La famiglia di Lorenzo è una famiglia tipicamente padre, madre, sorella tredicenne e lui, Lorenzo, diciannovenne fresco di maturità. Ha tutto ciò che un ragazzo della sua età possa voti ottimi, ammissione all’università, bellezza, intelligenza. Ha proprio tutto. A parte la libertà. Nella macchina che lo porta in vacanza con la sua famiglia, l’ennesima vacanza obbligata di cui non ha deciso nulla, in un posto che odia, Lorenzo sente montare la rabbia per una vita che sembra non appartenergli affatto e che gli scivola tra le dita un minuto alla volta. Ogni cosa è stata, fino a quel momento, stabilita da altri. Dai suoi genitori, in primis. Da sua madre, soprattutto, che ne progetta e programma ogni singolo aspetto, sempre col sorriso, sempre con amore, sempre per il suo bene. In sosta all’autogrill, Lorenzo guarda le macchine che scorrono in basso, sotto la struttura a ponte sospesa sull’autostrada, in cerca di una soluzione. E inaspettatamente la trova, ed è la più banale di una fuga. Qui comincia la sua avventura verso un luogo sconosciuto che diventerà presto “casa”. Spinto da una bruciante voglia di scoprire la vita e se stesso, troverà compagni di viaggio, un lavoro intrigante e inediti desideri che passano per il corpo e l’amore. Che vita è quella che ci hanno disegnato addosso e che succede quando decidiamo noi di prendere la matita e disegnare nuove strade? Un romanzo divertente e diretto, dove la libertà è la tappa ultima di un viaggio dentro se stessi.
Si chiede se le ondate d’odio che lo hanno spinto ad andarsene, e che diventano sempre meno accecanti, non fossero solo insofferenza incancrenita per non avere un posto da sentire veramente suo.
Recensione a cura del blog "La Libreria di Ale" Blog | Instagram
E’ la rabbia che finalmente riesce a fuoriuscire dal petto a spingere Lorenzo verso la propria libertà. Nato in una famiglia italiana media, imbevuto di buoni esempi e di mancati grattacapi, Lorenzo non è mai riuscito a prendere individualmente una scelta durante tutti i suoi diciannove anni. Adesso si è diplomato a pieni voti, è riuscito ad entrare in un’università e con i suoi genitori è diretto verso una vacanza in montagna che odia e che non ha nemmeno scelto.
Tutte le decisioni sono nelle mani della madre, è lei a dare un percorso alla sua vita, è lei che programma ogni minimo dettaglio di ciò che deve compiere, senza nemmeno preoccuparsi di ciò che sente veramente, di ciò che vorrebbe davvero.
La gabbia ha issato alte barriere, la famiglia in cui dovrebbe sentirsi sicuro e compreso diventa qualcosa di soffocante, mani che lo stringono al collo fino ad anelare la morte.
Raggiunto l’autogrill, costretto dalla madre ad andare al bagno pur controvoglia, Lorenzo decide di non tornare in macchina, decide di abbandonare il cellulare, di abbandonare la sua famiglia e fuggire verso una strada sconosciuta, verso una meta non prevista.
L’inizio del viaggio solitario, accovacciato in un camion senza dare nell’occhio lo elettrizza perché è la prima volta che riesce a prendere una decisione, è la prima volta che si oppone, è la prima volta che riesce ad ascoltare il proprio cuore sofferente e dargli una voce e un’opportunità per essere finalmente lui il protagonista della propria storia e non gli altri...Continua a leggere
🌼È un romanzo che grida libertà ad ogni pagina. Seguiremo le vicende di Cris, o meglio Lorenzo, ragazzo di 19 anni che ad un certo punto sente la necessità di "sdoppiarsi" per rinascere e aprire le proprie ali. Ci sentiremo parte di questo suo viaggio, senza meta né destinazione, che lo porterà a fare scelte e compiere azioni che mai avrebbe immaginato.
