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La stanza delle mele

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È l’estate del 1954, Giacomo Nef ha undici anni e con i due fratelli maggiori vive dai nonni paterni a Daghè, sulle pendici del Col di Lana, nelle Dolomiti bellunesi. “Tre case, tre fienili, tre famiglie.” I bambini sono orfani e l’anziano capofamiglia li tratta con durezza e severità, soprattutto il più piccolo. Il nonno è convinto infatti che Giacomo sia nato da una relazione della nuora in tempo di guerra e lo punisce a ogni occasione, chiudendolo a chiave nella stanza delle mele selvatiche. Lì il ragazzino passa il tempo intagliando il legno e sognando l’avventura, le imprese degli scalatori celebri o degli eroi dei fumetti, e l’avventura gli corre incontro una tarda sera d’agosto. Con l’approssimarsi di un terribile temporale, Giacomo viene mandato dal nonno nel Bosch Negher a recuperare una roncola dimenticata al mattino. Mentre i tuoni sembrano voler squarciare il cielo, alla luce di un lampo scopre vicino all’attrezzo il corpo di un uomo appeso a un albero. L’impiccato è di spalle e lui, terrorizzato, fugge via. Per tutta la vita Giacomo cercherà di sciogliere un mistero che sembra legato a doppio filo con la vita del paese, con i suoi riti ancestrali intrisi di elementi magici e credenze popolari.

231 pages, Paperback

First published April 7, 2022

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About the author

Matteo Righetto

26 books32 followers
Matteo Righetto è nato nel 1972 a Padova, dove insegna Lettere. Ha pubblicato Savana Padana (TEA, 2012), La pelle dell'orso (Guanda, 2013), da cui è stato tratto un film con Marco Paolini per la regia di Marco Segato, Apri gli occhi (TEA, 2016, vincitore del Premio della Montagna Cortina d'Ampezzo) e Dove porta la neve (TEA, 2017). Scrive articoli di cultura per Il Foglio. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue e, in particolare, L'anima della frontiera è diventato un caso letterario con traduzioni già avviate in molti paesi, tra cui Gran Bretagna, Australia, Canada, Germania e Olanda, prima ancora della sua pubblicazione in Italia.

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8 (1%)
Displaying 1 - 30 of 70 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews630 followers
June 23, 2022
Giacomo Nef è un ragazzino speciale. La stanza delle mele è il luogo in cui il nonno lo metteva in castigo dopo averlo picchiato.

Giacomo è il terzo di tre fratelli che, in seguito alla perdita dei genitori, cresce con i nonni: il nonno, in particolare, riversa sul nipotino tutta la sua rabbia e la sua violenza. Le pagine violente sono le più struggenti: il modo in Giacomo sopporta con dignità e coraggio le percosse

“Giacomo si avvicinò, sottomesso. Chiuse gli occhi. Per primo sentì il legno sulle ossa della schiena e del braccio sinistro e poi soltanto un dolore lancinante. Tentò di rialzarsi ma non ne ebbe il tempo, fu raggiunto da altre bastonate, sul braccio sinistro e sulla spalla. Poi la verga di nocciolo si fermò. Vedeva tutto viola e arancione e una stretta allo stomaco gli risalì in gola fino a farlo vomitare.
“Bastardo! Lo dovevo capire...” disse il vecchio ansimando e passandosi il dorso della mano sui baffi. Da una tasca del grembiule tirolese tirò fuori una grossa chiave di ferro arrugginito.
“Un impiccato nel bosco... Anche questa ti dovevi inventare...Vai nella stanza delle mele!””

Giacomo ha un dono nelle mani: quello di scolpire il legno. Frequenterà il Selvatico di Padova e da adulto scioglierà il mistero legato alla sua preadolescenza, al motivo per cui il nonno per poco non lo uccide di percosse.

“Avvolto in un vecchio telo di juta c’era il gufo di larice che aveva scolpito quarant’anni prima. Era quasi irriconoscibile, consunto e smussato dal tempo e dall’umidità. Ma era proprio lui.
“Te l’avevo promesso! Sapevo che saresti riuscito a vedere nel buio della mia notte,” esclamò.
E si lasciò andare a un pianto che non aveva fretta di interrompere. Poi, con molta premura, infilò la piccola scultura nell’ampia tasca del cappotto e uscì senza chiudere a chiave.
Sorrise. Il tepore della luce si adagiò dolcemente sulla pelle del suo viso. L’aria non gli era mai sembrata così fresca e buona.”

Mi è piaciuto davvero tanto!
Tra 4 e 5 stelle
Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
October 24, 2022
Non sarà una scoperta da premio Nobel, ma è pur sempre una buona storia.

Sulle prime mi pareva una fòla troppo semplice, una cosina molto lineare, la classica storia di miseria e formazione. Ma addentrandosi nella narrazione, e in special modo con l'inizio della seconda parte, si disvela meglio lo spirito vagamente dark del racconto e allora diventa piacevole terminarlo tutto d'un fiato, lettura perfetta per una serata burrascosa con il vento furioso là fuori che spazza la faggeta. Qualche luogo comune c'è, ma ho apprezzato il fatto che l'autore non si sia lasciato scappare la mano con vere e proprie facilonerie.
Profile Image for La Libridinosa.
605 reviews243 followers
April 13, 2022
Da oggi in tutte le librerie il nuovo romanzo di Matteo Righetto, “La stanza delle mele”.
Ma cos’è la stanza delle mele? È quel luogo nel quale Giacomo, 11 anni appena e una vita già segnata da grandi perdite, viene chiuso dal nonno. Una punizione, secondo il nonno: prima le vergate, poi il buio della stanza.
Ma in quello stesso luogo, Giacomo nasconde il suo segreto più grande: la passione per la scultura; pochi attrezzi, qualche ciocco da scolpire ed ecco che il tempo passa dolcemente!

Due sono i piani temporali che ci accompagnano durante la narrazione, quaranta sono gli anni che intercorrono tra un momento e l’altro. Giacomo bambino e Giacomo uomo, quali differenze? Quali punti in comune? Ma, soprattutto, quale segreto ha custodito nel cuore, per tutto quel tempo, questo bambino?

Impossibile non innamorarsi di questa storia: luoghi, personaggi e scrittura creano un perfetto connubio. Se ne riemerge più grandi, più forti, in pace con sé stessi!

La recensione completa nel blog
Profile Image for Giulia.
33 reviews6 followers
April 28, 2024
" (...) Poi lo sguardo di Elena si soffermò sullo scarpone.

"E quello?"

"Una vecchia storia....la mia storia."

"Perché in tutti questi anni non hai mai voluto tornare al tuo paese nemmeno una volta?" gli chiese dopo un breve silenzio.

"Se fai un bruttissimo sogno e ti svegli di colpo, poi speri di riaddormentarti per rifarlo?"

(...) "Non ero pronto a "riaddormentarmi", capisci? Ma ora sento che, sì, posso farlo. Posso tornare lassù".

