«Tommaso Scotti riesce in una doppia intessere una trama accattivante e contemporaneamente scrivere un compendio di cultura e sociologia nipponica per occidentali.» Corriere della Sera - Annachiara Sacchi
Un Giappone sconosciuto e oscuro, corroso da antichissime e spietate tradizioni. Questo il teatro in cui l’ispettore nippoamericano Nishida si trova ad affrontare un caso impossibile da risolvere. Takaji Mihara, un uomo d’affari ormai in pensione, è stato ucciso nella sua casa, trafitto da un colpo di spada. La polizia è convinta di aver trovato il responsabile del delitto, un sospettato che avrebbe avuto sia il movente che l’opportunità. Ma il presunto colpevole ha problemi psichiatrici, forse è persino tossicodipendente e ripete di aver trovato la vittima già morta. Il suo sembra un delirio, ma anche per Nishida qualcosa non torna nella ricostruzione dei fatti. Persino le analisi del medico legale riportano alcune stranezze che sembrano contraddire il profilo della vittima. Cos’è successo? Chi era davvero Takaji Mihara? Nishida capisce presto che, per fare luce su questi interrogativi, dovrà addentrarsi nella pericolosa zona grigia degli «evaporati»: migliaia di uomini e donne che per svariati motivi decidono di scomparire e ricominciare da un’altra parte, con un altro nome, con un’altra vita. Un business gestito da società clandestine si occupa proprio di far evaporare le persone. Sarà seguendo la loro scia fumosa che Nishida cercherà di risolvere il mistero, svelandoci un volto del Giappone inedito, spiazzante e inquietante, ma anche incredibilmente poetico.
Il caso che deve risolvere questa volta Takeshi James Nishida, ispettore della polizia giapponese di origine nippoamericana, sembra essere impossibile. Takaji Mihara, anziano imprenditore in pensione, viene ritrovato cadavere in casa sua, trafitto da una spada. Per far luce su quello che sembra proprio un omicidio, Nishida dovrà saperne di più sugli "evaporati": persone che per svariati motivi decidono di scomparire, di evaporare appunto, e ricominciare un'altra vita da un'altra parte, con un altro nome. Seguendo queste prove, Nishida cercherà di capire chi era veramente il signor Mihara, rivelando un nuovo volto del Giappone.
Come per il primo romanzo, l'autore conferma come sia grande il personaggio di Nishida: grande di fatto perché è alto un metro e novanta e grande in senso figurato, perché un personaggio profondo, ribelle davanti a certe convenzioni giapponesi e molto attaccato ad alcuni principi. In questo secondo capitolo, troviamo Nishida proprio dove lo avevamo lasciato alla fine del primo libro (leggete i libri in ordine quindi!). Il caso dell'ombrello dell'imperatore è appena stato chiuso, bisogna ancora scrivere il rapporto, è già viene catapultato in un nuovo caso, più intricato del precedente. L'indagine che si appresta ad affrontare sembra subito strana, e giungere alla verità diventa difficile e piena di ostacoli.
Questo romanzo è un nuovo racconto dell'autore, su un pezzo del Giappone in cui vive da anni. Una terra colma di regole assurde, controverse e inaccettabile per noi che viviamo quasi in un altro mondo. Unica pecca: l'ho trovato più lento nella scrittura rispetto al precedente. Rimane comunque un libro interessante da leggere in ogni caso, per conoscere un luogo tutto da scoprire. Io vi consiglio comunque questa serie davvero avvincente!
Mi è piaciuto meno del precedente. Potrebbe essere per la "lentezza" del racconto, che ora si avvicina ad altri gialli giapponesi che ho letto, oppure la risoluzione, che non mi è andata giù. Rimane interessante per via della descrizione non edulcorata dall'adorazione del paese nipponico come spesso accade nei romanzi scritti da "stranieri" in terra Giapponese. I metodi della polizia lasciano decisamente perplessi questa lettrice O_O, così come l'eutanasia su gatti e cani di casa che non si vogliono più. Nome poetico alla pratica, vera e propria barbarie secondo me.
