Mattia Lanza è lo scrittore più amato d'Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all'estero. Ha una bella famiglia, un'agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L'incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l'ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l'inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra? Svelando la verità con continui colpi di scena, questo thriller di Romano De Marco indaga la complessità delle relazioni e ci mostra fin dove è disposto a spingersi l'essere umano per assecondare i propri desideri.
Nato a Francavilla al mare il 6 ottobre 1965, responsabile safety in un grande gruppo bancario italiano, esordisce nella scrittura nel 2009 con il romanzo Ferro e fuoco (Giallo Mondadori n. 2974 marzo 2009, ripubblicato in libreria, nel 2012, da Pendragon di Bologna). Nel 2011 esce il suo secondo romanzo Milano a mano armata con la prefazione di Eraldo Baldini per l'editore Foschi di Forlì (Premio "Lomellina in giallo" 2012). A gennaio 2013 è la volta di A casa del diavolo con l'etichetta TimeCrime dell'editore Fanucci di Roma (secondo classificato premio Nebbia Gialla 2013, selezione Premio Scerbanenco 2013). È di gennaio 2014 il suo quarto romanzo Io la troverò per la collana Fox Crime dell'editore Feltrinelli di Milano (secondo classificato Premio Nebbia Gialla 2014 finalista Premio Scerbanenco 2014). Nel 2015 pubblica due romanzi con Feltrinelli: Città di polvere e Morte di Luna.
Con i suoi racconti ha partecipato a diverse antologie, tra le quali Natale in noir (curata da Alessandra Buccheri e Paolo Gardinali, 2010) Le Prince noir (Aìsara 2012) Nessuna più (Elliot 2013) La morte nuda (Galaad 2013). Ha pubblicato racconti sulla rivista "Linus" e sul "Corriere della sera". Pubblica racconti lunghi in ebook per l'editore Delos Digital nella collana Sex Force (poi rinominata Dream Force) diretta da Stefano Di Marino.
Collabora con la rivista Writer's Magazine Italia, diretta da Franco Forte, scrive articoli per i periodici del Giallo Mondadori, collabora con vari blog.
3,5🌸 Romano de Marco ha una grandissima capacità di scrittura, grande abilità nella caratterizzazione del personaggio principale. Avrei dato anche quattro stelle perché il libro mi ha presa tanto ma il finale mi ha lasciata interdetta... Leggerò altri libri di questo autore ☺️
Tutto bello, tutto scritto egregiamente, con una suspence degna dei migliori thriller psicologici. Ma alla fine mi rimane sempre un senso di déjà vu, anche se non so perché. Forse perché dopo aver letto tantissimi thriller del genere, qualcosa di simile sicuramente lo avrò già sentito, anche se non uguale. La cosa più interessante, secondo me, è il gioco, all'interno della storia, fra finzione letteraria e realtà. Citanto un certo Pilato... "Che cos'è la verità?"
“La casa sul promontorio” è un libro molto scorrevole, che viaggia spedito. Romano De Marco non forza l’introspezione dei personaggi e inanella validi motivi per andare avanti nella lettura. A volte sposta il punto di vista, a volte compie un salto nel tempo, altre volte ci lascia sbirciare in qualcosa di oscuro, divertendosi a lasciarci col dubbio se sia funzionale o meno.
Ci sono romanzi dalla cui trama si può già intuire come andranno le cose. “La casa sul promontorio” non è decisamente uno tra questi. Quando credi che tutto fili verso una certa direzione, oplà! magicamente comprendi che non è come immaginavi dovesse andare. Sono davvero tanti i colpi di scena che movimentano le vicende di cui si compone il romanzo, ben studiati e d’effetto. Uno degli argomenti toccati è la scrittura, con accenni alle nevrosi degli scrittori, ai fattori temporali e spaziali che facilitano o meno la loro ispirazione. Il lettore viene portato anche a riflettere sulla schiavitù a cui alcuni sono assoggettati nei confronti dei propri desideri, alla ricerca spasmodica di qualcosa che sia sempre di più. Una continua rincorsa del successo, che può risultare nel tempo davvero deleterio. Tra successo e apprezzamento dei lettori, De Marco è assolutamente per la seconda scelta, in quanto trova non ci sia nulla di più gratificante dello scrivere per ricevere l’affetto dei lettori che lo leggono. Da buon thriller qual è, dai capitoli brevi e scorrevoli, per tutto lo svolgersi degli eventi narrati si ha la percezione che qualcosa non quadri, che ci si debba preparare ad un’altra grave situazione. Si respira un senso di ansia, di cose non dette o dette a metà. Sono i dettagli a fare la differenza, come la scelta di omettere particolari truculenti, per evitare un tono voyeur