Da Londra a Bibery, un paesino di poche anime immerso nelle campagne inglesi.
Amabel non avrebbe mai pensato di finire proprio lì, a lavorare in una vecchia libreria… con tanto che i libri a lei proprio non piacciono, o meglio… le fanno molta paura. Ma Emily, la proprietaria della “Libreria delle storie rimaste”, è una cara vecchietta, dopotutto, che passa il tempo a sfornare biscotti e coccolare la sua banda di gatti. E Amabel non ha alternative, se non quella di adeguarsi alle bizzarrie dell'anziana libraia e dei suoi concittadini; tra cui l’affascinante Albert, il veterinario dagli occhi blu che sembra tanto determinato a vincere le ritrosie di Amabel e farle smettere una volta per tutte di portare vestiti costosi e tacchi alti.
Tra Amabel e Albert sono scintille dal primo incontro, ma sarà proprio lui, vedovo con due figli, a insegnarle a sorridere delle piccole cose e farle accantonare le abitudini un po’ snob della vecchia Londra.
Ma Amabel può davvero vivere a Bibery? Immersa nei libri e in un posto che pare sempre sull’orlo della bancarotta? Senza contare quelle strane cose che sembrano succedere di notte nella libreria e che le fanno intendere ci sia più di un mistero da svelare…
In un caleidoscopio di personaggi divertenti e stravaganti, tra biscotti pronti a cambiare sapore a seconda di chi li mangia, torte, libri, gatti e sorrisi prende vita una storia che profuma di amore e magia.
Un caro saluto a chi sta leggendo questa pagina. Mi presento. Mi chiamo Manuela e sono nata e vivo in provincia di Torino, la città magica. Ho lavorato per anni nell’informatica coltivando nei ritagli di tempo le mie vere passioni: il disegno e la scrittura. Ora mi dedico totalmente allo scrivere, dando libero sfogo alle mie emozioni e alla mia fantasia, cercando di comunicare i miei pensieri, parlando di sentimenti, di speranze, cercando di arrivare al cuore di chi legge. Io scrivo storie e le storie, si sa, possono essere molto diverse tra loro: lievi e romantiche come in Arriveranno le farfalle, intense storie d’amore e con tematiche dure, come l’anoressia e l’autolesionismo in Ancora prima di incontrarti, dipinte da tutti i colori dell’arcobaleno, come in Due passi avanti, un passo indietro. Possono far sognare, commuovere, ma anche far ridere. Ebbene sì, nella mia duplice personalità ho un lato ironico che esterno nei cosiddetti romance chick-lit o commedie romantiche, come piace chiamarle a me, dove trasformo anche le mie piccole disavventure in episodi comici, nella speranza di strappare un sorriso a chi mi leggerà. Perché la vita si affronta meglio con un sorriso e una speranza in fondo al cuore. Allora, vi ho incuriosito almeno un po’?
Dal blog Romance Non-Stop Consigliato da parte mia.
Che dire di questo libro se non che ho amato ogni pagina che ho letto. Già la trama, abbastanza insolita e originale, mi aveva catturato, ma più leggevo più me ne innamoravo. La libreria delle storie rimaste è un racconto magico, dolce che ti fa fantasticare. È una storia che parla di amore, di rinascita, di paura, un racconto leggero che vi farà sognare insieme a Amabel e agli altri protagonisti, umani e felini. Non mi è risultato difficile immergermi nell'atmosfera di Bibery, piccolo paesino della provincia inglese dove tutti si conoscono e si sostengono. Uno di quei paesi con i cottage col giardinetto davanti, la staccionata bianca e dove non c’è la necessità di chiudere a chiave la porta di casa. Il romanzo narra la storia di Amabel una ragazza che sin da piccola non riesce a leggere in pubblico e ha un difficile rapporto con i libri. In seguito, si scoprirà quando e perché ha iniziato a soffrire di bibliofobia, ovvero la paura che si ha dei libri. Un giorno, dopo essere stata licenziata e con il contratto d'affitto che sta per scadere, su un giornale trova un annuncio di lavoro dove la proprietaria di una libreria cerca una commessa. Nonostante la sua fobia, decide di candidarsi e così, senza avvertire la madre e la zia, si imbarca verso questo piccolo paesino fuori Londra. All'inizio le viene difficile adattarsi a uno stile di vita così lontano dal suo e capire quella dolce signora che gestisce la libreria a suon di torte e biscotti. Con il tempo però, grazie anche all'aiuto del giovane Albert e dei suoi due figli, riesce ad ambientarsi, ad andare oltre le sue paure, le insicurezze. E, quando