4,5
Louisiana, New Orleans, un jazz club, una nota stonata, un musicista e la sua Becky, e tanto tanto amore. Tutto questo è il nuovo romanzo di Benedetta Cipriano, tutto e non solo. In questa storia mi ha fatto viaggiare in un luogo meraviglioso, accompagnandomi con delle canzoni jazz degne di nota e soprattutto mi ha fatto conoscere Marlon ed Eileen, due protagonisti che vivono d’amore, per l’amore e che sono destinati a completare i pentagrammi delle vite di entrambi.
Marlon Le Blanc. Sfacciato. Carismatico. Adulatore. Un musicista che sa esaltare ogni strumento passi tra le sue mani. Tra quelle mani che hanno suonato le più belle canzoni jazz della Louisiana. Quelle mani che hanno fatto sognare ogni cantante provasse a cimentarsi in questa musica. Quelle mani che hanno incantato gli occhi di una nota stonata e hanno venerato il suo corpo. Ed ora non possono più farlo.
“Perché lei della mia nuova vita non sa un cazzo. E noi, a quanto pare, sembriamo piuttosto bravi a non raccontarci nulla, perché forse, a volte, è più facile rivivere il passato, piuttosto che affrontare il presente. Anche se il nostro passato conserva macchie, dolore e lacrime, ma quella parte stiamo bene attenti a non rispolverarla, perché è più facile ricordare le giornate di sole che rivivere le tempeste.”
Eileen Le Blanc. Solare. Estroversa. Spontanea. Una ragazza che ha fatto della musica la sua vita, che ha sposato la musica e l’ha sentita nella sua anima. Il jazz fa parte della sua famiglia e lei non potrebbe mai rinunciare a vivere senza la musica. Quella musica che si è tatuata nel suo cuore e che le ha fatto provare brividi, emozioni e sensazioni riservati a pochi. A quegli amanti che sanno prendere l’amore e trasformarla in vita. Ed ora non possono più farlo.
“Cadere in tentazione e ascoltare la musica di Marlon, le sue playlist di jazz, i suoi pezzi preferiti, sarebbe stato come farsi prendere a pugni, crollare a terra senza forze, piangere di nuovo tutte le lacrime, anche quelle già versate. Avrebbe significato rivivere. Rivivere un ricordo. Rivivere il dolore. Rivivere tutto quanto. Rivivere tutto quello da cui stavo provando a fuggire.”
Marlon ed Eileen sono passato. Sono presente. Ma non sono futuro.
“Perché io ero la sua Nota Stonata, lui l’intonazione perfetta. Perché insieme eravamo un gran casino. Perché insieme abbiamo fatto rumore.”
Sono stati il primo amore delle loro vite, sono stati il primo bacio a fior di labbra, sono stati il primo fuoco che ha fatto brillare i loro occhi. Ma nei loro sguardi qualcosa è cambiato, una tempesta si è abbattuta sulle loro vite, le ha spezzate, ha costruito una corazza intorno ai loro cuori feriti e ha impedito che il loro amore potesse continuare a vivere.
Nemmeno il jazz è riuscito a guarirli. Nemmeno la fiducia che provavano l’uno verso l’altra ci è riuscita. Nessuno è stato in grado di opporsi. Le lacrime scorrevano lente su quelle guance segnate dalla sofferenza, dal dolore, dal peccato. Cercare di rimettersi in piedi non è facile e per farlo c’è bisogno di un motivo, di una speranza, di uno spiraglio di luce. Quella luce che Eileen non vede più e l’unica cosa facile è scappare. Allontanarsi da tutti, dai luoghi, dai ricordi, dalle persone. Dal suo grande e unico amore.
Cinque anni, cinque lunghi anni lontano da tutto. Eileen ha cercato di dimenticare, di superare e di sperare di poter ricominciare da capo. Ma non è servito, quei piccoli battiti erano sempre lì, a ricordarle che nonostante il suo cuore fosse ferito, la sua anima era ancora viva e apparteneva ad una sola persona.