A volte risulta davvero difficile classificare un romanzo, etichettarlo con il nome di un genere preciso, perché all'interno vi si trovano troppi elementi, tutti ben equilibrati tra loro, appartenenti a diversi generi letterari. È il caso del breve romanzo di Matteo Righetto, un giallo che alterna alla perfezione eventi storici a leggende, mistero a realtà, connubi da cui deriva la sua originalità.

La vicenda ruota intorno alla vita di Giacomo Nef, un ragazzo undicenne che, assieme ai suoi due fratelli, vive dai nonni paterni a Daghé, un paesino sulle pendici del Col di Lana nelle Dolomiti bellunesi. Il romanzo si divide in due parti che narrano rispettivamente l'infanzia del protagonista, vittima della crudeltà del nonno, il quale è solito sfogare su di lui le sue sofferenze e il suo rancore passati, e l'età adulta, trascorsa a Venezia nelle vesti di noto scultore.
A legare le due parti una scoperta fatta proprio a unidici anni: il corpo di un uomo impiccato, appeso a un albero del famoso "Bosch Negrer" (dal ladino "Bosco Nero"), chiamato così perché in esso " sono nascosti le vendette, le colpe, i segreti più neri di molte famiglie" della comunità di Daghé e dei paesini limitrofi.
Denigrato da tutti gli abitanti e additato come colui "che voleva attirare nuove sciagure sulla comunità", Giacomo è costretto a "nascondere" quella scoperta nella stanza della mele, la parte di fienile dove il nonno era solito rinchiuderlo in punizione, assieme alle sue prime sculture in legno e a tutti i suoi sogni di giovane avventuriero di montagna.

Ben presto quella visione, che ha portato il protagonista a chiedersi spesso se fosse solo frutto della sua immaginazione, si tradurrà nel suo incubo peggiore, nella sua volontà, che diventa quasi ossessione, di trovare "quell'anello di congiunzione tra realtà e sogno, tra leggenda e Storia." A dare concretezza al suo tormento sarà proprio una sua scultura, con la quale finalmente Giacomo riuscirà a dare un nome al fantasma che l'ha accompagnato per tutta la vita.

Una storia ricca di suspence, che si legge tutta d'un fiato grazie alla sua scrittura diretta e al suo un ritmo incalzante; un ritmo che oserei definire perfetto per un romanzo che narra di grandi misteri "che come si sa non sono che segreti, e i segreti tornano sempre a galla attraverso le leggende(...) basta un piccolo fatto per risalire alla verità che dalle leggende conduce alla Storia" .
Profile Image for Chiara.
554 reviews26 followers
April 27, 2025
Un libro con questa copertina non l’avrei mai preso in considerazione. Mi sembrano le classiche copertine fatte per acchiappare lettori, con due parole prese dal titolo come richiamo e senza una vera correlazione con la storia.
E sicuramente avrei fatto male. L’ho trovata una storia vera, verosimile ovviamente ma molto plausibile e drammaticamente normale.
Siamo nei primi anni dopo l’ultima guerra mondiale sulle Dolomiti e Giacomo è un orfano di undici anni che viene cresciuto dai nonni con poco affetto e tanti gravosi compiti da svolgere. Alla fine dell’estate un incontro inatteso gli cambia la vita. Lui da un senso da bambino a quell’incontro e non potendone parlare in famiglia ingigantisce tutto ed è convinto che quella sua esperienza fosse alla base di tutte le sue sventure future.
L’unica consolazione per lui è la scultura del legno e, dopo quarant’anni tornerà nel suo paese natale per risolvere un nodo che lo attanaglia da una vita.

Ho trovato il libro molto scorrevole, la trama ben congegnata e i personaggi ben descritti. Purtroppo nei primi anni del dopoguerra tante persone si sono perse o famiglie sono state smembrate, in montagna forse ancora di più. É incredibilmente vero che un singolo episodio della vita può influenzarla e indirizzarla anche per lungo tempo. Purtroppo Giacomo non aveva una famiglia vicina capace di ascolto e aiutarlo a metabolizzare l’evento e questo ha influenzato negativamente tutta la sua vita. Non che il destino potesse essere cambiato però l’atteggiamento con cui guardare gli eventi e decidere come reagire, sicuramente si.
Profile Image for Paola.
120 reviews4 followers
October 5, 2022
La stanza delle mele di Matteo Righetto, non è un romanzo ambientato in montagna, è un romanzo che parla di montagna, vera protagonista coi suoi colori e profumi, con la sua imponenza e maestosità. Ogni pagina ci conduce per sentieri selvatici tra larici, cembri, carpini, fomes e fonk da la mose accompagnati dal suono di gufi, civette o codirossi. Odori di muschio e rocce solleticano il naso nell’aria chiara e il cielo terso regala albe e tramonti mozzafiato.
Ma la natura è tanto amena quanto aspra e selvaggia così l’autore con uno stile asciutto e senza fronzoli, a volte duro nei suoni dialettali, ci racconta una realtà fatta di fatica, lavoro e solitudine. E’ in questo contesto che cresce Giacomo un bambino di 11 anni, orfano, allevato dai nonni a Daghè, piccolo paese alle pendici del Col di Lana. La sua non è una vita facile, non c'è tempo per i giochi e le passeggiate in montagna, bisogna rendersi utili e lavorare sodo se si vuole mangiare, non c'è tempo per le parole gentili e i gesti d'affetto. Viene trattato con durezza soprattutto da nonno Angelo, angelo di nome ma non di fatto, che lo rinchiude nella stanza delle mele, il luogo adibito alla conservazione delle mele da trasformare poi in sidro, utilizzata, invece, troppo spesso come stanza del castigo dove segregare il nipote come punizione per qualche malefatta, ma che Giacomo riesce con grande forza a trasformare in un luogo salvifico dove poter realizzare il suo sogno: diventare un famoso scultore. E' lì, infatti, che Giacomo nasconde la sua attrezzatura ed è lì che durante le sue reclusioni intaglia il legno con passione e precisione mentre fantastica di vivere emozionanti avventure arrampicandosi sul Civetta alla stregua di alpinisti come Compagnoni e Lacedelli. E in qualche modo l’avventura arriva, anche se non proprio come l’aveva immaginata il bambino. Durante un terribile temporale nel bosco vede un uomo impiccato. E’ un’immagine che lo segnerà nel profondo e che si porterà dentro per tutta la vita chiedendosi continuamente se ciò che ha visto era reale o frutto della magia ancestrale di quel Bosch Neger che nasconde segreti e li trasforma in leggenda.
La seconda parte del romanzo che arriva improvvisa e con un taglio netto ci mostra un Giacomo ormai adulto che attraverso il legno ha raccontato se stesso scolpendo le sue emozioni e le sue paure fino a dar vita a quella più grande che lo ricondurrà ai luoghi dell'infanzia. Deve ora fare i conti col passato e noi insieme a lui torneremo indietro nel tempo alla ricerca di una verità che possa finalmente chiudere il cerchio. Lo stile si fa più disincantato, non è più tempo di credere ai racconti popolari o forse sì, forse bisogna lasciarsi andare ancora una volta a fantasticherie, aprire il cuore per far pace con se stessi.
Righetto ci catapulta in mondo ancestrale, selvaggio e affascinante al tempo stesso, ci fa perdere tra colori e profumi di una natura impervia e amena. Sembra davvero di essere ai piedi delle Dolomiti e più che un romanzo l'autore sembra regalarci un dipinto di suoni colori, emozioni e magia.
Profile Image for annusatricedilibri_.
24 reviews4 followers
May 6, 2025
“La stanza delle mele”: questo titolo mi ha incuriosita sin dal primo sguardo in libreria, poi però, col tempo, è finito in un angolo della mia memoria.
Sfogliando la home di Vinted, qualche giorno fa, l’ho ritrovato e acquistato.
E devo dire che è stata una grande decisione.