”Ricordatelo, Jim-un. Siamo come gocce di vapore. Sui bordi delle teiere, in un cestello di bambù pieno di ravioli o sulle finestre appannate nelle mattine di tardo autunno. Così vicini e così invisibili, siamo soltanto gocce di vapore in balia del vento e della grazia delle nuvole. E la nostra vita niente più che un sussurro. Niente più che la fragile promessa di qualcun altro.” Mi era piaciuto il primo thriller “giapponese” di Scotti, ma questo mi è piaciuto ancora di più. Oltre alla trama gialla, mi hanno coinvolto molto le descrizioni poetiche del Giappone e di certa filosofia di vita. Già ne avevo sentito parlare, ma qui è ancora più chiaro come in realtà in Giappone la vita lavorativa delle persone sia totalizzante e spesso dura. Tanto a portare al fenomeno degli “evaporati”: quelle persone che, appunto come le gocce di vapore, decidono di scomparire, di evaporare, per sfuggire a una realtà impossibile da sostenere. Anche il cadavere in cui si imbatte stavolta l’ispettore Nishida ha che fare con gli evaporati., anche se la soluzione del caso ci porterà a più sorprese di quante ci aspettavamo. Ho trovato molto interessanti le spiegazioni sui kanji, i caratteri giapponesi, difficili all’inizio da capire per noi occidentali, ma fondamentali per seguire l’evolversi del caso. E poi quell’episodio assolutamente inaspettato, in cui Scotti omaggia un grande del thriller internazionale. Al primo riferimento ho pensato: “Toh, cita XY.” Quando ho terminato la pagina, ero stupefatta: “È proprio lui!“Il mio amato, amatissimo… E con questa scena Scotti si è guadagnato un posto fisso fra i miei autori preferiti.
Le due morti del Signor Mihara - Tommaso Scotti (Longanesi 2022).
"Ricordatelo, Jim-kun. Siamo come gocce di vapore. Sui bordi delle teiere, in un cestello di bambù pieno di ravioli o sulle finestre appannate nelle mattine di tardo autunno. Così vicini e così invisibili, siamo soltanto gocce di vapore in balia del vento e della grazia delle nuvole. E la nostra vita niente più che un sussurro. Niente più che la fragile promessa di qualcun altro."
Nuovo caso per l'ispettore Takeshi Nishida che, dopo aver brillantemente risolto il mistero dell'ombrello dell'imperatore, è alle prese con l'omicidio di un ricco uomo d'affari.
Nuovo viaggio per il lettore nel Giappone insolito e al di fuori degli stereotipi che ogni volta Tommaso Scotti (@hokuthom) ci fa conoscere nei suoi libri.
Questa volta analizza il fenomeno sociale dell'evaporazione (johatsu 蒸発). Gli evaporati sono coloro che, non reggendo più le pressioni della società, decidono di scomparire, di "evaporare" e di iniziare una nuova vita nell'anonimato, di solito in quartieri gestiti dalla mafia giapponese. Una moltitudine di persone che, favorite dall'estrema tutela della privacy, recidono ogni legame con il passato, dal lavoro, alla famiglia e alle relazioni sociali, in una sorta di reset del loro vissuto.
Per risolvere il caso Nishida dovrà indagare questa zona grigia, ma avrà anche a che fare con "dream boxes" e "papa-katsu", oltre a doversi interrogare non solo sull'identità dell'assassino, ma anche su quella della vittima.
Ho apprezzato questo libro più del primo: Takeshi Nishida si conferma un protagonista accattivante e lo stile è meno “raccontato” — o forse ci ho fatto meno caso io, presa com’ero dalla fumosa dimensione degli “evaporati”, giapponesi che per un motivo o per un altro decidono di scomparire nel nulla. E del resto, in un Paese dove la polizia non indaga sulle sparizioni di persona ricostruirsi un’altra identità è estremamente facile.