la libreria è a rischio chiusura, sarà proprio lei la prima a rimboccarsi le maniche per far sì che quel posto che le sta tanto a cuore non chiuda. I personaggi mi hanno conquistata. Ognuno di loro ha la propria personalità, il proprio carattere, ma tutti assieme formano una squadra vincente. Non mi è risultato difficile entrare in empatia con Amabel, la ragazza di città abituata a indossare tailleur e scarpe tacco dodici catapultata in una realtà a lei sconosciuta, dove tutti si conoscono, si aiutano l’uno con l’altro. In quel luogo assisteremo alla sua rinascita. Mi sono innamorata di Emily, della sua libreria, dei suoi gatti e dei dolci appena sfornati. Ho adorato il sexy e vedovo veterinario Albert e i suoi splendidi figli: la dodicenne Margaret e il piccolo Paul, su una sedia a rotelle dopo l’incidente che ha provocato la morte della loro madre. Persino il burbero Joseph mi è risultato simpatico. Innamorato di Emily non ha il coraggio di dichiararsi. Sarà proprio Amabel ad aiutarlo. E che dire dei quattro protagonisti felini che vivono con Emily e tutti con nomi di autori? Byron, Jane Austen, Shakespear, Edgar Allan Poe, nomi importanti per dei gatti che sono riusciti a farsi amare persino da una non propriamente amante dei micetti. L’autrice ha descritto la cittadina di Bibery e la libreria in modo talmente dettagliato che sembrava di viverci, annusare il profumo dei libri, delle torte e dei biscotti sfornati da Emily… La scrittura accurata, la trama ben delineata, i dialoghi veloci e i personaggi ben caratterizzati rendono la lettura piacevole e fluida. La narrazione avviene in terza persona. Il rapporto che si instaura tra Amabel e Albert viene costruito pagina dopo pagina poiché entrambi hanno una vita precedente alle spalle ma non negano a se stessi una seconda possibilità. La stessa cosa succede anche con altri due protagonisti della storia, Joseph e Emily. Molto belle le poesie che si incontrano sia a inizio dei capitoli che nel corso della lettura. Eccone una di Edgar Allan Poe:
"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte."
Questo libro ci insegna che non si deve mai perdere la speranza, a sapersi rimettere in gioco, credere nei segni del destino, ma soprattutto vivere la vita con spensieratezza e, perché no, con un pizzico di magia. Faccio i miei complimenti a Manuela Chiarottino per aver saputo costruire una storia dolce come i biscotti, le torte e il thè di Emily e creato dei personaggi, sia umani che felini, interessanti e positivi. Oltre ad avere ambientato il tutto in un luogo dove si respira un’atmosfera magica. Se desiderate una lettura rilassante allora consiglio di leggere questo libro.
La libreria delle storie rimaste è una storia magica, dolce che ti fa sognare, leggendo la trama il libro mi aveva già catturata ma più leggevo più me ne innamoravo. Una storia che parla di amore, di rinascita, di paura, un racconto leggero che vi farà sognare insieme a Amabel e i suoi amici, non potrete fare altro che immergervi in questo mondo magico che l'autrice ha creato e dove ci insegna che si può sempre ricominciare anche quando qualcosa ci fa paura e che quest'ultima può essere sempre affrontata se a fianco abbiamo qualcuno che ci vuole bene e che si sostiene e supporta. E poi a chi non piacerebbe lavorare circondata da libri, tazze di tè e biscotti!??
La libreria delle storie rimaste è il racconto della storia di Amabel una giovane ragazza che sin da piccola non riesce a leggere in pubblico e ha un difficile rapporto con i libri. Un giorno dopo essere stata licenziata e con il contratto d'affitto che sta per scadere trova su un giornale un annuncio di lavoro dove una biblioteca cerca aiuto, così si candida e si imbarca verso questo piccolo paesino fuori Londra. All'inizio le viene difficile ambientarsi e capire quella dolce signora che gestisce la libreria a suon di torte e biscotti ma con il tempo e grazie all'aiuto del giovane Albert e dei suoi due figli riesce ad ambientarsi e ad andare oltre le sue paure e insicurezze e nel momento in cui vedrà che la libreria è sull'orlo della chiusura sarà la prima a rimboccarsi le maniche per far si che quel posto che le sta tanto a cuore non chiuda. Ce la farà?? Piccolo tocco di classe da parte dell'autrice sono le poesie che si incontrano sia a inizio dei capitoli che nel corso della lettura.