o possibili emulazioni. Il finale multiplo, che ci mette di fronte a più possibili versioni della realtà, è la ciliegina sulla torta. Ad una trama così elaborata ne occorreva infatti uno sostenibile e uno allo stesso tempo clamoroso. Sta a chi legge decidere quale crede sia a suo gusto la vera conclusione della storia. L’autore ha già fatto sapere che non ci saranno prequel o seguiti a questo romanzo per sua natura autoconclusivo. Vi saranno tuttalpiù richiami in opere successive, perché a differenza di altri scrittori di serie, come Camilleri, De Giovanni o Manzini, De Marco preferisce i romanzi a se stante, dalla serialità verticale. La cover, per me abbastanza inquietante, non rispecchia il contenuto reale del romanzo, ma è frutto di un compromesso tra strategia di marketing e continuità nello stile della casa editrice. Se ad attirarti è l’idea di un uomo armato di pala, mi spiace ma non lo troverai, almeno che tu non aggiunga un ulteriore finale di tua fantasia. La cosa tutto sommato è fattibile, perché se la fantasia deve risultare comunque credibile, la realtà a volte è molto peggio della fantasia. Realmente esistente è il Cimitero militare canadese di Ortona, da cui prende spunto l’autore per ricordare soldati stranieri caduti sul suolo italiano e la cui memoria va rispettata e onorata. Anche la casa sul promontorio non è un’invenzione dell’autore, che di quei luoghi descritti è conoscitore ed estimatore. Sono rimasta piacevolmente colpita da “La casa sul promontorio” e lo consiglio vivamente, perché riesce nell’impresa di non darti certezze e di spiazzarti.
Mattia Lanza, il più famoso scrittore di crime italiano, è rimasto coinvolto in una vicenda terribile. Una sera rientra a casa e trova la sua famiglia massacrata, moglie e due figli esanimi di fronte ai suoi occhi. Per i mass media una notizia del genere è motivo di discussione incessante, materiale perfetto per qualunque programma tv, dal format impegnato alla tv spazzatura. Lanza viene dapprima incolpato e poi assolto con formula piena. Il caso resta irrisolto perché non viene trovato il colpevole. Un dolore di tale portata lo accompagnerà per il resto dei suoi giorni. Dopo due anni di silenzio, lo scrittore prova a riprendere il suo lavoro e lo fa isolandosi in una casa in Abruzzo vicino a Ortona. Qui dapprima insensibile alla bellezza del luogo, troverà poi ispirazione in alcuni oggetti trovati nella casa a picco sul mare dove alloggia e in un incontro con Eva Albani una bellissima donna. Fatti strani accadono dopo qualche giorno, Lanza vede qualcuno che lo segue o almeno è quello che crede, inizia a dubitare della sua lucidità fino a quando un uomo viene ritrovato sfracellato in fondo alla scogliera e molte domande si insinuano nella testa dello scrittore che crede di vivere nel passato e in uno dei suoi romanzi. La scrittura si alterna tra il presente e il passato per spiegare quello che accadde due anni prima. I personaggi che vengono descritti lasciano sempre una scia di mistero, tanto che il lettore non sa mai se sta leggendo la realtà o la finzione letteraria. Ad aggiungere incertezza c'è un terzo piano temporale collocato nei sogni tormentati di Mattia Lanza. Non manca il richiamo storico grazie al registro narrativo scelto, con il ritrovamento di una scatola contenente oggetti che portano al sacrario nel cimitero militare canadese situato nella frazione di San Donato nel Comune di Ortona. La metanarrazione è definita come romanzo nel romanzo. L'autore interviene all'interno dello stesso testo che va componendo. Si verifica così una narrazione che assume come proprio oggetto l'atto stesso del raccontare, così da sviluppare un romanzo nel romanzo. Lo scopo è stato ampiamente raggiunto, ma alcune cose non mi sono piaciute, come l'amore e la vitalità che sbocciano magicamente in un secondo tra i due protagonisti dopo due anni di oblio. Altre cose non mi hanno convinto come l'approccio tra vicini di casa stile americano. Lei è in vacanza per fare piccoli lavori nella casa ereditata, ma non ha portato nemmeno un attrezzo. Lui invece non sa nemmeno che forma abbia un martello, ma ha in una casa che non ha mai abitato una fornitura completa Beta utensili. La vecchia suocera pedinatrice poi! Il luogo isolato con solo due case diventa ritrovo di assassini e delinquenti. Ci sono molti particolari che tolgono credibilità alla storia. Resta la nota positiva del "finale non finale" incerto fino alle ultime righe e oltre.
📖“Non giudicare troppo in fretta. Io l’ho fatto e ho sempre sbagliato. Quando succede, dopo, bisogna affrontarne le conseguenze.”
