Letta su Linus e poi recuperata in quest'edizione con note aggiuntive di Furio Colombo (l'intervistatore), quest'intervista si configura come un dialogo teso (quasi dettato, nota Colombo), sul quale è ovviamente troppo facile stendere l'ombra in avanzamento della morte e il cui tono è sì pessimista e critico, ma non del tutto rinunciatario rispetto a una possibile rivolta, che per Pasolini deve sempre partire dall'animo del singolo. Spiccano le note sull'educazione, cuneo critico che rende il pensiero di Pasolini particolarmente rilevante per comprendere cosa è accaduto dopo la sua morte, nel perpetrarsi della mutazione antropologica che era al centro della sua denuncia.