Grazie all'autrice e a Lucia per avermi dato la possibilità di leggere questo libro, va diretto tra le mie letture preferite!
Buongiorno amici lettori, oggi voglio raccontarmi una storia, la storia prende il nome di: "La libreria delle storie rimaste".
Come ben sapete ormai, nelle mie recensioni evito di scrivervi la trama del racconto, e mi concentro nel dire sempre ciò che ho provato leggendo. Nel romanzo troviamo Ambel arrivata direttamente da Londra con i suoi vizi, pensieri e impostazioni del mondo di lavoro di città; Troviamo Emily (Ho un amore platonico con lei), dolce, altruista anziana e proprietaria della libreria. Troviamo anche Albert con i suoi due figli e in ultimi ma non meno importanti i gatti della dolce Emily.
Questa storia è stata cosi dolce e rilassante, ma credo anche che l'autrice volesse mandare dei messaggi importanti verso i suoi lettori, che io ho colto. Ho amato le poesie che per mia culpa non conoscevo, i libri usati ma pieni di importanza per Emily. Mi ha trasportato completamente nella storia che era narrata. E' una lettura scorrevole e piena di sorprese con un tocco anche di magia. Posso consigliarvelo con una bella tazza di thè caldo? Sarà sicuramente il libro perfetto da leggere.
Buona la prosa, per il resto nulla di che. Mi immaginavo qualcosa di diverso, invece è il classico romanzo rosa dove l'amore salva sempre tutto e tutti indiscriminatamente. Se da un lato è rassicurante leggere libri, dove ogni cosa va al suo posto, dall'altro credo che la storia debba essere sviluppata bene per non cadere nella banalità. La storia poteva essere sviluppata, poteva prendere una via piu introspettiva, considerato il punto di partenza, invece è bastato uno sbattimento di ciglia si Albert per ottenere quello che anni di terapia non erano riusciti ad ottenere. Ho trovato anche troppo romanticismo e il paranormale che in romanzi del genere, a mio avviso, non dovrebbe esistere, il suo posto è nel fantasy o nell'horror, ma non nei romanzi rosa.
Una delicatissima storia nella splendida campagna inglese Bibery! Sono rimasta assolutamente rapita da ogni personaggio della storia! Romanzo molto dolce e delicato dove c'è tutto..rinascita, amicizia, amore e un pochino di magia! In questo libro ho avuto l'impressione di sentirmi un po', come quando vado a casa di mia nonna..protetta, accolta..queste sono le sensazioni e le emozioni che mi ha lasciato!
Cari lettori, oggi vi porto nel mondo dei libri. Mi rendo conto che potrei sembrare matta, essendo questo un blog che tratta solo questo mondo, ma vi condurrò in quello creato dall’autrice Manuela Chiarottino con La libreria delle storie rimaste, edito dalla casa editrice More Stories e pubblicato il 28 marzo 2022. Si pensa spesso che si è pronti all’impossibile pur di trovare un lavoro, soprattutto quando tutto si sta sgretolando tra le tue mani. La disperazione di non poter/voler chiedere aiuto, il confidarsi con chi si crede amica, il tuo conto in banca che sembra urli quel rosso, una casa in affitto che presto non sarà più tua, il non potersi permettere di sognare. Ecco, questo è tutto quello che succede ad Amabel, la protagonista di questa storia che ha un tocco magico. O forse sono io a vedere quella magia perché questo rappresentano i libri per me.
Amabel perde in ordine: lavoro, coinquilina, casa. Passa le giornate a cercare una nuova opportunità e che sembra non arrivare mai, fino a quando si scontra con uno annuncio, la chiamata che segue è ancora più particolare e in poco tempo aveva di nuovo tutto
“Sarebbe partita per un paesino dell’Inghilterra mai sentito nominare prima, per vivere accanto a una donna che non conosceva e fare il lavoro che mai e poi mai avrebbe pensato o voluto fare. E forse nemmeno potuto.”