Come ne “L’ombrello dell’imperatore” c’è una storia che corre parallela alle indagini di Nishida e che segue proprio i destini intrecciati di alcuni evaporati ed è una particolarità che secondo me funziona molto bene, ancor più che nel primo libro: qui infatti si ricostruiscono le vicende dei vari personaggi coinvolti del caso tassello dopo tassello, fino ad arrivare a un finale circolare e poetico.
Poi, tra una gatta da salvare (ma che orrore sono le dream box!?) e una figlioletta ritrovata, entra in scena un potenziale love interest che ho amato, la Sergente Umeda. Vuoi mettere una brava poliziotta informatica con il pupazzo di Yoda sulla scrivania, che per di più va a genio a tua figlia, rispetto a una donna sposata che ti chiama solo quando le gira? Sveglia, Takeshi!!!
Insomma, un bel giallo originale che sfrutta appieno le buone premesse del precedente.
Gran bel libro di Tommaso Scotti, che dopo il primo, L'ombrello dell'imperatore, ci riporta in Giappone per un nuovo giallo su cui indaga Takashi Nishida. Un Giappone un po' diverso da quello a cui siamo abituati, quasi "sommerso". Le indagini scandagliano il mondo dei cosiddetti "evaporati", persone che non riescono a vivere alla luce del sole ma preferiscono sopravvivere nell'anonimato, e magari si ricostruiscono una nuova vita e una nuova identità, meno oppressiva della precedente. Nishida è un investigatore bravo, simpatico ma soprattutto umano, e riesce ad arrivare alla soluzione del caso in modo difficile ma brillante. Risvolti psicologici che commuovono e una cornice stupenda come il paese del sol levante, che adoro sempre più, con l'oceano, la sua cultura, i kombini e le lattine di Boss. Bello e consigliato.
Un giallo a suo modo classico ma molto piacevole e con un finale commovente. Niente di "mai visto prima" ma lettura sicuramente piacevole, un po' alla Agatha Christie, ambientato nel Giappone moderno. Cultura, lingua e società Giapponese sono sfruttati molto bene per costruire la trama del romanzo, ma essendo scritto da un autore italiano, rimane a mio parere più accessibile di altri di autori giapponesi, anche per chi non è affezionato alla letteratura nipponica (vedi ad esempio le opere di Keigo Higashino, che personalmente adoro, ma appunto potrebbe essere un po' meno fruibile da chi non conosce almeno un po' il Giappone).
Edit: dopo di questo ho letto L'ombrello dell'imperatore, che ho comunque apprezzato, ma devo ammettere non come il suo sequel.
In questo libro si trattano vari temi "delicati" della cultura giapponese: Io sono rimasta scioccata dalla usanza barbarica delle dream box, che là sono legali, ma sono rimasta contenta di come la questione venga risolta quando tocca il protagonista. E sono rimasta molto soddisfatta dal finale del libro.
Il ritorno dell'ispettore Nishida! Un bel ispettore misterioso e non convenzionale (almeno per gli standard giapponesi), un intricato e misterioso omicidio di un importante uomo d'affari, antiche tradizioni samurai il tutto mixato con una scrittura accattivante!
