Il nome di Nerone è indissolubilmente legato al grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C. facendo migliaia di morti. Oggi gli studi storici lo hanno scagionato da questa responsabilità, ma per molte altre azioni nefande egli può essere ricordato come uno degli imperatori che, come Caligola, non esitarono a ricorrere alla crudeltà per esercitare il potere senza alcun limite, se non quello del proprio incontenibile dispotismo.
Devo dire che, secondo me,dalla lettura di questo libro, Nerone esce più che come malvagio, come grande uomo di stato che ha lasciato un segno positivo nella storia di Roma.
Non capisco perché, se si parla dei volti del male che hanno segnato la storia, abbiano scelto di affidare la stesura di questo volume a un autore che chiaramente pensa che Nerone, in fondo, non sia stato poi il mostro che la tradizione racconta. Non avrebbe avvelenato il fratellastro Britannico durante un banchetto, non avrebbe ucciso la moglie Poppea incinta calciandole la pancia, non avrebbe scatenato o approfittato dell’incendio per radere al suolo Roma e ricostruirla più gloriosa. Gli vengono attribuiti solamente il clamoroso assassinio della madre Agrippina e della prima, sfortunata moglie Ottavia, solo perché tutte le fonti concordano nell’additarlo come responsabile. Su tutti gli altri atti criminosi, l’autore non solo sospende il giudizio, ma addirittura lo scagiona. È naturale avere dubbi su una personalità esistita quadi duemila anni fa, ma, ripeto, se si parla dei volti del male, minimo avrebbero dovuto accusarlo di tutte le cose aberranti cui il suo nome è legato e lasciare ad altri studiosi la possibilità di scagionarlo. Resta comunque una lettura piacevole su argomenti a me molto noti, anche se non condivido il voler far passare Nerone per un artista incompreso. È stato un assassino, ha fatto uccidere o indurre al suicidio innumerevoli oppositori politici e persino suoi stessi familiari. Anche se, a dire il vero, la sete di sangue ha percorso tutta la dinastia Giulio-Claudia. Nerone è stato solo l’ultimo di una lingua serie di imperatori incapaci di governare, a torto o a ragione, e di dirigere l’impero.
Una biografia sapiente ed esauriente, frutto di una ricerca meticolosa e di un approccio neutrale alla Storia, narrata in modo coinvolgente ed efficace.
Analizza la complessa figura di Nerone a 360°, tracciando un affascinante profilo psicologico di una persona megalomane e paranoica, che presenta tutte le qualità per diventare un buon sovrano, ma la cui fragilità lo fa soccombere all'influenza di persone subdole e scellerate (sì Agrippina, sto guardando te).