Un nuovo lavoro che si scontra con un suo problema atavico: Amabel ha paura dei libri. Una paura che risale all’epoca della scuola. Ma una dolce vecchietta strana, Emily, con i suoi gatti, i biscotti sempre appena sfornati, una tazza di tè caldo e scaffali pieni di libri, potrebbero aiutarla a riprendere in mano una vita lasciata in sospeso, mai vissuta fino in fondo, con rapporti superficiali. Ma soprattutto può tutto questo farla sentire a casa?
“Sei a casa”
E così La libreria delle storie rimaste, Bibery – un villaggio nella campagna inglese – diventa la sua casa, il suo rifugio dove poter imparare a essere felice. Un luogo magico tra libri di seconda mano e copie uniche e antiche. Si legge il cambiamento della protagonista, un qualcosa di lento che si accorda alla vita di quel vllaggio. I personaggi si intersecano e si aiutano a tirare fuori il meglio, diventano un unico che arriva a toccare le corde dell’amore. È una di quelle storie che definisco coccola, ti fa stare bene e rallentare dalla vita frenetica di tutti i giorni. La delicatezza ti aiuta a perderti tra le parole della storia.
Ringrazio il blog Storie di lettura per avermi coinvolta in questo mondo, la casa editrice e l’autrice per avermi fornito copia digitale del libro per poterlo leggere in anteprima.
“Bisogna sempre provare a piantare dei semi, che siano di gentilezza o altro.”
La libreria delle storie rimaste di Manuela Chiarottino è una coccola per il lettore ed un libro che chiunque abbia bisogno di sentirsi scaldare il cuore dovrebbe leggere.
La prima cosa bella di questo libro che ho notato è che non ha un tema centrale ma ne tratta parecchi e tutti in una maniera dolcissima: parla d’amore, da puro come quello dei genitori a malinconico come quello per una persona persa; parla della forza di prendere in mano la propria vita e stravolgerla; parla della paura che si prova ad amare, ad affrontare i propri problemi, a cercare di uscirne e ad adattarsi ad uno stile di vita così lontano dal proprio.
I personaggi sono il fulcro di tutto, se fossero stati diversi probabilmente la storia non mi avrebbe conquistata a tal punto. E con personaggi intendo tutti, a partire dai gatti. Essi sono la colonna portante di questo libro, molte cose senza di loro non sarebbero successe e la dolcezza di questi felini e l’amore che provano per la loro padrona è immenso. Amabel, se in primo tempo può essere sembrata altezzosa e snob, si scopre dolce e premurosa nei confronti altrui con un bagaglio emozionale non da poco che questo lavoro alla libreria riuscirà in parte a sistemare. E poi che dire della dolce e frizzante Emily? Non si può non amarla fin dal primo istante, spontanea ed altruista: insomma, proprio una donna d’altri tempi. Parliamo di Albert? La descrizione non è esagerata ma traspare da ogni poro la sua gentilezza e la sua spontaneità nonostante il grande dolore che si porta dentro. Ecco, una caratteristica che secondo me accomuna praticamente tutti i personaggi è la gentilezza e la voglia di fare qualcosa per il prossimo senza averne un tornaconto.
Le descrizioni dei posti e di ciò che circonda Amabel è dettagliato al punto giusto permettendo al lettore di immedesimarsi in tutto ciò e ad avere delle immagini così nitide da avere la sensazione di essere proprio lì: sono sicura di aver sentito quel profumo buonissimo di biscotti.
L’insegnamento più grande che ci regala questo libro è che siamo noi il più grande nemico di noi stessi, tutti i nostri limiti, le nostre paure, le incertezze: siamo noi a porci tutto ciò; e che l’errore più grande che potremmo fare è smettere di sperare.
Grazie Manuela, della collaborazione e di avermi scaldato il cuore come quella tazza di tè e quella torta appena sfornata.