Incipit Takeshi Nishida respirava affannato, mentre guidava a tutta velocità sotto le luci sfavillanti del quartiere di Ginza. Continua su Incipitmania
confesso di dover ancora leggere il primo, ma questo mi ha colpito molto. una storia che mischia una profonda conoscenza antropologica del Giappone e un giallo veramente bello dal finale sorprendente. lo consiglio davvero
Da un lato questo nuovo romanzo di Scotti mi è piaciuto più del precedente, dall'altro meno. Il mio è un giudizio di mezzo che contestualizzerei in un 7. Cosa mi è piaciuto di più è stato l'empatizzare maggiormente con i personaggi della vicenda, specialmente la storia della vittima. Cosa mi è piaciuto di meno è stato il ritmo molto più lento dell'indagine, quest'ultima quasi ovvia, e il voler cercare ogni scusa e ad ogni costo per rifilare al lettore aneddoti sulla società giapponese; particolari veritieri eh, niente di falso, ma evidentemente destinati alla sensibilità euro-centrica che scopre questo mondo nuovo (parliamo della storia degli onigiri, di come memorizzare i kanji, dell'enjokosai e della pratica delle ragazzine di accompagnarsi ad uomini maturi per regali costosi anche grazie alle nuove tecnologie come le app, della faccenda degli "evaporati" ecc ecc). Questi particolari, raccontati con una punta di pedanteria da compendio di curiosità dal Giappone, sono slegati dal ritmo e dalla narrazione della vicenda e spesso risultano stonati come macchie di candeggina su un tessuto nero, evidenti e fastidiosi. Due mondi dove la compenetrazione non è riuscita bene. L'indagine mi era piaciuta di più quella del primo romanzo, più articolata e inaspettata mentre qui è quasi banalotta anche se, ripeto, in questo caso si empatizza maggiormente con la storia della vittima. Inoltre mi è sembrato che l'autore abbia lasciato diverse strade avviate, ma non concluse, forse vestigia di sviluppi di trama che poi non si sono concretizzati. Nel complesso godibile, certo non al prezzo di copertina di una prima edizione cartonata a quasi 20€
Una nota per la casa editrice: se i libri appartengono ad una serie potreste forzarvi di legarli tra loro come copertina e stile? Non sembra una cosa difficile! Ad esempio: nel primo romanzo della serie sul dorso della copertina e sul fronte c'era il kanji che indica l'imbrello. In questo romanzo c'è il kanji di Mihara, ma solo sul fronte mentre sul dorse non è stato messo anche se c'era sul fronte, quindi perchè non farlo uguale all'altro??? Inoltre il carattere usato per scrivere il titolo sul dorso è uguale in entrambi i libri, ma nel caso dell'Ombrello è standard mentre in questa edizione è grassettato. Di nuovo: PERCHE'????? Un minimo di sensibilità all'estetica sarebbe gradita, specie se, come detto, i libri appartengono ad una stessa serie.
📖“Che nessuno di noi vive una vita sola. Siamo come gocce d’acqua, cambiamo forma di continuo. Occupiamo un certo spazio per un po’, fino a che non evaporiamo per piovere da tutt’altra parte.”
📝A pochi giorni dalla conclusione del caso dell’ombrello, Nishida s’imbatte in un omicidio che pare di facile soluzione. Un ricco uomo d’affari ucciso nel suo appartamento e il colpevole sembra essere un uomo che aveva perso molti soldi. Ma c’è qualcosa che non torna. Indizi che non si riesce a rendere solidi ma che portano a dubitare non solo dell’identità dell’assassino ma persino di quella della vittima…
📝Dopo essermi appassionata al primo romanzo di questo autore, che ancora resta una di quelle letture che più mi son rimaste impresse, ho trovato conferma della sua bravura in questo secondo libro della serie dell’ispettore Takeshi Nishida, di origini miste, americane e giapponesi, che mostra sul proprio corpo i segni di entrambe, portandolo a sentirsi parte di ognuna ma mai completamente di nessuna. Un uomo che sta recuperando il rapporto con la figlia ancora piccola dopo che la moglie gli ha impedito di vederla per troppo tempo. Un uomo che sa ascoltare il proprio intuito, che sa cogliere sfumature di significato, che sa guardare, che sa ascoltare, che sa mettersi in posizioni scomode senza perdere l’equilibrio.
📝Una storia questa che ci mostra diversi lati della società giapponese tra luci ed ombre, tra certezze e contraddizioni, tra rigore e fragilità. Una storia che parla della forza e del coraggio che ci vuole per reinventarsi, per darsi una seconda possibilità lontano da tutto ciò che si conosce e che non ha mai perso occasione di ferirci. Delle debolezze che non si possono nascondere ma che non devono essere considerate difetti ma risorse di cui avvalersi in maniera inconsueta.
