Sussurri nasce come alleato di tutti gli scrittori di fantastico italiani. Per noi non fa alcuna differenza che abbiate auto pubblicato o che abbiate sottoscritto contratti con case editrici differenti. Crediamo che per valorizzare questo genere, tanto bistratto dall’editoria odierna, sia necessario fare squadra, allearsi e supportarsi a vicenda. Se un autore fantastico di un’altra CE riesce ad ottenere il successo che merita, noi ne siamo entusiasti. Ecco perché una rivista, per offrire agli scrittori un modo per farsi conoscere, per raccontare la propria arte, mettersi in gioco e promuovere i propri libri e le proprie saghe. Se con le pagine di Sussurri avremo aiutato un autore a vendere anche solo una copia in più del proprio romanzo, tutto il nostro impegno sarà ripagato.
Inghiottiti" di Alvis Canal, l'ho percepito come un "ventimila leghe sotto i mari", ma nello spazio, con tanto di mostro tentacoloso a minacciare l'equipaggio. L'autore è riuscito a descrivere il senso di impotenza e terrore davanti all'ignoto, rappresentato proprio dalla creatura.
"La linfa del passato" di Ivan Rocca (autore che avevo sponsorizzato sul mio blog). Ho trovato molto interessante la tematica della memoria ( non vi svelo il mezzo poiché vi rovinerei il finale) e devo dire che il colpo di scena mi ha sorpreso.
"Pacific" di Rachele Rapani , penso che tale racconto abbia come tematica principale l'incomunicabilità con l'altro. Per tutto il tempo non sappiamo cosa passi per la testa dell'alieno e ciò ci sbalordirà anche nel finale.
"Portatori del granato" di Virginia Cavalli. Tale racconto è la prima parte di una storia più articolata, ma è leggibile anche come storia a sé stante. A differenza degli altri racconti, tocchiamo il fantasy classico. Ho apprezzato la caratterizzazione di Morgan e del suo rapporto col marchio.
"Soltanto coincidenze" di Gianluca Fiamma. Parla di un potere molto interessante, mi ha riportato alla mente Alan Wake, dove l'arte può influenzare la realtà ( soprattutto se si parla di scrittura).
Faccio i miei complimenti alla casa editrice e agli scrittori per le meravigliose storie che mi hanno regalato.
Una discreta prima prova. Ottima impaginazione (soprattutto la scelta del testo incolonnato, invece che disperso a tutta pagina) e due soli errori sfuggiti alla correzione di bozze. La brevità dei racconti è una lama a doppio taglio: permette di fruirli nei ritagli di tempo, ma al tempo stesso le forme brevi (davvero brevi) sono le più complesse da maneggiare e richiedono grande perizia. Ho apprezzato Pacific di Rachele Tarpani per l'incisività (e per il finale) e Soltanto coincidenze di Gianluca Fiamma per la scrittura. Inghiottiti di Alvise Canal si è risollevato sul finale, ma la situazione avrebbe meritato un po' di focus in più per affondare meglio gli artigli nella tensione. I portatori del granato di Virginia Cavalli poteva essere un buon racconto, ma è talmente ingozzato di backstory (cacciata dentro la storia come un ripieno in un tacchino) che il risultato è un ritmo a singhiozzo che la penalizza molto - e non aiuta il fatto che sia praticamente l'incipit di una storia più lunga, quindi lascia un senso di non finito che è un po' la morte di ogni racconto. La linfa del passato di Ivan Rocca ha qualche spunto interessante, ma è tutto fumo per nascondere il fatto che manca l'arrosto; in particolare, il finale per me è no. Molto interessanti gli editoriali e i consigli di scrittura; unica pecca è che non sono firmati, quindi non è possibile approfondire la conoscenza di chi ha comunque arricchito la rivista con dei contributi.