Immaginate una vecchia libreria, di quelle che profumano di te, carta e per il cuore grande della proprietaria anche di cose buone. Immaginate lo scricchiolio dei vecchi scaffali stracolmi di libri, i clienti abituali e fuori dalla porta un bellissimo paesino immerso nella campagna. Questa è la Libreria delle storie rimaste. Un sogno, vero? Non per Amabel. Amabel è davvero disperata, a un passo dalla sfratto, alla ricerca di un lavoro, quando si imbatte in un'offerta davvero originale, in un modo altrettanto bizzarro. Il giornale sembra messo lì, per aspettare lei. E la telefonata che segue è altrettanto stravagante. Ancora più la decisione di lasciare Londra con le sue poche cose e imbarcarsi in questa impresa che la porterà nella casa di una signora davvero singolare, amante dei gatti, attentatrice seriale della sua dieta. Amabel pensa di essere stata catapultata in una realtà parallela, il suo peggiore incubo, una stanza piena di libri, è lì oltre una porta azzurra, ma non sarà il peggio. Tra ragazzine dal dubbio gusto nel vestire, vecchi brontoloni, scrocconi di leccornie, fiori come segnalibri, biscotti che mettono tutti d'accordo e passeggiate nella campagna con i tacchi alti, Amabel comincerà a vedere il mondo con gli occhi del cuore, scoprirà la forza che è dentro di lei e la magia che aleggia nell'aria, quella della solidarietà. Una storia dolce, gentile, piena di colpi di scena e strani accadimenti che tengono il lettore avvolto come sotto una calda coperta. È impossibile non simpatizzare con Amabel un po' goffa, nonostante il tentativo di sembrare perfetta, e con tutti i personaggi che incontrerete nella 'Libreria delle storie rimaste' per la loro immensa umanità. Manuela Chiarottino, che ho apprezzato per altri romanzi, mantiene la scrittura scorrevole e frizzante. Il romanzo si legge tutto d'un fiato. La parte magica, che si percepisce fin da subito, accende la curiosità. È uno di quei romanzi che fa sognare, fa credere nelle persone, nella gentilezza dei sentimenti, nell'interconnessione tra le anime. Assolutamente da leggere.
Di cosa parla questo libro? Beh, di Amabel che scappa via da casa propria e decide di cambiar vita. Se dovessi parlare di questo libro con poche parole lo descriverei sicuramente così, ma nel libro troviamo ben altro!
Intanto Amabel lascia casa sua (che si trova a Londra) e fin qui ci siamo. Ma dove va? Si ritrova in un paesino di campagna ben lontano dalla vita di città, dove diventerà commessa/aiutante in una libreria.
Ammetto di non aver capito fino alla fine cosa succedesse in realtà tra quelle mura. Tra biscotti che cambiano sapore, e gatti che ti ascoltano e ti aiutano se glielo chiedi, pensavo di trovarmi davanti ad un libro magico, nel vero senso della parola.
Beh, magico per me lo è stato perché non sono riuscita a staccarmi dalle pagine per un'intera giornata, fin quando non ho visto la parola fine in pratica.
È una storia che parla un po' d'amore, un po' di paure, un po' di amicizia...un po' di tutto!
Mi è piaciuto molto anche il cambiamento di Amabel dall'inizio alla fine, una cosa che richiede una bella dose di coraggio, soprattutto considerando che la nostra libraia ha..paura dei libri!
Esatto. Amabel soffre di questa "piccola" fobia che, lo devo ammettere, avevo già sentito ma era poi finita nel dimenticatoio del mio cervello.
Ed è spettacolare vedere come una cosa che per molti è così bella può essere motivo di panico per altri. È stato davvero interessante per me leggere questa storia.
L'ho trovato davvero bello, non solo per la storia in sé ma anche per come è scritto, per come sono descritte le varie vicissitudini.
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Ho apprezzato molto la scrittura di Manuela: chiara e diretta, risulta fluida senza essere superficiale. Le descrizioni delle ambientazioni sono veramente degne di nota: con poche e chiare parole la scrittrice riesce a trasportare completamente il lettore a Bibery, un piccolo paesino. Allora: Amabel, fino a più della metà del libro l’ho trovata spocchiosa e insopportabile (e secondo me, l’intento della scrittrice era proprio questo) per poi evolvere magnificamente. Infatti lei è una donna quadrata, molto severa nelle sue convinzioni, molto forte nel suo giudizio, che, lentamente e progressivamente, si smussa, apprezzando la diversità fra quel piccolo paese e Londra. Ho apprezzato molto la capacità dell’autrice di creare un contesto che si oppone a diventare commerciale e asettico, ma che tiene fede a tradizioni e valori: la casetta di legno vicino all’immenso grattacielo. Il confronto fra i diversi personaggi e i loro modi di vivere, molto distanti, vengono utilizzati dall’autrice per rimarcare il fatto che non esista un modo di vivere giusto o sbagliato e che trincerarsi dietro alle proprie visioni della vita è estremamente limitante. Come al solito, la mia critica riguarda la brevità: le 200 pagine di questo romanzo sono state gestite in maniera eccelsa, ma sicuramente alcuni aspetti, soprattutto riguardo l’evoluzione dei rapporti fra personaggi, sarebbe stato bello se fossero stati approfonditi. Comunque una bella lettura, piacevole e scorrevole, che nel complesso mi è piaciuta.