Giacomo Nef è un ragazzino di undici anni, rimasto orfano, con due fratelli più grandi, che vive con i nonni nel maso di famiglia sul Col di Lana. La sua è un’infanzia difficile, segnata non solo dalla vita di montagna ma anche dal comportamento del nonno, che lo insulta chiamandolo “bastardo” e lo colpisce con un bastone di nocciolo.
Un giorno viene mandato nel Bosch Negher a cercare la roncola e lì si imbatte in un uomo impiccato a un ramo. Quella visione lo segnerà profondamente e diventerà il suo grande enigma: chi era quell’uomo? E perché nessuno sembra saperne nulla?

Questo romanzo, per me, ha rappresentato molte cose: un ritorno alle origini (chi ha trascorso tutte le estati sulle Dolomiti può capirmi), un viaggio nei ricordi che profumano di fieno, polenta calda e legno di cirmolo; una riscoperta, e un’incredibile nostalgia di casa.

All’inizio ho pensato che avesse qualcosa di “Cognettesco”, anche se le montagne di Pietro erano altre: più imponenti, con personaggi diversi.
Ma penso che ogni cima custodisca lo stesso respiro. Forse non hanno tutte lo stesso profumo di casa, ma sanno comunque di inizio, di possibilità.

È un libro che non vedevo l’ora di terminare, l’ho letto d’un fiato. Eppure, arrivata all’ultima pagina, avrei voluto poter tornare indietro e ricominciare, come se fosse la prima volta.
Profile Image for Lucia D'Ancora.
99 reviews7 followers
April 11, 2022
Giacomo è un bambino sensibile, amante della natura e delle cose semplici. Insieme ai suoi fratelli più grandi, Titta e Celestino, ha già sperimentato la perdita perché rimasto orfano dei genitori. A prendersi cura di loro ci sono i nonni paterni, Angelo e Frida Nef, ma il loro rapporto è controverso e difficile. Angelo è burbero e non perde mai occasione di punire il giovane Giacomo rinchiudendolo nella stanza che veniva usata per la conservazione delle mele. Frida, invece, ha una forte religiosità mista al timore delle leggende e delle storie di paese che quando può racconta ai nipoti. Ma per Giacomo le difficoltà sembrano non finire mai; un pomeriggio il nonno lo manda a recuperare un attrezzo dimenticato nel bosco e lì fa un'esperienza che lo segnerà per tutta la vita, che non smetterà mai di tormentarlo spingendolo alla ricerca continua per svelare il mistero che si cela dietro l'evento.

La stanza delle mele di Matteo Righetto edito @feltrinelli_editore è un libro dal sapore alpino, denso e pungente. Con il suo ritmo costante e tranquillo cattura e coinvolge. Con estrema abilità l'autore descrive con pathos ed intensità i personaggi che profumano di legno e neve. Il bosco e la montagna prendono letteralmente vita, diventando un ulteriore personaggio che accompagna la crescita fisica ed emotiva del protagonista. Un libro che emoziona per la forza di questo ragazzino ad affrontare le prove a cui la vita lo sottopone; che ammalia per la passione per la montagna che trasuda da ogni pagina; che affascina per la determinazione del protagonista a lavorare il legno: scolpire sarà per Giacomo la cura ad ogni percossa, ad ogni incubo, ad ogni delusione.Una storia di montagna, di sentimenti e di coraggio dove il passato, che tormenta e angoscia, può nascondere dolore e riscatto, sofferenza e vendetta.
Un romanzo da scoprire! Consigliatissimo.
Profile Image for Alessandra - Una panchina su Pemberley.
269 reviews11 followers
November 5, 2022
Quando ho finito questo libro ho pensato a quanto dolore ci fosse in queste pagine. Non è stata una lettura facile per me. Forse è il libro sbagliato al momento sbagliato, ma diverse volte durante la lettura ho sospirato pensando a quanto il destino a volte possa essere beffardo.

“La stanza delle mele” racconta la storia di Giacomo, un bambino orfano di entrambi i genitori, ultimo di tre figli che vive assieme ai fratelli con il nonno e la nonna.

Per lui non è un’infanzia facile. Cresce senza alcun tipo di affetto. I fratelli sono più grandi, stanno spesso per conto loro e il nonno lo chiama spesso bastardo e non appena trova il pretesto lo maltratta. Il suo odio nei confronti del nipote più piccolo è dato dal sospetto che sia il frutto di una scappatella di sua nuora con un uomo che non era suo marito.

La verità non si sa, il sospetto resta.

E così Giacomo cresce lavorando al maso dei nonni, seguendo gli ordini, cercando di schivare i colpi. È un bambino che non ride mai e la sua non è una vita facile. Tutto cambia - o peggiora - quando Giacomo scorge il corpo di un uomo impiccato in mezzo ai boschi. Nessuno è disposto a credergli, tutti gli puntano il dito contro e lo allontanano, il nonno sarà ancora più duro nei suoi confronti. Perché? Perché quello che succede nei boschi deve rimanere lì, perché la guerra ha portato cicatrici profonde, segreti inconfessabili e cose non dette. 

