Comprendere la geografia è cruciale per capire il mondo com’è oggi e come potrebbe essere in futuro: fiumi, mari, catene montuose hanno sempre condizionato, e continuano a influenzare, le guerre e le vicende politiche in tutti gli angoli del mondo. Partendo dallo studio della conformazione e delle preziose risorse della Russia, Tim Marshall ricostruisce le ragioni e le ossessioni che hanno fatto la storia di questo territorio sterminato e inospitale – dall’invasione napoleonica nel 1812 alle campagne avviate nel corso delle due guerre mondiali – e che oggi plasmano i progetti politici di Vladimir Putin in Ucraina.
Librarian Note: There is more than one author in the Goodreads database with this name.
Tim Marshall was Diplomatic Editor and foreign correspondent for Sky News. After thirty years' experience in news reporting and presenting, he left full time news journalism to concentrate on writing and analysis.
Originally from Leeds, Tim arrived at broadcasting from the road less traveled. Not a media studies or journalism graduate, in fact not a graduate at all, after a wholly unsuccessful career as a painter and decorator he worked his way through newsroom nightshifts, and unpaid stints as a researcher and runner before eventually securing himself a foothold on the first rung of the broadcasting career ladder.
After three years as IRN's Paris correspondent and extensive work for BBC radio and TV, Tim joined Sky News. Reporting from Europe, the USA and Asia, Tim became Middle East Correspondent based in Jerusalem.
Tim also reported in the field from Bosnia, Croatia and Serbia during the Balkan wars of the 1990s. He spent the majority of the 1999 Kosovo crisis in Belgrade, where he was one of the few western journalists who stayed on to report from one of the main targets of NATO bombing raids. Tim was in Kosovo to greet the NATO troops on the day they advanced into Pristina. In recent years he covered the conflicts in Iraq, Afghanistan, Libya, and Syria.
He has written for many of the national newspapers including the Times, the Guardian, the Daily Telegraph, and the Sunday Times.
Non conta se l'ideologia di chi guida il paese è zarista, comunista, o neocapitalista: le acque dei porti continuano a gelare, e la pianura nordeuropea è sempre piatta. Togliete i confini che demarcano gli stati nazionali, e scoprirete che la cartina geografica che aveva sotto gli occhi Ivan il Terribile nel XVI secolo è la stessa che ha di fronte oggi Vladimir Putin.
Libro molto semplice, quasi elementare, che cerca di spiegare i motivi che hanno spinto la Russia, e la spingono tutt’ora, a difendersi aggredendo gli stati europei limitrofi. La grande intuizione dello scrittore è individuare nella geografia dei luoghi la chiave di Volta per la comprensione dei conflitti tra stati contendenti. Un libro non esaustivo, ma buon punto di partenza per una analisi originale .
+++ "Russia e Ucraina: la mappa che spiega la guerra" (in 60 pagine) di Tim Marshall +++
Questa è una mini-recensione per un mini-libro: qualche settimana fa, quando ho visto che era in vendita "Russia e Ucraina: la mappa che spiega la guerra" di Tim Marshall (Garzanti, 2022), mi sono scaraventata a comprarlo.
Di Marshall, giornalista inglese esperto di geopolitica, avevo già letto e amato "Le 10 mappe che spiegano il mondo", e in realtà questo mini-libro uscito nel 2022 altro non è che una 'costola' delle dieci mappe, in particolare quella della Russia. Si tratta di un instant book uscito sull'onda della guerra tra Russia e Ucraina prendendo però a piene mani da un libro già esistente, pubblicato nel 2017 (arrivato comunque a diverse ristampe fino al 2022).
Dunque la lettura è utile? Sì, perché analizza la storia dell'area dal punto di vista geopolitico, spiega quanto i confini, le risorse e le caratteristiche naturali abbiano giocato un ruolo determinante. È molto interessante.
Attenzione, però: non è un libro che parla della situazione delle ultime settimane. La guerra (attuale) tra Russia e Ucraina viene menzionata solo nel titolo, e il testo non spiega a fondo la situazione del Donbass. Proprio perché non è un testo incentrato su quanto sta succedendo da febbraio: la mappa di partenza è quella della Russia, si parla anche in maniera importante dell'Ucraina ma non solo. Diciamo che è un buon testo per partire informati, ma non basta certamente per "spiegare la guerra" come promette il titolo.