Da cupe distopie a folli utopismi, da futuri fantascientifici o metaforiche ricostruzioni a pratiche concrete di emancipazione dalle eredità del passato, il secondo numero di Arabpop, Futuro, racconta come l'arte e la cultura arabe articolano la tensione tra realtà apocalittiche e desiderio per il futuro attraverso nuove narrazioni in grado di trascinare l'umanità oltre un presente soffocante e alienante. Conflitti, pandemie e crisi ambientale sono solo alcuni degli elementi che costringono a fare i conti con la prospettiva di un collasso globale, aggravato nella regione araba da contesti politici precari, repressione e disuguaglianze. Pensare al futuro può però creare uno spazio di evasione e di emancipazione dal presente, in cui tracciare possibilità alternative e immaginare nuove forme di vita in comune.
Questo secondo volume ha per filo conduttore il futuro, inteso come traccia e rielaborazione del presente. Vi si trovano contributi molto interessanti e approfonditi su temi poco conosciuti come lo sviluppo della fantascienza e della distopia nel mondo arabo, le nuove prospettive dell'afrofurismo, lo sviluppo crescente del fumetto. Davvero interessante, da leggere e prendere nota dei tanti suggerimenti di ascolto/lettura/visione.