Recensione completa:
http://unapanchina-supemberley.blogsp...
Profile Image for Elle.
105 reviews2 followers
January 30, 2024
Mi aspettavo altro dalla copertina? Sì
Lettura piacevole e originale (almeno per me, che di libri sulle montagne ne ho letti pochi), mi ha lasciato un senso di tristezza e di rabbia, sentimenti che compaiono già dopo le prime pagine.
Il libro è diviso in 2 parti.
La prima parte inizia bene ma è lenta e sembra non avere uno scopo. Tanto che ero già pronta a mettere 2 stelle.
La seconda parte finalmente smuove l'intera vicenda, forse in maniera addirittura troppo frettolosa.
È comunque una bella storia, scorrevole e nostalgica. Il finale, cosa che spesso non capita, è soddisfacente ed estremamente tenero.
Profile Image for Bride of Nosferatu.
20 reviews
May 6, 2022
Ho trovato questo libro per caso mentre facevo " zapping" su siti online.
Bellissimo e toccante. Una lettura piacevole.
Profile Image for Frabe.
1,200 reviews56 followers
December 22, 2022
Storia di vecchi tempi, vita grama, sopraffazione e sottocultura, poi di riscatto… Storia di monti, boschi, animali… Storia onesta, ma “già sentita”, che non ha toccato le mie corde.
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
April 2, 2023
"La stanza delle mele" è un romanzo di Matteo Righetto, pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli nel 2022.
Il protagonista di questa storia è Giacomo, che, rimasto orfano, vive con i nonni paterni e i due fratelli maggiori in una frazione bellunese tra le montagne venete.
Siamo nel 1954 e Giacomo, tornato nel Bosch Negher per recuperare un attrezzo dimenticato dal nonno, nota un uomo impiccato senza una scarpa, che dondola tra i rami dell'albero a cui è legato. Terrorizzato, il ragazzino fugge via senza rivelare niente a nessuno. Purtroppo, l'esser tornato indietro senza aver portato a termine il compito affidatogli dal nonno, gli procura una dura punizione corporale, con conseguente "prigionia" dentro la stanza che profuma di mele.
"I Nef la chiamavano "la stanza delle mele". Lontana dalle camere e dall'abitazione veniva utilizzata come magazzino alimentare, in particolare per stivare le mele selvatiche che ogni autunno Giacomo e i suoi fratelli raccoglievano e depositavano lì dentro, avvolte in carta di giornale e adagiate sul fieno. Le mele venivano sistemate con rigoroso ordine e consumate con parsimonia durante l'inverno oppure utilizzate da Angelo Nef per la preparazione di mòst, sidro e distillati alcolici che rivendeva alle osterie di Alleghe e Caprile. Il vecchio si prendeva cura delle mele con un'attenzione maniacale e nonostante fosse l'unico membro della famiglia a possedere la chiave di ferro che apriva il portoncino di quell'antro scuro, tra l'autunno e l'inverno trovava il tempo per andare a contare ogni giorno i pomi uno a uno e vedere se i nipoti avevano fatto i furbi".
Nonostante le precauzioni di Giacomo, il segreto del Bosch Negher si diffonde tra i compaesani e, da lì in poi, la situazione familiare di Giacomo precipita, tanto che fino all'età adulta egli sarà ossessionato da questo ricordo, o visione che sia. Nessuno gli ha mai creduto, nonostante tutti provassero timore e turbamento, tanto da far emergere una sorta di violenza collettiva.
Ma come un giorno gli disse la vegia Tina de Tiè, "questa montagna veniva chiamata Blutberg, la montagna di sangue […] negli anni successivi alle guerre, in un tempo che doveva essere di pace, accaddero molti crimini. Il Bosch Negher è stato chiamato così, giovane Nef, perché in esso sono nascosti le vendette, le colpe, i segreti più neri di molte famiglie fodòme".
Giacomo cresce lontano dalle montagne, prova a indagare sull'identità di quel corpo penzolante, ma è necessario che passino quarant'anni prima che, ormai artista affermato, riesca a rimettere piede nei luoghi d'infanzia, farsi sopraffare dai ricordi, per chiudere, così, un cerchio. Quell'ossessione gli ha impedito di vivere appieno la vita ed è giunto il momento di lasciar andare le leggende e i segreti per ricominciare tutto da capo!
Lettura gradevole, la cui narrazione si dipana su due piani temporali. Il lettore, quindi, conosce e si affeziona al Giacomo bambino, costretto al duro lavoro quotidiano e a subire le pesanti punizioni corporali da parte del nonno, una figura onnipresente e violenta, che incute terrore e, nello stesso tempo, rispetto.
Nel contesto familiare emerge, a fare da contrappeso, il personaggio della nonna che non può opporsi materialmente all'autorità del marito, ma che, in silenzio e in ombra, si prende cura di Giacomo e delle sue ferite del corpo e dell'anima. Nella seconda parte Giacomo è ormai adulto, taciturno, cupo e solitario, ancora ossessionato dalla visione di gioventù e il lettore si ritrova un po' spaesato nel sovrapporre le due figure.
Nonostante l'interesse per la risoluzione dell'enigma del Bosch Negher, questa seconda parte della storia perde, a mio parere, forza narrativa nel descrivere il processo di catarsi del protagonista, forse un po' troppo semplicistico, incidendo così sulla qualità totale del romanzo.
Mi aspettavo che la risoluzione del trauma infantile avvenisse in modo più graduale, secondo meccanismi psicologici più complessi. La sensazione è stata, quindi, di una conclusione affrettata, che ha reso la lettura meno accattivante e non in linea con la prima parte del romanzo.
Profile Image for Antonella Conte.
29 reviews1 follower
May 7, 2024
Bello, una bella storia raccontata in modo semplice. Il protagonista è Giacomo, un bambino rimasto orfano a affidato, insieme ai fratelli, ai nonni. Un’infanzia dura. Una storia fatta di dolore, sofferenza, povertà e rivalsa. Una piacevole sorpresa poiché non conoscevo l’autore; da leggere
Profile Image for Cristina.
874 reviews39 followers
April 17, 2025
Un racconto di formazione che si esprime meglio nella prima parte. Impossibile non simpatizzare per il protagonista bambino, così dignitoso, solo, trascurato e abusato.

Meno convincente - secondo me - la seconda parte con l'uomo adulto che pur avendo avuto successo non riesce a lasciarsi alle spalle il passato.

La violenza lascia sempre strascichi e non è facile chiudere il cerchio.

Spiegazione del mistero del corpo nel bosco un po' too much, secondo me.

Comunque un gran bel libro.
Profile Image for Giovanni Piovan.
2 reviews
January 12, 2025
Storia vera e cruda, di una realtà montanara come quella di un tempo, fatta di sofferenze, lavoro, bestemmie e poche gioie.
Scorrevole, talvolta anche troppo, il libro spesso ricade in una semplicità narrativa che sfocia, a tratti nel banale e forzato.
Molto apprezzati i numerosi riferimenti linguistici della cultura ladina che aiutano ad immedesimarsi in questa assurda avventura che è la vita di Giacomo.
83 reviews2 followers
December 15, 2025
Il libro è ambientato nel magnifico scenario delle Dolomiti bellunesi e si svolge per la prima parte negli anni 50 e nella seconda parte ai giorni nostri.
Protagonista è Giacomo Nef, un bambino di 11 anni che vive, insieme ad altri due fratelli più grandi, dai nonni, dopo la morte dei genitori.
Una vita difficile per il piccolo , continuamente rimproverato dal nonno autoritario, che non rivolge mai un sorriso a Giacomo.
Il ritrovamento nel bosco del cadavere di un impiccato, segnerà tutta la vita di Giacomo.

La stanza delle mele è un locale dove vengono poste le mele a maturare prima di essere trasformate in sidro ma è anche lo stanzino dove spesso viene rinchiuso per punizione Giacomo. Un luogo di punizione che diventa per lui il suo laboratorio segreto. Lì scaccia la paura e la solitudine intagliando con abilità pezzi di legno ricavandone sculture di animali.
La morte dei nonni porterà alla separazione dei tre fratelli che mai più si ritroveranno.