🌼Cris è un ragazzo dal passato complesso e intricato. Non è mai riuscito a sentirsi indipendente e libero, a fare scelte dettate dal proprio istinto, ad avere la propria privacy ed i propri momenti di intimità. Si è sempre sentito oppresso dalla propria famiglia, che non gli ha mai permesso di prendere la propria strada e di "sbocciare". E sarà proprio questo, che gli farà provare una grandissima rabbia e lo porterà a fuggire, per cambiare per sempre vita.
🌼Ho apprezzato la capacità dell'autrice di descrivere perfettamente tutte le emozioni provate dal protagonista. Spesso, riuscivo a sentirle sulla mia pelle e a farle mie. Erano chiarissime emozioni quali: rabbia, paura, senso di oppressione, confusione, stupore e anche felicità.
🌼Ho trovato molto bello questo romanzo perché, a momenti, riesce ad abbattere qualsiasi tipo di pregiudizio.
🌼Questa lettura fa comprendere quanto, nella vita di ogni essere umano, sia importante la felicità, che va sempre ricercata, ed una volta che si presenta a noi, si deve avere il coraggio di affrontarla e di accoglierla
🌼La scrittura è semplice e lineare, ma allo stesso tempo schietta e tagliente.
🌼Consiglio questo romanzo ad adolescenti e adulti, per comprendere appieno quanto sia importante non solo la libertà personale, ma anche il dialogo, che dovrebbe essere presente in ogni famiglia.
«Attimi di perfetta e assoluta felicità. straordinarie. Nessuno la sa definire. Quando arriva, non sai spiegare davvero cos'è. Se ci provi, finisci per balbettare e dire banalità, non c'è nessuna rivelazione illuminante. La felicità non si fa riconoscere. Non si annuncia con le trombe e i fuochi d'artificio. Non è la soddisfazione per un obiettivo raggiunto […] Ma la felicità scorre sottopelle. Vibra, pulsa, pretende di circolare tra il sangue, nelle vene. Pretende di giocare a nascondino e poi scappa via, resta latente dentro di te, in attesa di sorprenderti ancora. A volte nemmeno ci fai caso, nemmeno te ne accorgi.»
Un libro da leggere tutto a un fiato. Molto scorrevole con personaggi ben caratterizzati. L'autrice ti trasporta immediatamente nel mondo che sta descrivendo attraverso una ricca e ottima descrizione di ambientazioni e, soprattutto, dei sentimenti e delle emozioni provate dal protagonista. Mi sarebbe piaciuto avere un po' del coraggio di Lorenzo. Non avevo neanche indovinato in finale: non so se era quello che avrei voluto leggere ma di sicuro è inaspettato. Ho letto il libro in poco più di tre ore. Bellissimo!
Lorenzo è in macchina con la sua famiglia, destinazione montagna per le consuete vacanze estive. Il viaggio è tranquillo e monotono, senza buche, senza eccessi, proprio come la sua vita: diploma classico a pieni voti, pianoforte, ammissione all’università, nessun colpo di testa. Seduto dietro, guarda pensieroso fuori dal finestrino e si lascia trasportare dall’auto guidata dal padre, ma d’improvviso si sente il cuore in gola, che lo soffoca a ogni battito. Sente montare qualcosa che lo spaventa: forse rabbia, forse odio. Non può più stare lì, vorrebbe piangere ma non riesce a fare neanche quello, si sente impazzire, e d’improvviso un’idea folle prende forma nella sua testa: scappare. All’autogrill in cui si fermano, realizza il suo piano disperato e scappa, si volatilizza, scompare. E inizia per lui una fuga che sarà l’occasione per conoscersi davvero nel profondo e per scoprire il vero sé, al di là di tutte le scelte altrui che lo hanno schiacciato per 19 anni. “Cris” è un romanzo diretto espressamente ai cosiddetti giovani adulti, ma in realtà leggibile da tutti, che mette al centro della narrazione il tema della ricerca del vero sé nell’età della giovinezza e che solleva questioni forti come ad esempio il confine labile che può esistere tra “protezione” famigliare e costrizione asfissiante, ma anche molti altri che una recensione qui non può scandagliare. A una prima lettura ammetto che mi è sembrato eccessivo il ruolo che l’autrice ha dato al sesso come elemento fondamentale di crescita del protagonista, un sesso che risulta piuttosto centrale nel percorso di scoperta di Lorenzo, poi però mi sono data una risposta: da un lato ci sono io che sono una vecchia bacchettona, dall’altro ci sono i giovani, per i quali il sesso è effettivamente il luogo anche esistenziale di ricerca di identità. Quindi insomma: consigliato.