Avevo inserito nella "pila della vergogna" questo titolo già da tempo. La copertina e il titolo mi avevano molto incuriosito, nonostante la tematica si avvicinasse più a quella romance, che normalmente non leggo. Ma ieri, finalmente, sono riuscito a concludere la lettura.
Passando al mio pensiero su "La libreria delle storie rimaste" di Manuela Chiarottino, posso dire che è un libro che si lascia leggere velocemente.
Lo stile dell'autrice è semplice, pulito e scorrevole; non ci sono elementi forzati o passaggi complessi, il che permette di immergersi fin da subito nella meravigliosa ambientazione di Bibery, un paesino di poche anime immerso nelle campagne inglesi.
I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ciascuno con un carattere ben definito fin dal primo ingresso in scena. Ho apprezzato molto anche la semplicità con cui l'autrice assegna i nomi alle persone, mentre trovo ottima la scelta di dare ai gatti nomi di personaggi letterari famosi.
Ogni capitolo si apre con bellissime poesie di autori come Oscar Wilde e Lord Byron etc, e apprezzo anche la brevità dei capitoli; non sono un amante di quelli, perdonate il termine, "infiniti".
Nonostante non sia un fan del genere romance, devo ammettere che questa storia non mi è dispiaciuta; sicuramente non si tratta del classico romance super sdolcinato, poiché l'aggiunta di elementi di mistero e paranormale ha reso il tutto più soft.
In conclusione, è una lettura che mi sento di consigliare, utile per i momenti in cui si cerca qualcosa di veloce, diverso e leggero.
carinissimo!!!! Storia di seconde possibilità, dove il protagonista maschile è sicuramente quello più empatico dei due, da Londra a un paesino della campagna inglese, Amabel decide di cambiare totalmente la sua vita e proprio in una vecchia libreria, con quei libri a lei proprio non piacciono, o meglio le fanno molta paura. L’incontro con Albert, il veterinario dagli occhi blu che sembra tanto determinato a vincere le ritrosie di Amabel, la farà riflettere su ciò che veramente vuole e se possa vivere in un posto così diverso da lei.Con l’aiuto di una serie di personaggi divertenti e stravaganti, tra biscotti pronti a cambiare sapore a seconda di chi li mangia, torte, libri, gatti e sorrisi prende vita una storia d’amore e un pizzico di magia. La storia è scritta bene, con uno stile fluido, con una trama che può piacere ad un lettore che cerca una lettura non impegnativa, senza particolari traumi, a cui piaccia leggere di un’ambientazione tipicamente inglese. Anche se il POV è unico, l’autrice è riuscita a trasmettere anche tutti gli altri personaggi, dandogli il giusto spessore e collegandoli alla protagonista in modo in modo molto sequenziale e fluente. L’empatia viene costruita pagina per pagina poiché entrambi hanno una vita precedente alle spalle ma non negano a se stessi una seconda possibilità, questo elemento viene sviluppato anche per un’altra coppia della storia quattro stelle e mezzo oneste
Certi eventi sono inspiegabili,la ragione vacilla nel cercare una spiegazione,ma forse a volte bisogna soltanto lasciarsi abbracciare da un'emozione sconosciuta. Amabel è una ragazza molto introversa,"costretta" nella sua routine e nei suoi abiti,tra il lavoro in una nota boutique di Londra e le sue piccole fobie/manie.Tutto questo verrà stravolto dal trasferimento della sua coinquilina e dal suo licenziamento,titubante risponderà ad un annuncio,abbandonando così la sua vecchia vita in città per trasferirsi in un piccolo paesino,e vivere in un monolocale sopra la libreria gestita da una dolce vedova di nome Emily attorniata dai suoi quattro gatti,Jane Austen,Edgar Allan Poe,Shakespeare,Byron. Già dalle prime righe mi sono sentita avvolgere dalla magia di questa storia,il tempo sembra essersi fermato,ogni personaggio emana una forte connessione con i luoghi e la vita intorno a loro.Amabel si sente fuori posto con i suoi completi e le scarpe col tacco,ma è così che le hanno insegnato ci si presenta al lavoro,vestita con classe e gusto.La libreria invece è un luogo magico dove hanno trovato casa libri usati che costano poco,o da collezione se non unici o rari.Questa storia scorrevole è come una coccola,scritta in terza persona (scelta più che azzeccata) fa viaggiare l'anima attraverso l'amore,la rinascita.Il viaggio di Amabel è anche personale,affronta le sue paure,imparare a condividerle,a lasciare che il mondo intorno la accolga per scoprirlo e riscoprirsi.