Nella seconda parte troveremo Giacomo , diventato adulto e scultore affermato, sempre alle prese col ricordo dell'uomo impiccato. L'ultima sua scultura è appunto la riproduzione di quel corpo appeso ad un albero.
La sua caparbietà nel cercare di scoprire quel che è successo in quegli anni e dare un nome a questo individuo, lo porterà a ritornare nella terra natia riuscendo a scoprire la verità.

Il racconto ci parla quindi di povertà, sofferenza, incomprensioni, affetti negati, tempi passati, uomini dalla tempra dura come il legno degli alberi di montagna.
Non è un libro che mi ha coinvolto particolarmente, devo dire che anche l'uso dei termini dialettali mi ha un po' irritato, troppi e non necessari alla narrazione.
L'unica parte che mi ha interessato è la maturazione della sua abilità scultorea, l'incontro con maestri che hanno intuito le sue capacità, la conoscenza dei vari tipi di legno, classificabili dal colore, come il rosa del pero, dal profumo, quello dolce del cirmolo, dalla duttilità del castagno ,e dalla resistenza del ciliegio.
Mi piace pensare che un artigiano del legno conosca queste proprietà e ne ricavi oggetti adattandoli a queste stesse proprietà.

“ Ogni legno ha le sue caratteristiche... ogni singola pianta è diversa dall'altra. Come le foglie, i fiocchi di neve, le vite degli altri.....Sono convinto che ogni artista debba scolpire il legno col quale è cresciuto e si è formato.....L'abete rosso e l' abete bianco, il larice, il cirmolo sono gli alberi delle tue radici. La loro terra è la tua stessa terra. “

La descrizione dell'ambiente della montagna mi ha ricordato molte cime e località dove ho trascorso le mie vacanze, alla scoperta soprattutto dei paesaggi e degli alberi. E' un mio divertimento cercare di riconoscere gli alberi dalla corteccia prima che dalle foglie. Trovarli qui elencati mi ha evocato vecchi ricordi.
Tornando al libro, mi è spiaciuto non sapere che fine avessero fatto i fratelli, se avessero saputo o no del successo di Giacomo. Ma suppongo sarebbe stato un finale scontato. Invece la soluzione , pur se tremenda, mi è sembrata soddisfacente e giusta. Anche se qualcosa non mi torna. Ma non posso spoilerare.
Profile Image for Francesco DL.
13 reviews
August 23, 2023
Profumo di legno di cirmolo permea dalle pagine di queste libro, ovunque: ”il profumo più buono del mondo”.

Un libro a tratti tosto
“[…] si ritrovò davanti al nonno. Teneva in una mano un bastone di nocciolo rigonfio di nodi. ‘Vieni qua!’ gli disse.”

Che sa sapientemente far sentire il lettore nel cuore delle Dolomiti, anche quelle più dure
“Come l'eco di una slavina che, dopo un rimbombo fragoroso, si spegne tra le vallate fino a dissolversi e nel paesaggio resta solo un'assenza sorda.”

E che, senza fronzoli, ti lascia parlare con i montanari, gente spesso disprezzata ma pura.
“Vai, vai! E ricordati: nella vita si cammina su un ponte molto stretto. La cosa più importante è non avere paura!”
Profile Image for Chiara.
175 reviews6 followers
September 17, 2022
La stanza delle mele di Matteo Righetto - Ed. Feltrinelli

“Matteo Righetto conosce profondamente il mondo arcaico della montagna – durissimo e al contempo vivo di profumi, sapori, dialetto e leggende – e ce lo restituisce nel suo romanzo più maturo e incalzante. Leggerlo è una corsa notturna nel bosco, con il cuore in gola”.

1954. Una piccolissima frazione in terra ladina: “Daghè, la minuscola frazione di Livinallongo. Tre case, tre fienili, tre famiglie. Fra queste, i Nef, contadini da generazioni.”
Giacomo ha 11 anni, è orfano, il papà non è mai tornato dalla Russia e la mamma se n’è andata di tifo due anni prima. Viene affidato coi suoi fratelli ai nonni, ma per tutti loro non c'è spazio per la spensieratezza dell’infanzia e della giovinezza, devono lavorare tutti duramente.
La guerra è finita da pochi anni e se a valle, nelle città, forse iniziano a riecheggiare gli echi del boom economico, in montagna, in una piccola realtà rurale, la vita è dura, spietata, scandita da lunghe ore di lavoro, a fronte di poca soddisfazione.
Il nonno non ha atteggiamenti affettuosi né comprensivi, men che meno con Giacomo, che spesso viene sgridato e “battuto con un ramo di nocciolo”, per poi essere chiuso in castigo nella stanza dove si conservano le mele.
Nelle lunghe ore di reclusione, nell'attesa che il dolore passi e lividi cambino colore, Giacomo asseconda la sua grande passione intagliando piccoli animali di legno e inebriandosi del profumo che sprigionano i diversi legni, riflettendo sulla vita, sul nonno, sul destino...
La sua vita cambia un pomeriggio, quando viene mandato dal nonno nel 'bosch negher', per recuperare una roncola dimenticata, e, tra i bagliori dei lampi del temporale, vede un uomo impiccato ad un albero. Questo segnerà per sempre la sua vita.

Con una netta cesura, nella seconda parte del romanzo, incontriamo Giacomo, ormai cinquantenne, a Venezia; è diventato un famoso artista, scultore del legno di fama internazionale, ma sta ancora facendo i conti con quella vicenda del suo passato - a cui si va a dare un senso e una spiegazione nelle ultime pagine, sciogliendo tutti i nodi, tingendo un po’ di giallo la trama.

La scrittura è fluente e appropriatamente contestualizzata all’ambiente: le montagne sempre di sfondo, la Natura grande protagonista, non sempre benevola, i personaggi semplici, i paesaggi indimenticabili e quel misto di fiaba e leggenda che armonizza e scandisce i passaggi.
Un romanzo contemporaneo, ma ancorato al passato, a quei valori semplici che paiono dimenticati nel grigio delle città metropolitane e che ci ricordano i nostri nonni e le sofferenze del dopoguerra.

Si legge d’un fiato anche per quella sensazione di mistero, abilmente mantenuta fino al disvelamento finale. Nella seconda parte si impenna un po’ la velocità narrativa: la trama è più densa di fatti e di spiegazioni; avrebbe forse meritato più pagine e più calma per assaporarla meglio, dando respiro ai nuovi personaggi, ma anche ai vecchi che ritroviamo grazie a ripetuti flashback, per giungere alla conclusione, concedendo anche qualche risposta di più.

Il messaggio è forte e significativo: la vita può essere dura, un cammino in salita, come in montagna, ma se si è costanti nel procedere, si arriva fino alla vetta da cui si gode del panorama più bello: la soddisfazione di realizzarsi, seguendo il proprio istinto.

