Es war der 19. März 1314, als der letzte Großmeister des vormals so mächtigen Templerordens im Todeskampf den Papst verfluchte. Immer wieder wurde seitdem der Tod eines Papstes mit dem Ritterorden in Verbindung gebracht. Als Papst Johannes Paul II. sich 1981 – nach dem auf ihn verübten Attentat – erstmals die dritte Prophezeiung von Fatima vorlegen lässt, ist auch darin von den Papst tötenden Soldaten die Rede. Doch kann niemand die Vorzeichen richtig deuten, sodass an einem schicksalhaften Tag Jahrzehnte später das luxuriöse Kreuzfahrtschiff »Queen of Atlantis« eine Reise antritt, die in die Hölle führt.
Marco Buticchi nasce a La Spezia il 2 maggio del 1957 e risiede a Lerici, in quella pittoresca parte della costa ligure chiamata Golfo dei Poeti. E’ sposato dal 1987 con Consuelo, con la quale ha due figlie. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna nel 1982 ha lavorato per diversi anni come Trader Petrolifero presso una multinazionale, lavoro che lo ha portato a viaggiare spesso in Medio Oriente, Africa, Europa e Stati Uniti. « Scrivevo fin da quando ero bambino e la storia, in particolare, mi ha sempre interessato enormemente. Ci sono strane coincidenze di date, fatti e nomi che hanno del misterioso. Se si riesamina la Storia con le moderne possibilità di ricerca si riescono a scoprire risvolti interessanti, lati oscuri e spesso inquietanti!»
È il terzo libro che leggo di Marco Buticchi (i precedenti sono stati Menorah e La voce del destino) e, mi spiace dirlo, questo è il peggiore dei tre. Anche se la trama è appassionante e splendidamente ben sviluppata (abbraccia un arco di tempo che va dalla fondazione e distruzione dei Templari, alle vicende della famiglia dello zar Nicola II di Russia, sino ad arrivare agli ultimi anni del XX secolo) e il racconto mischia fatti reali e storicamente accertati con altri frutto della fantasia dello scrittore, quello che a mio avviso stona parecchio è che i due protagonisti (Oswald Breil e Sara Terracini) entrano in scena relativamente tardi e per giunta quasi sempre lontano dai luoghi in cui si svolge l'azione vera e propria, lasciando fare il lavoro sporco solo ai tanti personaggi secondari. Comunque, bisogna dare ampio merito a Buticchi per il lavoro svolto in fase di stesura del racconto, visto che si denota un'imponente lavoro di ricerca ed approfondimento di argomenti storici, geografici e navali. [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Una trama senza ne' capo ne' coda. Un finale che ha poco a che fare con le premesse. Una narrazione che va avanti da sola e che porta a girare le pagine quasi senza leggere. Continue carrambate basate su fatti stereotipati, ecc. In sintesi, non si salva quasi niente, e davvero non comprendo il credito che l'autore ha avuto nel tempo.
Casualmente gli ultimi romanzi che ho letto sono tutti caratterizzati da viaggi avanti e indietro nel tempo. Per Buticchi è come un marchio di fabbrica, anche se negli ultimi romanzi le avventure in stile Indiana Jones occupano sempre più spazio rispetto alle ricostruzioni storiche. Fortunatamente Profezia è una delle prime “puntate” della ormai infinita saga che ha per protagonisti Oswald Breil e Sara Terracini e la parte storica, che per me resta la migliore, è nettamente prevalente. In questo caso il lettore viene addirittura catapultato in ben tre epoche diverse! Uno dei protagonisti è il nipote di un soldato coinvolto nell’eccidio dello Zar Nicola e della sua famiglia durante la rivoluzione russa nel 1918. Un altro è l’inconsapevole discendente di un Cavaliere Templare vissuto nel XIV secolo e la sua curiosità storica nei confronti del castello di famiglia intralcia i piani di una setta massonica. Oswald Breil e Sara Terracini sono il trait d’union della vicenda, in cui sono coinvolti anche quattro americani, ex compagni di università. Il cast è dunque abbastanza ricco e complicato e all’inizio è difficile immaginare come pezzi così diversi potranno incastrarsi sul finale. Ma la Legge dei Sette gradi di separazione non delude mai e personaggi apparentemente lontanissimi fra loro finiranno per essere tutti collegati da eventi del passato. La scelta editoriale di Buticchi è stata senza dubbio remunerativa. Lo confermano le recensioni dei lettori che, quando arrivano a ritroso ai primi romanzi della saga, soffrono per la presenza marginale degli “eroi” Breil-Terracini. Da appassionata lettrice di romanzi storici mi dispiace che Butticchi abbia deciso di mortificare il suo talento privilegiando le parti da mission impossible rispetto alle ricostruzioni storiche. In Profezia le ricostruzioni storiche sono affascinanti e insinuano quei piccoli dubbi che spingono a fare qualche ricerca per verificare se l’autore abbia solo una gran fantasia o se ci sia un fondamento di verità. Buticchi ha fantasia, ma quando si tratta delle parti storiche le supposizioni poggiano su assai solide fondamenta. Un romanzo di Buticchi è sempre l’occasione per imparare qualche cosa di nuovo. Se fossi un insegnante penso che sfrutterei questo insolito binomio storia\fantasia per stimolare la curiosità negli studenti.