📝Non manca l’azione, la curiosità di sapere. Non mancano le emozioni forti così come le risate. C’è il Giappone, che raccontato dagli occhi e dalla voce di un non giapponese ha decisamente un sapore diverso. C’è Tokyo con i suoi diversi quartieri ognuno con le proprie caratteristiche, colori, suoni e sapori. Bello🖤
Ritorna Tommaso Scotti con un secondo giallo ambientato a Tokyo e ritorna l’ispettore Nishida, personaggio riuscitissimo in cui si fondono oriente e occidente: la profonda conoscenza del Giappone e delle sue tradizioni e la mentalità più pratica e meno incline alle convenzioni della sua metà americana. Un ricco imprenditore, ormai in pensione, Takaji Mihara, è stato trafitto da un colpo di spada all’interno del suo lussuoso appartamento. La soluzione di questo nuovo caso sembra facile e veloce perché la polizia individua subito un sospettato che avrebbe avuto sia il movente che l’opportunità. Per Nishida però qualcosa non torna nella ricostruzione dei fatti, i misteri che circondano il caso non sono pochi, a partire dalla domanda più importante: chi era davvero Takaji Mihara? Per risolver il caso, Nishida si cala nella pericolosa zona grigia degli “evaporati”, jōhatsu (蒸発) migliaia di uomini e donne che, per svariati motivi, decidono di “evaporare” come una goccia d’acqua, scomparire e ricominciare da un’altra parte con un altro nome, con un’altra vita. Ancora una volta Scotti non delude e ci regala un’avventura appassionante: un incastro intrigante tra presente e passato, un giallo ben congeniato che cattura il lettore fino alla fine, portandolo in un Giappone lontano da stereotipi esotici e turistici. L’autore con uno stile fluido e poetico ce ne descrive sapientemente quartieri, approccio alla vita, abitudini e mentalità, svelandoci in modo equilibrato, un mondo a volte spiazzante, ma intriso di grande fascino.
Se da un lato l'indagine stimola la nostra fantasia e porta a prospettarci scenari inattesi per la sparizione di Mihara, dall'altro questo romanzo non si fonda sulla suspense. Piuttosto, si immerge e ci immerge nel mondo del Giappone, esplorando quegli aspetti che meno sono noti ai lettori occidentali: nel descriverci quartieri, abitudini, differenti approcci alla vita e alla morte, Tommaso Scotti ci rende più intellegibile un Oriente che è ancora ampiamente ammantato di stereotipi. Al contrario, con il suo Le due morti del signor Mihara, sfonda la quarta parete e ci porta a camminare accanto a Nishida, a percepire sulla pelle il senso di finitudine che prende chiunque viva a Tokyo, dove c'è tutto a portata di mano, chiuso in quartieri, a cui se ne accostano altri, giustapposti e contrastanti. Ed è di questo fascino inquietante e perturbante che vive il romanzo. Lo scrittore, ormai a Tokyo da anni, sa bene come proporre ai lettori italiani la realtà giapponese: senza eccedere in passaggi didascalici, ma spiegando laddove è necessario quel che altrimenti non potremmo sentire. È un romanzo avvincente, con personaggi molto interessanti, che ci accompagna in una Tokyo diversa da quella che tutti crediamo di conoscere. È un giallo estremamente solido, con una soluzione logica e molto ben architettata. Lo consiglio decisamente.
4,5 stelle Mi è piaciuto più del precedente e l'ho trovato molto poetico (vedi citazioni) Alcuni elementi un po' scontati ma una piacevolissima lettura e una bella evoluzione dei personaggi dal primo libro.
Alcune citazioni: Pag 93: Nishida girò lo sguardo verso il mare. Forse era lui il muto custode che possedeva tutte le risposte. Il mare. Celate tra le ombre nella profondità degli abissi, sorvegliate come perle preziose. E l’unico strumento che l’ispettore aveva per pescarle era la propria testa. Pag 130: È proprio come il fumo, il tempo. Ti ammazza lentamente, senza che nemmeno te ne accorgi. Un bugiardo che, mentre ti uccide, ti regala attimi di piacere. Crea dipendenza, il bastardo. E mentre pian piano ti distrugge, tu stai lì in ginocchio come un fesso a implorare ancora. Pag 183: Aveva ragione, penso Nishida. La pace è come una fragilissima opera d’arte che va ammirata da lontano. Si deve essere grati della sua presenza e pregare che resti intatta. Soprattutto non bisogna mai darla per scontata. Perché è poggiata su un piedistallo sottilissimo, e il suo equilibrio è altamente instabile.