Se amate la montagna e i tempi andati, dategli una possibilità.
Profile Image for Mariateresa.
867 reviews17 followers
February 14, 2023
Fiabesco, doloroso, aspro e forte e con un mistero che dura una vita: questo è il romanzo di Righetto “la Stanza delle mele”.
è la storia di Giacomo e di una passione più forte delle botte del nonno, delle percosse e della violenza¸ è la storia di un bambino della montagna, , che non ha più i genitori e vive coi nonni e i fratelli. Sono gli anni ’50 e il boom economico è lontano e tra le montagne si respira fame, fatica e miseria.
Ma non è tutto cupo e triste: ci sono gli amici, c’è la Teresa, c’è lo scultore Mathias, c’è la Tina con le sue erbe e il suo sapere, selvatica e indomabile.
E c’è il giorno in cui tutto cambia per il piccolo Nef, il giorno che nel Bosch Negher Giacomo vede un uomo impiccato ad un albero e non sa se sia un sogno o realtà.
In ogni caso un segreto troppo spaventoso da tenere per sé, e quando lo rivela, il nonno non gli risparmia il bastone e lo mette in punizione nella stanza delle mele; per fortuna a Giacomo quella stanza piace, è quella dove nasconde i pezzi che crea lavorando il legno e che considera un po’ sua. È la stanza della reclusione, ma è anche quella dove ha il tempo e il modo di pensare, di comprendere, di guarire; quella che quando dovrà andare via chiuderà con tre mandate a custodire una promessa.

Il libro si divide in due parti, la prima è quella dell’infanzia, della brutalità, delle superstizioni e della paura.
La seconda è quella dell’età adulta, Giacomo è diventato uno scultore famoso, eppure non ha pace e non è più tornato al suo paese, per tutto quel tempo è scappato da un ricordo – o era un incubo- , da un interrogativo che lavora dentro di lui come un tarlo (chi era l’impiccato?), ma con l’ultima sua opera – “lo sconosciuto”- vuole chiudere il cerchio.
Ancor di più dal momento che c’è qualcuno che dice di sapere chi era la persona che, tanti anni prima, è morta nel bosco.

Un libro bellissimo che porta il lettore indietro nel tempo, nel cuore della vita tra le montagne, in una mentalità intrisa di cristianesimo e magia, in un tempo scandito dalle stagioni, dal pascolo, dalla montagna stessa e il suo cambiare.
Un romanzo che mi ha fatto amare visceralmente il Giacomo bambino e mi ha catturato sin dalle prime pagine con la sua prosa semplice ed evocativa.

Mi è rimasta nel cuore una citazione del prof. Lari:
”gli uomini spesso dimenticano di far parte della natura dove sono nati e cresciuti(…) l’abete rosso, l’abete bianco, il larice, il cirmolo sono gli alberi delle tue radici, delle tue origini. La loro terra è la tua stessa terra. Siete la stessa montagna.”
È una frase che regala a Giacomo un senso – di appartenenza, della vita- di cui aveva una gran bisogno (oltre ad essere una frase molto poetica): è stato un bambino che si è sentito non voluto e grazie a quelle parole sente di fare parte di qualcosa, di “appartenere”.
Non a caso,poi, Giacomo abbraccerà il professore… ma non dico altro, se non: leggetelo.
5 stelle, meritatissime!



Profile Image for Elvio Mac.
1,023 reviews22 followers
August 3, 2023
Angelo Nef è il padrone più che il nonno, nessuno deve contraddirlo, tutti devono fare ciò che lui ordina, il nonno non sbaglia mai anche se sbaglia spesso. Autoritario e austero, Giacomo e i suoi fratelli non l’hanno mai visto o sentito ridere una sola volta in tutta la loro vita. La stanza delle mele è il luogo di punizione anche se per Giacomo non è poi così male stare in quella stanza che gli ricorda la mamma con gli odori buoni. Il destino con Giacomo e i suoi fratelli è stato crudele, la mamma Giuliana è morta di tifo, Giovanni Nef il padre invece non era più tornato dalla guerra in Russia. I tre fratelli sono così rimasti dai nonni. Titta è il maggiore, sedici anni, alto e bruno come il fratello di mezzo che non parla mai, nemmeno per lamentarsi. Celestino di anni ne ha quindici e al contrario di Titta parla molto e suona l'armonica. Giacomo è il nipote più bistrattato dal nonno, convinto che fosse nato da una relazione di Giuliana fuori dal matrimonio e non manca mai di ribadirlo con risentimento. Celestino è il preferito, e quando combina qualche guaio non finisce mai in castigo. Titta invece sa cosa deve fare e lo fa in silenzio, punto e basta. Siamo nel 1954 in un paesino sulle dolomiti bellunesi, i tre ragazzi devono solo lavorare e ubbidire, dai campi alla stalla con nonna Frida, che sembra l'unica capace di donare un minimo di affetto. Giacomo ama scolpire il legno e ricavare da questo materiale piccole forme di animali, è l'unica cosa che gli dà conforto. È un sognatore silenzioso di vette e scalatori, di fumetti e attrezzi per la scultura. Quando i nonni dei ragazzi moriranno, a prendersi cura di loro sarà il parroco del paese che dividerà i fratelli per mandarli in diversi istituti. Giacomo, nello strazio della solitudine, avrà la fortuna di diventare un artista e fare quello che ha sempre amato. Grazie a questo, proverà in età adulta a ricostruire quello che resta dei suoi legami con il passato e a risolvere un mistero che lo ha perseguitato per tutta la vita. In quei luoghi dove ha vissuto, ci sono state due guerre e la gente ha paura di dire le cose, come se fosse sbagliato. Questa costrizione ha rinchiuso anche il senso di colpa di Giacomo, un senso di colpa che verrà liberato con la sua arte. Ci sono personaggi terribili per cattiveria e disumanità in questo bel libro, primi tra tutti il parroco e il nonno. E poi c'è un dio che per Giacomo diventa il colpevole, perché un dio del genere non può fare accadere certe cose. C'è anche molta storia in questo libro che è più sostanzioso di quello che sembra. Complimenti a Righetto, manca solo una cosa, pretendo almeno una foto del Desconesciü.
Profile Image for Sara.
34 reviews
May 18, 2025
"La stanza delle mele" di Matteo Righetto
Pagine 240

È l’estate del 1954, Giacomo Nef ha undici anni e con i due fratelli maggiori vive dai nonni paterni a Daghè, sulle pendici del Col di Lana, nelle Dolomiti bellunesi. “Tre case, tre fienili, tre famiglie.” I bambini sono orfani e l’anziano capofamiglia li tratta con durezza e severità, soprattutto il più piccolo. Il nonno è convinto infatti che Giacomo sia nato da una relazione della nuora in tempo di guerra e lo punisce a ogni occasione, chiudendolo a chiave nella stanza delle mele selvatiche. Lì il ragazzino passa il tempo intagliando il legno e sognando l’avventura, le imprese degli scalatori celebri o degli eroi dei fumetti, e l’avventura gli corre incontro una tarda sera d’agosto. Con l’approssimarsi di un terribile temporale, Giacomo viene mandato dal nonno nel Bosch Negher a recuperare una roncola dimenticata al mattino. Mentre i tuoni sembrano voler squarciare il cielo, alla luce di un lampo scopre vicino all’attrezzo il corpo di un uomo appeso a un albero. L’impiccato è di spalle e lui, terrorizzato, fugge via. Per tutta la vita Giacomo cercherà di sciogliere un mistero che sembra legato a doppio filo con la vita del paese, con i suoi riti ancestrali intrisi di elementi magici e credenze popolari.

