Quando Antonio ‒ affranto dalla perdita della compagna ‒ tenta il suicidio, il mondo si capovolge. E lo salva. Tutto cade e lui deve lottare per non precipitare in un cielo che inghiotte ogni cosa. Sopra la testa ci sono strade su cui non cammina più nessuno; sotto, il vuoto. L'unico che gli è rimasto vicino è Ctonio, l'avvoltoio che credeva d'aver cacciato da tempo insieme al ricordo di lei. Dal suo appartamento, Antonio osserva l'assurda catastrofe, ne ascolta il silenzio. Sa che ci sono dei superstiti e deve capire come trovarli. Tra droni sentinella, orti in cassetta e ponti sospesi tra le nuvole, scoprirà un'umanità che resiste e capirà che la speranza, a volte, è dove non l'avresti mai cercata.
Tre stelle e mezzo Le stelle mobili del sottosuolo di Enrico Precedello (Neo edizioni) è un libro dai contorni sfocata e nettissimi allo stesso tempo. Un romanzo che affronta il dolore, lo seziona, fa sì che ci travolga. Quando ho cominciato a leggere questo racconto non sapevo dove mi avrebbe portato. Un sogno, un incubo... una realtà semplicemente raccontata con altre parole. Le stelle mobili del sottosuolo è una storia che si legge con la fronte corrugata e la pesantezza sul cuore.
Antonio ha perso la compagna e il dolore lo invade a ondate che lo lasciano stremato, disorientato. Decide così di togliersi la vita, una birra dopo l'altra, una pastiglia dopo l'altra. Ma il mondo, Dio o il caso hanno altri piani per lui. Il mondo si capovolge letteralmente e lo salva dalla morte.
Immaginate un cuore straziato. Immaginate una vita a pensare allo strazio provato. Immaginate che un giorno il mondo si capovolge e questo mondo capovolto fa affrontare a quel cuore straziato un nuovo viaggio e gli piazza qualche cerotto in più. Immaginate un libro che vi divora mentre lo leggete e che alla fine vi sputa fuori un po’ scarmigliati, ma con un viaggio alle spalle che vi ha arricchiti.
Questo è quello che ho vissuto immergendomi in “Le stelle mobili del sottosuolo”, ma sono convinta che ogni lettore vivrà qualcosa di diverso, ed è proprio questa la forza del racconto.
Allora, apprezzato ma non completamente capito. Mi è piaciuto però non riuscivo a comprendere certe parti, anche per come erano scritte. Molto bello il finale.
Questo è il romanzo d'esordio di un scrittore che conosco e che seguo nel suo percorso autoriale da tempo. La cifra di Prevedello è sempre stata uno sguardo obliquo sulle cose, raccontato con uno stile che sa giostrare consonanza e dissonanza con il contenuto. Qui ci ho ritrovato i suoi tipici punti di forza, esaltati in una storia intensa, nella quale gli eventi della trama si muovono oltre l'insolito - in una Padova rivoltata a testa in giù - e diventano metafora del protagonista, un giovane che deve capire come sopravvivere quando il mondo relazionale smette di funzionare come credeva. Prevedello è quindi riuscito a scrivere un libro divorabile e che lascia la sua traccia a lungo dopo la lettura.
L'ho trovato particolarmente piacevole. Un viaggio assurdo e intenso da fare tutto d'un fiato. La curiosità nata dalla descrizione del libro è stata pienamente soddisfatta. La storia cattura e mette il lettore nelle condizioni di poter immaginare quel mondo capovolto, dove i personaggi agiscono, sperano, credono e crescono. Il desiderio di scoprire quel nuovo mondo e capire come finirà è tutto un crescendo. Un bel racconto sul superamento di un dramma senza darne dettagli troppo pesanti. Una lettura piacevole e un'impaginazione particolare che rende i salti cronologici visibilmente intuitivi.
È stato come leggere con la testa sott'acqua, con quella paura e quel senso di fiato trattenuto, la foga di sapere cosa succederà. Sono andata alla presentazione del libro, quindi sapevo cosa stavo per leggere, ma non mi sarei mai immaginata una storia ed un impatto così. È un libro molto intenso, che parla di diversi tipi di dolore (perdere una persona cara, perdere ciò che conosciamo e che ci fa sentire tranquilli), un libro che insegna che aldilà del dolore e della paura, c'è la vita.
non mi aspettavo un romanzo così bello, da un esordiente in una piccola casa editrice, e che parte da un'idea più che weird: un giorno, il mondo si capovolge, il sopra diventa il sotto, la gravità fa precipitare tutto giù nel cielo (o contro i soffitti). la cosa è gestita con maestria spettacolare, il protagonista e il suo passato trapassano il cuore, e anche il finale, inaspettato, è meraviglioso.
questo ha fatto parecchio male… Antonio, dopo aver tentato il suicidi0, si ritrova in un mondo capovolto. catapultato in un universo pseudo-distopico, dove tutto è sottosopra, dovrà fare i conti con la sua depressione, incarnata da un avvoltoio.