📝Mattia Lanza è lo scrittore di thriller più famoso d’Italia, molto apprezzato anche all’estero. La sua splendida vita riceve un terribile colpo d’arresto quando tornando a casa trova la sua famiglia brutalmente uccisa: i due figli e la moglie. Da allora niente è stato più come prima.
📝Due anni dopo Mattia si ritira in una casa di vacanze in un luogo solitario, su un promontorio nella provincia di Ortona. Qui circondato dalla bellezza spera di ritrovare l’ispirazione per tornare a scrivere ma qualcuno bussa alla sua porta e la vera spinta per tuffarsi nella scrittura partirà proprio dagli occhi verdi di una donna di nome Eva che si trova nella villa adiacente alla sua. Intanto strani sguardi si aggirano tra le ombre osservando tutto ciò che accade, minacciando un equilibrio precario, istillando il dubbio ma soprattutto la paura e riportando alla luce verità che nessuno ha mai scoperto.
📝Romano De Marco scrive un thriller misurandosi con un nuovo schema narrativo in cui ottiene ottimi risultati. Getta il lettore in una storia in cui la paura è palpabile, in cui le certezze crollano sotto i colpi di scena, in cui le suggestioni e le atmosfere oscure primeggiano con la bellezza luminosa di un mare che s’ infrange su una costa selvaggia. Scrive pagine in cui tra passato e presente emergono protagonisti complessi che nascondono segreti con la stessa intensità con cui esplodono in forti emozioni. Davvero una bella lettura per gli amanti del genere e non solo.
La trama è scritta in terza persona attraverso un linguaggio chiaro, fluido e con spicchi di ironia. Tutto è avvolto da un alone di mistero capace di catturare il lettore e tenerlo con il fiato sospeso dall’inizio fino alla fine, anche grazie ai suoi numerosi colpi di scena.
Le ambientazioni sono bellissime e descritte in modo dettagliato, così come gli stessi personaggi, di cui vengono messe in risalto qualità, debolezze, luci e ombre. L’autore mostrando l’interiorità e la personalità più profonda dei protagonisti ha reso il romanzo molto più di un thriller, rendendolo una storia emozionante dai risvolti psicologici che indaga le complessità delle relazioni e ci mostra fin dove è disposto l’uomo a spingersi per soddisfare i propri capricci o istinti.
Ho amato moltissimo questo libro soprattutto per il connubio tra realtà e finzione, perché sono stata catapultata, attraverso la lettura, nelle dinamiche di ciò che il protagonista scrive e vive nello stesso tempo, senza però avere mai la confusione di smarrimento, ma con un unico colpo di scena, di essere stata inconsapevolmente, fin dal principio, il suo “giocattolino”, manovrando un po’ la mia stessa mente.
Un romanzo da non perdere e da gustare, per chi ama i thriller e soprattutto per chi non vuole perdersi una buona sana lettura nell’esplorazione dell’animo umano.
Il protagonista di questo enigmatico thriller è Mattia Lanza, un famoso scrittore italiano. Una notte la moglie e i suoi due figli vengono trovati massacrati nella loro villetta e i sospetti cadono proprio sull’uomo; tuttavia Mattia viene assolto, nonostante non venga mai trovato il colpevole e lo ritroviamo due anni dopo in una casa isolata in Abruzzo mentre cerca l’ispirazione per un nuovo romanzo. Qui incontra una donna con la quale intreccia una relazione, ma nella vita di entrambi ci sono molti interrogativi irrisolti. Ogni personaggio di questo romanzo sembra nascondere qualcosa e ciò crea un’atmosfera di inquietudine sospesa, pesante, avvolgente, che insieme ai numerosi colpi di scena, fa crescere pathos e ansia. Lo stile narrativo di De Marco è brillante e ipnotico. Ho letto molti dei suoi thriller e riesce sempre a coinvolgermi totalmente; amo il modo in cui riesce a ribaltare completamente la scena quando si crede di aver ormai compreso tutto. La parte conclusiva mi ha lasciata sgomenta e mi ha entusiasmata perché amo essere sorpresa e perché ogni più piccolo particolare viene messo al suo posto, incastrato alla perfezione. Consiglio agli amanti del thriller di leggere le opere di De Marco, sicuramente non ne rimarranno delusi.
Mi ha fatto venire il mal di testa nelle ultime pagine. L'inizio un po' lento poi si fa più interessante. La conclusione mi ha leggermente deluso ma posso conviverci.
La scrittura di De Marco è strepitosa, ti tiene incollato dall'inizio alla fine; sarei stato "tentato" per le 4 stelle, trama avvincente, ma verso la metà qualche pagina meno intrigante. Fatto sta che lo strepitoso finale ha tolto ogni dubbio, 5 stelle meritatissime!
Qualcuno ammirerà il costrutto innovativo, qualcun'altro la bella pensata. Per me vale la battuta di un trio comico d'antan:”A me me pare una str...ata”.