Una storia bellissima, da leggere tutta d’un fiato. Duecento pagine narrate in terza persona in linguaggio chiaro, scorrevole e molto attento ai dettagli, non solo per quanto riguarda l’ambiente ma anche nello descrivere i personaggi.
Ho amato fin da subito questo libro per vari motivi. All’inizio l’ho apprezzato, sicuramente, per la sua copertina e il titolo. Stupendi! Trasmettono alla storia un pizzico di mistero e magia che ci accompagnerà per tutta la lettura.
In secondo luogo l’autrice ci porta in un paesino londinese perfetto in cui vivere, dove nessuno vorrebbe allontanarsi. Si provano tantissime emozioni positive: felicità, speranza, amore, amicizia e tanta solidarietà che vanno a scacciare subito la noia, la tristezza e tutto ciò che può esserci di negativo.
Infine come non apprezzare le citazioni all’inizio e alla fine dei capitoli dei grandi autori come Oscar Wilde e Shakespeare, che racchiudono perfettamente l’anima e i sentimenti del libro e degli stessi personaggi.
Una storia dolce come i biscotti, le torte e il thè di Emily che riesce a scaldare i nostri cuori ma anche a trasmetterci un senso di sicurezza, di rinnovamento e di rinascita che sono un po’ il messaggio di tutto il romanzo.
La libreria della storia riamaste Manuela Chiarottino
«Qual è il nome della libreria? Da fuori non si vede.» «La libreria delle storie rimaste.» Amabel si ritrova senza lavoro e con la prospettiva di doversi trasferire perché non riesce a pagare l’affitto, ma il destino ha in mente altro per lei, infatti in pochi giorni si ritroverà in un piccolo paesino sperduto, a lavorare in una graziosa libreria, che sembra possedere un’anima propria.
«La vita, Amabel, è fatta di momenti belli e brutti. L'importante è che si alternino, non credi? Perché così sai che dopo ogni ombra arriverà la luce.» La cosa bella della vita è che è sempre una scoperta, il giorno prima puoi essere in un posto, il giorno dopo in un’altro e come presto scoprirà anche Amabel, la vita è fatta per affrontare le proprie paure e insicurezze, così da renderci, giorno dopo giorno, sempre migliori.
«Amabel, c'è un mondo intorno a noi, un mondo invisibile. Basta solo crederci.» Ho sempre amato il genere fantasy perché mi trasporta in realtà diverse dalla nostra, e questa libreria me l’ha ricordato molto, soprattutto per via dei biscotti dai mille gusti e dai quattro gatti più svegli mai visti.
Questa storia mi ha fatto venir voglia di visitare questa magica libreria, in primo luogo per poter incontrare i quattro gatti più intelligenti di cui abbia mai letto e per assaggiare i mitici biscotti di Emily, ma anche per incontrare la ragazzina dai vestiti sgargianti, il ragazzo pirata, l’uomo scorbutico ma dal cuore d’oro e il giovane padre che ama gli animali.
Una sorpresa. Ho letto questo libro, pensando che non fosse esattamente il mio genere, per un club del libro online. È iniziato in maniera abbastanza pigra e lenta, ma poi ha preso ritmo, rivelando uno spirito simile alle storie di Johanne Harris e suscitando interesse con i piccoli misteri disseminati qua e la'. La protagonista all'inizio appare odiosa, ha paura di tutto e non le piace niente, ma pian piano il personaggio si costruisce insieme alla storia, diventando il centro della narrazione di una rinascita. Bellissimo il parallelo tra la causa della bibliofobia di Amabel e la storia di ciò che è accaduto alla libreria, come se le anime dell'una e dell'altra fossero in qualche modo connesse. Ho apprezzato anche l'elemento soprannaturale e la combinazione tra libri, teiere, dolci e gatti, tanto da farmi venire voglia di visitare io stessa un posto simile. Purtroppo, a mio parere, alcuni spunti da romanzo Harmony rendono alcuni passaggi un pò troppo melensi. Nell'insieme comunque è stata una lettura piacevole.
