"Balcania" è un libro che viaggia sul filo dei ricordi dell'autore, che per dieci anni ha seguito da inviato per la televisione i conflitti della ex Jugoslavia. C'è lo stupore di una guerra europea, sotto casa, e il tentativo di trasformare le notizie, destinate a durare poche ore, in racconti capaci di spiegare una guerra meglio di tante analisi geopolitiche. Al cuore del libro, la narrazione dell'assedio, con la morte quotidiana, le strategie di sopravvivenza, i giardini trasformati in cimiteri, l'ospedale psichiatrico come unico luogo inevitabilmente multietnico della Bosnia. Trent'anni dopo è inevitabile chiedersi a che cosa sia servito tanto dolore...
Toni Capuozzo (1948), è un giornalista, scrittore, blogger e conduttore televisivo italiano. Nel 1967 aderisce al Partito Comunista Italiano lasciandolo l'anno dopo per aderire poi a Lotta Continua. Inizia l'attività di giornalista nel 1979, lavorando a proprio al quotidiano Lotta Continua, per il quale segue l'America Latina, e diviene professionista nel 1983. Successivamente, si occupa di mafia per il programma Mixer di Giovanni Minoli. In seguito, collabora con alcune testate giornalistiche del gruppo editoriale Mediaset (TG4, TG5, Studio Aperto), seguendo in particolare le guerre nell'ex Jugoslavia, i conflitti in Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan e l'Unione Sovietica.
Una raccolta di voci ed episodi che si può leggere partendo da dove si vuole. Non è un libro di storia, non racconta la cronaca della guerra, ma solamente ne misura gli effetti attraverso le vittime. Alcuni dettagli nel corso della lettura vengono ripetuti tre o quattro volte purtroppo, nel complesso ad ogni modo lo trovo un libro molto interessante.
Dal punto di vista del marketing e dell'etica il voto dovrebbe essere bassissimo: si tratta di una raccolta di estratti da precedenti libri, articoli di giornale, appunti di diario, di esperienze vissute dall'autore nelle guerre dei Balcani che hanno contraddistinto gli anni '90. Un'operazione editoriale di collage di qualcosa di già pubblicato giusto per cavalcare l'onda della nuova guerra europea in Ucraina (non a caso il sottotitolo "L'ultima guerra europea").
Volendo essere più asettici e giudicando esclusivamente quanto letto, il libro è sicuramente interessante e racconta la guerra con gli occhi di chi l'ha vista dal vivo, con le esperienze personali, i ricordi. Molti gli aneddoti profondi e toccanti, anche se talvolta ripetuti più volte (il che per quanto mi riguarda testimonia ancora di più la fretta e furia con cui si è voluto costruire a tavolino questo libro per approfittare del periodo).
Forse si è un po’ approfittato dei tempi per renderlo un successo, ma io invece credo che purtroppo non ci sarà mai un tempo in cui questo libro non sarà attuale e spaventoso nell’emozionante racconto dell’atrocità della guerra e della mediocrità della diplomazia.
Un libro che ricorda la storia di un territorio segnato da guerre e genocidi un viaggio a ritroso di trent'anni utile per ricordare e per insegnare come la storia si possa ripetere.