Primo approccio per me con questo autore che aspettava da tanto di essere letto.
Dopo averne sentito parlare a lungo, ho trovato in "La stanza delle mele" uno stile fluido, coinvolgente ed evocativo. Uno stile fatto di immagini e odori più che di parole. Uno di quelli che ti cattura e ti trascina nella storia facendoti divorare pagine su pagine in un battito di ciglia.
La narrazione è divisa in due: da un lato l'infanzia del nostro protagonista, dall'altro la sua versione adulta. Il bambino e l'adulto sono legati indissolubilmente da quel famoso episodio nel bosco che da una sfumatura gialla a una storia che però rimane prettamente narrativa.
Ammetto che il Giacomo bambino mi è piaciuto molto di più rispetto a quello delle ultime pagine.
Ammetto di aver un pò storto il naso in alcuni passaggi in dialetto, è purtroppo una cosa che non amo nei libri e che influenza sempre la mia esperienza con la narrazione. Tuttavia, c'è da dire che Righetto non è mai eccessivo nel suo uso e tutto sommato sono riuscita ad andare avanti senza perdere l'entusiasmo.
Avrei forse voluto un maggiore sviluppo della narrazione e qualche "attimo felice" in più ma nel complesso è stata una buona lettura che mi ha lasciata con la voglia di scoprire ancora di più questo autore.
🌟🌟🌟🌟/5
Profile Image for Sonia.
360 reviews5 followers
June 3, 2024
L’infanzia di Giacomo è avvolta tra ombre ed echi: quelli che scendono per le valli delle sue montagne, quelli del padre mai conosciuto, e della madre persa in tenera età, quella concreta e minacciosa del nonno che sembra odiarlo e che si abbatte su di lui con violenza ad ogni occasione e pretesto. L’unica consolazione la trova nell’intaglio del legno, nascosto nella stanza delle mele, il piccolo deposito di frutta in cui il nonno lo rinchiude ogni volta che lo vuole punire. Nella sua confusione di bambino, tutte queste ombre prendono forma nella figura di un uomo impiccato ad un albero intravisto nel bosco vicino a casa in cui si era recato per recuperare una roncola dimenticata dal nonno, una visione spaventosa e sconvolgente, che divenne poi il simbolo di tutto ciò che di misterioso e incomprensibile vi era nella sua vita, quasi un senso di colpa per ciò che era successo alla sua famiglia – in particolare la morte del nonno (forse inconsciamente desiderata) poco dopo il ritrovamento dell’impiccato, quella della nonna, a seguire, e la separazione brutale e forzata dai fratelli e dalle valli delle Dolomiti in cui era cresciuto. Ci vorranno anni prima che Giacomo riesca a liberarsi dall’ombra dell’impiccato e per farlo dovrà indagare sulle storie e le leggende locali e dovrà tornare in quei luoghi da adulto, ormai uno scultore famoso, per affrontare ed esorcizzare per sempre le sue paure di bambino e dare finalmente un volto allo Sconosciuto appeso all’albero.
Il romanzo è ben scritto e ben immerso nell’ambiente e nel periodo storico di cui tratta - i montanari semplici è un po’ rozzi delle valli ladine del dopoguerra – reso ancora più realistico dal linguaggio dialettale e dalle descrizioni di piante, animali, oggetti di uso comune, dei ritmi del lavoro nei campi, nei pascoli e nei boschi. La storia è molto semplice e forse la seconda parte, quella ambientata ai nostri giorni con un Giacomo adulto è po’ troppo sbrigativa rispetto alla prima che riguarda l’infanzia negli anni ‘50, ma del resto, i ritmi dell’infanzia e della vita di montagna sono dilatati rispetto a quelli di città, e da adulti tutto sembra meno grande, misterioso e magico.
Profile Image for Sabrina Di Stefano.
149 reviews4 followers
December 5, 2022
Giacomo è un bambino di undici anni che vive con i nonni e i due fratelli a Daghé tra le Dolomiti, quelle montagne che tanto ama e che forse a volte detesta anche. La sua non è una vita semplice e serena come quella di tanti altri bambini, spesso è costretto a subire le punizioni del nonno Nef, un uomo molto duro che lo sgrida e non gli sorride mai. Anzi non perde occasione per punirlo rinchiudendolo nello stanzino delle mele, una piccola stanza che diventa il posto del cuore di Giacomo. Qui infatti è libero di sognare e di essere ciò che vuole e nel silenzio di quello scantinato ogni volta che viene rinchiuso è l’occasione per intagliare una nuova statuina. Giacomo è un bambino coraggioso, temerario e tanto dolce, fin dalla prima pagina avrei voluto abbracciarlo e sedermi di fianco a lui nella stanza delle mele. Spesso non viene capito e ascoltato. Ed è per questo che il lettore invece vorrebbe accarezzarlo teneramente. È un bambino circondato da tanta solitudine che deve contare solo sulle proprie forze. Ma non solo. Oltre a vivere un’infanzia che lo porta a crescere in fretta, quello che vedrà una sera d’agosto nel Bosch Negher lo cambierà profondamente. L’orrore di quell’immagine gli darà il tormento per tutta la vita, costretto a custodire questo segreto che pesa come un macigno per un bambino così piccolo. Quella visione rende ancora più solo Giacomo negli anni a venire. Perché non è facile sopravvivere in un ambiente dove si tace e non si crede alle parole di un bambino.
Giacomo però è come un treno, va dritto per la sua strada sempre, nonostante le botte, le punizioni, le prese in giro. Va dritto inseguendo i suoi sogni, la sua passione per la scultura e le sue convinzioni e non si darà mai per vinto.
La scrittura di Righetto non mi era nuova, avevo già avuto un incontro con lui qualche Natale fa, quando ho letto “Dove porta la neve” e avevo già avuto modo di respirare anche se in poche pagine tutta la sua delicatezza e sensibilità. Con La stanza delle mele è tutto molto più accentuato, più profondo, più intimo. Il protagonista è uno di quelli che salta fuori già dal primo capitolo, ti prende per mano e ti accompagna fino all’ultima pagina senza lasciarti.
La scrittura è così evocativa che anche la montagna diventa un personaggio e si riescono a sentire e percepire tutti gli odori e i sapori, come il profumo delle mele di quella stanza che emana dalle pagine così tanto. Giacomo riesce a portare il lettore in un viaggio molto sofferto ma intenso.
Profile Image for Minaro.
207 reviews4 followers
July 9, 2024
" 'Sto bene.' Giacomo diceva sempre così. Anche quando aveva una di quelle giornate nelle quali gli sembrava che il mondo intero gli stesse franando nel petto insieme ai detriti spigolosi del suo passato, lui rispondeva in quel modo."


