbe meritato ulteriori approfondimenti e altre storie. Ho adorato Sapphire Crissen. Questo poliziotto onesto che si porta addosso e dentro il peso e i segni della propria onestà e dell'essere una brava persona, sotto qualche straterello di razzismo e pregiudizi di cui però si libera poco alla volta. Ho trovato i Picadanias estremamente ben caratterizzati nel loro essere così... *cerca di non usare parolacce*... disgustosi e infami. Bellissime le caratteristiche dei sanekle, le loro particolarità e ciò che li rende unici. Molto bella la scrittura dell'autrice, ricca senza essere pomposa né barocca.
Ciò che non mi ha convinto... è Jen Adur. :/
Ho trovato Jen: irritante, snob, incoerente. Non sono riuscita a farmelo piacere in nessun modo, con questa sua aura di "superiorità": lo avrei preso a sberle ogni due per tre. Fa un sacco di moralismi a Sapphire quando a volte si comporta e parla in maniera un po' rozza e piena di pregiudizi verso il suo popolo, quando lui ha offerto il suo pianeta al bastardo che li schifava come fossero feccia e che era chiaro che avrebbe ridotto la sua gente in schiavi da spremere come limoni. Allora, dov'è la coerenza? Dov'è la coerenza quando un minuto prima esaltava lo skullball e un minuto dopo lo giudicava come una barbarie? Ho perso completamente questi passaggi da un pensiero all'altro, da un comportamento all'altro. Non li ho individuati né percepiti. Il che è un peccato, perché l'intreccio narrativo è molto bello e interessante, avvincente (anche se a un certo punto, verso il finale, non ho capito per quale motivo ci sono dei pezzi narrati al presente e altri al passato. Solo lì. E trattavano tutti dello stesso momento narrativo. Sono rimasta un po' perplessa).
Nonostante la mia avversione per uno dei protagonisti, consiglio questa lettura, perché intreccio e scrittura sono veramente molto validi!
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Finalmente la veste perfetta per questa saga e la sua adeguata conclusione! Ho riletto con piacere Il sangue non è acqua e Oro, che avevo già letto anni fa e ho davvero apprezzato il terzo volume Un nome è solo un soffio. L'autrice ha creato un interno universo dove però i problemi non sono molto diversi da quelli che ci affliggono ogni giorno. Nei tre volumi troverete azione ma anche riflessione riflessione e scene cruente alternate a momenti romantici. Consiglio la lettura a chi ama la fantascienza e i gay romance, ma soprattutto a chi vuole leggere un libro scritto veramente bene.