Lo stile narrativo di Buticchi ormai è inconfondibile: la storia si snoda tra passato e presente in un intreccio indissolubile. Stavolta Buticchi ci porta nel 1300, negli anni dei Templari, ordine cavalleresco nato per scortare i pellegrini in Terra Santa. I Templari sono da sempre protagonisti di grandi avventure e attorno alla loro figura è stato creato tanto mistero, vuoi per l'attribuzione di enormi tesori nascosti, vuoi per la loro presunta associazione con la discendenza di Gesù. Proprio intorno a questi misteri si svolge la nostra storia: partendo dalla loro origine, Buticchi salta dalla loro epoca alla nostra, in cui ritroviamo tra i protagonisti Sara Terracini, studiosa romana di reperti antichi, Oswald Breil, ex agente del Mossad e ora vice ministro della sicurezza in Israele. Insieme a loro abbiamo nuovi personaggi: Maggie, una seducente ragazza dalla pelle ambrata, che ha in sé il dono della preveggenza, il conte di Valnure, un simpatico uomo maturo,appassionato conoscitore della storia dei Templari. E un nuovo gruppo di uomini e donne potenti, nato proprio dalle ceneri dei Templari stessi, che cerca di portare il mondo odierno in una nuova era buia. Tutti i protagonisti si troveranno, loro malgrado, coinvolti nella lotta contro questo gruppo di fanatici, che certo ha ben poco dello spirito su cui i Templari erano stati fondati. Un altro appassionante viaggio nella storia.
Il romanzo è davvero complesso e nella seconda parte fanno finalmente la loro comparsa i nostri eroi. Non mancano, per la risoluzione dei misteri, prodigiose deità "ex machina" quali Oswald Breil, già capo dei Mossad e ora vice ministro della difesa israeliano e la geniale scienziata Sara Terracini che ci aiuteranno a illuminare gli aggrovigliati legami che uniscono gli eventi storici così difformi e lontani nel tempo. Anche se rispetto ai precedenti il romanzo risulta meno scorrevole, comunque l’ho adorato. Soprattutto nel momento in cui tutte le varie sotto-trame hanno cominciato a riallacciarsi. E non è stato più possibile smettere di leggere. Se quindi amate i romanzi d’avventura intrisi di misteri storici, questo è il libro che fa per voi. Brioso e incalzante, lo stile di Buticchi piace perché non è pretenzioso, ma vuole soprattutto regalare ore di svago al lettore. E ci riesce.
Ormai l'autore e' conosciuto, il suo talento, riconosciuto. Una storia incredibile, con intrecci pazzeschi. Gli amanti del genere troveranno sicuramente pane per i loro denti. E anche, se ci si sofferma a 'digerire' quanto letto, degni spunti di riflessione.
Terza avventura insieme a Oswald Breil e Sara Terracini, questa volta impegnati a salvare il mondo da parte di terroristi spietati. Nel romanzo si parla anche di una crociera: fantastico! Mi è sembrato di essere anch'io su quella nave, visto che ho qualche esperienza diretta.
2.5 Storia di chi scopre il solito segreto di una setta che deriva dai templari che deve ristabilire l'ordine morale nel mondo. Sufficientemente interessante ma con conclusione semplicistica e affrettata.
Un gran minestrone di personaggi e vicende più o meno avventurose e storiche (o pseudo tali). Tutto sommato lettura scorrevole, e questo da il diritto a una stella in più.
No. Si va come i sassi lanciati nel laghetto che rimbalzano a pelo d'acqua, tutto in superficie senza un minimo di profondita'. Fatti e curiosita' accatastati, luoghi di qua e di la', personaggi che non sono altro se non le lettere che compongono i loro nomi. Il nulla in tante, troppe pagine.
Una lettura divertente, non impegnativa ma ricca di avventura come mi aspettavo che fosse. Buticchi è pervaso da quello spirito di grande narratore di avventura che nulla ha da invidiare ad Autori quali Follet o Smith Etc Bello.