Libro molto triste, avvincente e con un finale decisamente inaspettato!

Parla di Giacomo, undici anni, che, persi i suoi genitori, vive con i nonni, insieme ai suoi fratelli: Titta e Celestino. Rispetto agli altri e due però, Giacomo viene molto spesso rimproverato dal nonno, picchiato e rinchiuso nella stanza delle mele, dove, dopo il raccolto, le mele venivano controllate e trasformate in bevande che poi, il nonno, rivendeva. Questa stanza diventerà il suo rifugio e il nascondiglio perfetto per le sue creazioni con il legno. Ma la sua vita cambia per sempre, quando, inoltratosi nel bosco, chiamato Bosch Negher, per recuperare la roncola che ha dimenticato suo nonno, vede un uomo impiccato su un albero.

L'ho trovato molto coinvolgente. Una storia di dolore, sofferenze e di vendetta. Ma anche del tradimento degli amici e un pizzico di blasfemia, oltre i preti pedofili..

Non vedevo l'ora di finirlo per sapere la storia dell'impiccato che ha, praticamente, segnato tutta la vita del povero Giacomo che, anche a distanza di anni, rivedeva molto chiaramente quella figura appesa. Tanto da riprodurla come statua lignea che lo porterà, oltre alla fama, anche la tanto agognata verità che per quarant'anni lo ha ossessionato.

Ho trovato, però, poco chiara la faccenda del nome dello scomparso..

...

Bellissime le descrizioni ambientali, la montagna è al centro di tutto, con i suoi colori, profumi, suoni e sensazioni che trasmette. Dalla crudeltà della recente guerra, che è passata di lì, alle storie che essa racchiude, come quella, per l'appunto, dell'impiccato.

Davvero molto bello!

Recensione completa sul blog 💜
526 reviews2 followers
October 27, 2023
In questo libro, come in altri dell'autore, ci si affeziona ai personaggi:
"Ossuto ma pieno di vigore ed energia come un giovane capriolo, Giacomo aveva poco più di undici anni, i capelli come l'avena e grandi occhi castani, curiosi e vispi. (...) Scolpire era la sua passione e diventare uno scultore ligneo come gli artisti e i maestri d'arte della Val Gardena era il suo sogno più grande"
"Nato settantatré anni prima proprio in quella casa di Daghè, a dispetto del suo nome Angelo Nef era un uomo autoritario e austero, tanto che Giacomo e i suoi fratelli non l'avevano mai visto o sentito ridere una sola volta in tutta la loro vita. Scoliotico eppure mai domo nei lavori agricoli, portava due baffi bianchi e vestiva notte e giorno la falda blu, il grembiule dei contadini sudtirolesi."


e ai paesaggi e alle ambientazioni che rivestono un ruolo chiave nel romanzo:
"Si guardò intorno a osservare le Dolomiti che coronavano il paesaggio. Sempre eternamente identiche a se stesse, impassibili, indifferenti alla vita degli uomini e delle donne che vivevano ai loro piedi, anche se poi, ai suoi occhi, a seconda del luogo dal quale le osservava o dall'ora, o ancor di più dalla stagione, cambiavano sempre."
"Non è incredibile che questa meraviglia, come tutta la città di Venezia, esista solo perché sorretta dai tronchi delle conifere che provengono dalle Dolomiti? La città più bella del mondo tenuta a galla grazie alle montagne più belle del mondo."
"Nel bosco molte cose sembrano ciò che non sono"


Lettura coinvolgente e appassionante, di cui ho amato soprattutto le descrizioni delle relazioni dei personaggi con i luoghi naturali e della realtà montana di poche generazioni fa.
Profile Image for Sunday.
75 reviews1 follower
October 1, 2023
Giacomo ha undici anni e vive con i fratelli e i nonni un'infanzia triste dovuta all'assenza dei genitori e alla durezza con cui viene trattato dal nonno che lo mette quasi sempre in punizione nella stanza delle mele.

Una sera viene mandato dal nonno a riprendere un attrezzo dimenticato nel bosco e proprio quando l'ha trovato, nel buio rischiarato dalla luce della luna, vede un uomo impiccato ad un albero. Preso dalla paura, scappa via senza recuperare l'attrezzo e quando torna a casa, finisce nuovamente in castigo nella stanza delle mele così come finirà nella stessa stanza dopo essere stato picchiato dal nonno per aver raccontato ai suoi amici di aver visto un uomo impiccato nel bosco. Questo episodio segnerà Giacomo per tutto il resto della sua vita. A volte, arriverà persino a dubitare di aver visto l'impiccato fino a quando la verità non gli viene raccontata e questo gli permetterà di trovare la serenità che crede gli sia stata portata via proprio da questo episodio.

Il romanzo ti fa viaggiare tra le stagioni e le montagne del Trentino e nella vita di un bambino che diventa uomo nonostante le avversità e che si fa strada proprio grazie ad una passione iniziata durante le punizioni nella stanza delle mele: scolpire il legno.

Scrittura scorrevole e romanzo che si fa leggere con assiduità perchè il lettore, come Giacomo, vuole scoprire la verità su ciò che ha visto nel bosco in quella notte che cambiò tutto.
Author 4 books3 followers
June 29, 2022
Giacomo Nef ha solo undici anni, ma ha già sperimentato la perdita di entrambi i genitori. Vive con i suoi due fratelli maggiori a casa dei nonni a Daghè, nelle Dolomiti bellunesi. Ogni volta che viene messo in punizione, il nonno lo chiude nella stanza delle mele, da cui il titolo del romanzo, dove Giacomo passa il tempo intagliando il legno.
Un giorno Giacomo viene mandato nel Bosch Negher a recuperare una rancola e, mentre il cielo si inscurisce per l'arrivo di un temporale, il bambino scorge il corpo di un uomo appeso a un albero. Da quel momento una nuova serie di sciagure animerà la vita dei tre fratelli.

La straordinaria capacità di Matteo Righetto di disegnare e riprodurre fedelmente i suoi personaggi già la conoscevamo. In questo nuovo romanzo non si può che empatizzare con il piccolo Giacomo, che spesso viene punito dal nonno senza un reale motivo.
Nella prima parte ci viene appunto narrata la sua vita tra i boschi, mentre è nella seconda che scopriamo cosa ne è stato di lui dopo quarant'anni, com'è cambiata la sua vita in seguito alla morte dei nonni.
Ho trovato questa seconda parte più dinamica grazie anche ai salti temporali tra un capitolo e l'altro.
Con la conclusione della storia tutti i nodi vengono al pettine: scopriamo il mistero celato dietro quel cadavere che Giacomo incontra tra i boschi e che segnerà la sua intera esistenza.
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