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“Guardó Albert in cerca di aiuto e fu in quel momento che capì che il suo sorriso non era solo uno degli elementi della sua bellezza: era un punto fermo in quel guazzabuglio di voci, odori, suoni, colori che la stavano avvolgendo. Era un luogo in cui rifugiarsi.”
Amabel lavora in un negozio di abbigliamento e vive insieme alla sua amica. Tutto cambia quando la sua amica decide di andare a convivere con il suo fidanzato e lei viene licenziata quindi è costretta a trovare un altro impiego e ricominciare tutto da capo. Dopo aver trovato un’offerta di lavoro si trasferisce a Bilbery, un paese di campagna a poca distanza da Londra. Lavorerà come commessa in una libraria. Amabel cambierà non solo perché incontrerà Albert, ma da donna snob londinese diventerà un’amante della natura.
Amabel grazie alla sua caparbietà riesce a mettere in sesto la vecchia libreria.
La bellezza di questo libro sta proprio nell’evidenziare questo enorme cambiamento, anche interiore di Amabel e sicuramente una parte del merito la ha anche Albert.
È scritto in terza persona in maniera scorrevole e appassionante. Si legge velocemente ed è una lettura piacevole.
È un libro che ho letto in poco tempo ed ho apprezzato proprio per il messaggio che porta.
Leggendo "La libreria delle storie rimaste " mi sono immersa anch'io nell'atmosfera di Bibery, piccolo paesino della provincia inglese dove tutti si conoscono e si aiutano. Uno di quei paesi con i cottage col giardinetto davanti e dove nessuno ha l'esigenza di chiudere a chiave la porta di casa. Mi sono innamorata di Emily, della sua libreria, dei suoi gatti e dei suoi dolci appena sfornati. I suoi biscotti rispondono sempre al gusto di chi li assaggia, per Amabel sapranno di cioccolato e arancia, per Meg di pistacchio, per Paul di vaniglia... Ma non sono sempre gli stessi biscotti?? Amabel arriva da Londra in questo piccolo paesino quasi per caso (o forse no?). Licenziata dall'elegante boutique dove lavorava, si ritrova catapultata in una realtà dove i suoi tailleur e le sue scarpe col tacco non sono la scelta migliore e dove dovrà lavorare in una libreria, proprio lei che soffre di bibliofobia! Il romanzo racconta la storia del rifiorire di Amabel, che arriva a Bibery piena di paure e diffidenze e si apre pian piano ad un nuovo stile di vita, in cui l'essere vale più dell'apparire. In questa realtà Amabel troverà anche l'amore ma è secondo me un elemento marginale rispetto alla sua rinascita. Perché non si deve mai perdere la speranza, occorre credere nei segni del destino, sapersi rimettere in gioco e soprattutto vivere la vita con un pizzico di magia... Un libro delicato che insegna la gentilezza, lo consiglio se volete sognare e lasciarvi andare ad una lettura rilassante
Una storia molto semplice senza molte pretese ma molto scorrevole e ti lascia dentro qualcosa, ti fa capire che molte volte le cose più semplici sono meglio delle cose complicate, e che l’amore può apparire in qualsiasi forma o età.
Carino. Le insicurezza di Amabel sono un po' tutte le nostre... Un libro leggero da divorare in un pomeriggio. Magari per intervallare due letture impegnative. Gatti e libri alla fine sono anche tra le mie passioni più grandi.
Ogni tanto mi concedo una lettura leggera tra i miei mille gialli😂 non riesco a dare più di 3 stelline, ma posso dire che è una bella storia. Consigliata anche per uscire dal blocco del lettore, molto scorrevole!
una storia leggera, con un pizzico di magia, dove si riscopre la dolcezza di un sorriso e una mano testa per aiutare in mezzo a libri, gatti e dolci. scorrevole, dolce e col sapore della rivalsa
La scelta di abbandonare i grandi centri urbani in favore delle piccole realtà di provincia (in alcuni casi la scelta ricade addirittura su borghi e villaggi disabitati) non è più un’anomalia, un fenomeno marginale. A stupire sempre meno è anche il fatto che siano i giovani a optare per questo cambiamento di vita: dopo un’esperienza nelle caotiche metropoli, molti scelgono di rallentare, di cercare tranquillità nelle loro routine. Anche la protagonista de La libreria delle storie rimastefa parte di questo “esercito della lentezza”.