“Non basta seppellire i ricordi per fare in modo che non facciano più male, a volte devi schiantarti col passato. Ritornare, rivivere e provare a ricominciare davvero.”
Tornare indietro non è facile, affrontare il passato non è un gioco. Sperare di non soffrire più non è una certezza. Ma la speranza e l’ultima a morire e il destino è il primo a metterci lo zampino.
Una spia luminosa, una notte buia, due fari che illuminano. E tutto ritorna prepotentemente al passato. Come se cinque anni non fossero mai passati, come se la distanza non avesse reso i suoi desideri meno impetuosi.
Marlon ed Eileen. Due anime destinate a stare insieme, a superare la tempesta, a ritrovarsi e amarsi.
Ma non può essere così semplice. Le ferite che li accompagno non sono ancora guarite, la paura di perdersi ancora è più forte del bisogno di appartenersi.
“Perché io sono stata la parte lesa. Quella colpita direttamente da uno tsunami, ma Marlon è stato sempre il mio dannatissimo salvagente in un oceano in tempesta. Ma quello che non capivo è che lui era fragile proprio quanto me. Solo che, mentre io soffrivo, lui si faceva forza per entrambi. Perché è questo quello che fa Marlon LeBlanc: se scende in guerra, combatte e, anche quando viene sconfitto, non si dà per vinto.”
La musica sarà l’ingrediente segreto che li aiuterà a convincersi che per loro possa esserci un futuro?
Un futuro che avevano sempre sognato, desiderato, immaginato.
Un futuro che vuole prendersi tutto il tempo necessario per capire cosa è meglio per loro. Un futuro che vuole sentirsi invadere, attirare e conquistare.
A piccole dosi, sì, perché Marlon ed Eileen hanno tanto da farsi perdonare e per farlo bene c’è bisogno di tempo.
E se il tempo non fosse abbastanza per loro?
Se il presente bussasse alle loro porte per chiedere spiegazioni?
Cosa potranno dire, come potranno giustificarsi davanti ad un fuoco che arde per essere assaggiato, goduto e ricordato come il più bello del loro mondo?
“Se ti sei guadagnato uno spazio nel cuore di qualcuno, quell’angolino rimarrà comunque per sempre il tuo. Continuerei ad appartenergli.”
Adoro immergermi nelle storie di Benedetta perché fin dall’inizio la sua priorità è quella di mettere il lettore a proprio agio, di permettergli di entrare subito in empatia con i personaggi, di capirli, sopportarli e supportarli. Lei sì, ci sa fare, sa come il lettore vuole essere strapazzato e coinvolto nelle vicende narrate.
E’ come ritrovarsi in un film, ogni capitolo è un episodio che suggestiona e incanta chi sta davanti alle pagine. Il suo inchiostro si tatua sulla carta, esplode in mille note colorate e una musica soave prende il sopravvento sugli eventi. Non lascia mai soli i suoi protagonisti, li conduce in un viaggio dove li affianca, li rassicura e dona loro carattere e spessore. Marlon ed Eileen sono il risultato di studio, passione e accuratezza verso la musica, l’amore e tutte le sue sfumature. Marlon mi ha conquistata dalla prima riga, Eileen ci ha messo più tempo per farlo, perchè Benedetta Cipriano ha deciso che la rinascita di questo amore doveva essere lenta, sofferta e graduale. Un vero e proprio slow burn che mi ha fatto perdere la testa più volte, che mi ha fatto piangere ad ogni confessione e mi ha regalato i suoni più belli che la fusione della musica con l’amore possono regalare anche al più scettico dei romantici.
Una lettura che si prende il proprio tempo, i propri spazi. Un amore che nasce, si spezza e vuole risorgere dalle ceneri di un passato che va superato. Un finale forse prevedibile? No, sarà il come accadrà a renderlo ancora più imprevedibile.
Benedetta Cipriano ci regala le melodie di un jazz club d’altri tempi, l’amore mai assopito di due anime che si appartengono da sempre, una New Orleans testimone di una tempesta difficile da domare ma sicura che la quiete possa tornare a risplendere all’orizzonte.