Ascoltato su Audible. Le due morti del signor Mihara è un giallo godibile che soddisfa una mia certa nostalgia di Tokyo, che segue le vicende di un ispettore nipponico un po' atipico e per questo con un punto di vista interessante sulle particolarità e le incongruenze della cultura giapponese. La narrazione un po' si perde e la rivelazione a "colpo di scena" rischia di far storcere il naso; è però molto apprezzabile l'intento di costruire il nucleo tematico del libro attorno al tema degli scomparsi - la folla di persone senza nome che ogni anno evadono dalle norme strette della società per cercare fortuna, o, talvolta, l'annichilimento.
Ho dovuto mollare questa lettura nonostante la storia e il modo di scrivere dell’autore non mi dispiacessero.
Purtroppo i continui riferimenti alla scrittura giapponese mi rendevano pesante la comprensione. Non li capisco e non li conosco, se tu non me li spieghi con più di due parole io non posso comprendere.
L'ambientazione in Giappone è veramente appassionante, traspare la conoscenza profonda che l'autore, che vive lì, ha di questo stato così diverso dal nostro. L'intreccio è veramente notevole come quello del primo libro e anche i personaggi sono sempre interessanti e ben delineati. Super consigliato.
Libro che si legge molto bene con un bell'intreccio come il primo. Ho trovato piacevole la sensazione iniziale di collegamento con il primo, dato che questo libro si svolge il giorno dopo la conclusione del primo. Diversamente dal precedente mi sembrato che nel mezzo della storia faccia un pò fatica a procedere ma alla fine si riprende. Ben delineato e originale la figura dell'ispettore Nishida che si trova ad affrontare un nuovo caso con il suo stile "fuori dalle righe" per lo stile giapponese.
Una storia bellissima, fatta di vite che si avvicinano e si allontanano. Persone, oggetti, animali. Tutto ha un passato, un presente e un futuro. Un libro su possibilità, ingegno e speranza - la speranza che tutto, alla fine, succede per una ragione.
Ho amato lo stile con cui è scritto il libro e ogni singolo personaggio. Consigliatissimo ❤️
Libro comprato per caso...ma il caso non esiste! Doveva capitarmi tra mano e allietarmi le giornate! Nishida è un personaggio che andava conosciuto, e ora dovrò a tutti i costi recuperare il primo caso, per poi vedere come va la serie! Da leggere, perché è molto ben strutturato e organizzato, bravo l'autore!
buona trama, carini i personaggi. Molte pagine di spiegone finale ma fatto un po' meglio di altri scrittori: più narrato come dialogo tra personaggi che come monologo, come si usa fare spesso. Non tanta azione poliziesca come mi piace, però libro piacevole.
Mi è piaciuto tantissimo, a livello del primo libro. Si legge benissimo e scorre in maniera perfetta. Interessanti tutte le citazioni su cose tipiche giapponesi. Anche il finale ottimo. Per ora peccato che sono solo due libri.
Un bel giallo che fa parte di una serie dell'ispettore Nishida. Leggendo ci si immerge nella cultura e nel panorama giapponese con i suoi colori, la sua pulizia, il senso del dovere, il rispetto e le sue contraddizioni.
La storia è interessante, ma è inframezzata da frequenti descrizioni storiche, culturali piuttosto leziose e pedanti. Mi sembra quasi una guida turistica per non giapponesi, che non un romanzo ‘noir’.
Questo secondo libro scritto da Tommaso Scotti mi è piaciuto, il caso è interessante, la storia tratta anche un sotto tema particolare che racconta delle persone che scompaiono ogni anno in Giappone senza lasciare traccia. Devo dire però che rispetto al primo libro il caso di questo secondo libro è meno articolato e più facile da intuire in alcuni punti.