Non l'ho finito perché non avevo motivo di andare avanti. L'unica cosa che più o meno posso dire mi avesse preso all'inizio ovvero la densità di eventi sfuma totalmente dopo la metà e diventa sempre più lento, in teoria dovrebbero entrare in gioco i personaggi e le relazioni però semplicemente di questi 3 personaggi mi importa davvero 0. É anche ben scritto, ma sento proprio che é privo di qualsiasi cosa. Pure la frasetta sulla felicità che scorre sotto pelle, ad altre persone va bene sicuramente ha emozionato, io ci vedo solo belle parole che non mi trasmettono niente.
Se vi sentite un po' ingabbiati nelle vostre vite, questo libro fa per voi. Non bisogna prendere spunto dalla soluzione del protagonista, ma partecipare alla sua ricerca personale può lasciare qualcosa anche a noi lettori. Cris è un ragazzo che non ha mai potuto conoscere la sua identità mentre viveva ciò che la società si aspettava da lui. Deve combattere contro il pregiudizio, perché si scappa di casa se si ha tutto? Essere se stessi è più importante. E speriamo che con Cris, anche chi è un pò soffocante, possa capire come esserlo di meno.
Base di riflessione molto potente, anche se personalmente non ho amato lo svolgimento dell’atto di cambiamento del protagonista. Scrittura lineare, pulita. Qualcosa mi sembra stoni nell’insieme, ma dovrei analizzare con attenzione il mio sentire per evitare che condizioni la portata del giudizio.
Mi hanno consigliato questo libro al corso di lettura a scuola e non mi aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto. Molto scorrevole e ha la capacità di tenerti incollato alle pagine fino alla fine, cosa che non ho riscontrato in molti libri come in questo. Mi è piaciuto il modo in cui é stato scritto: non é stata romanticizzato il fatto di scappare di casa. É tutto molto reale, quasi rude a tratti, tutti i furti e gli inganni in cui cade il protagonista, e come lui reagisce a ciò. Si vede una crescita personale che ti può permettere a tua volta di crescere. Super consigliato per staccare dai soliti romanzi!
Cris è la ribellione in una delle ambientazioni estive più mainstream che possiate immaginare: la Riviera Romagnola e, in particolare, la sua "capitale", Riccone. Nonostante l'ambientazione da "stessa spiaggia, stesso mare", la storia prende da subito una piega diversa da quello che vi aspettate. Il protagonista, Cris, ragazzo di buona famiglia, con un futuro apparentemente roseo davanti, molla tutto e fa quello che molti di noi non hanno mai avuto il coraggio di fare durante le vacanze con i genitori. Scappa. Uscito dal bagno dell'autogrill, durante una sosta per spezzare il tragico viaggio verso la meta scelta dai genitori, invece di tornare alla macchina dei suoi, svolta dall'altra parte, si infila in un furgone e si lascia trasportare verso...boh? Un grido di libertà, che si può tirare fuori solo insieme al coraggio di spezzare le catene invisibili che ci hanno messo addosso. Buttate via i telefonini e lanciatevi nell'estate romagnola di Cris: non ve ne pentirete e, alla fine, chissà che un po' di quel coraggio non vi resti appiccicato addosso...