"𝕃’𝕚𝕞𝕡𝕠𝕣𝕥𝕒𝕟𝕥𝕖 𝕟𝕠𝕟 è 𝕤𝕥𝕒𝕓𝕚𝕝𝕚𝕣𝕖 𝕤𝕖 𝕦𝕟𝕠 𝕙𝕒 𝕡𝕒𝕦𝕣𝕒 𝕠 𝕞𝕖𝕟𝕠, è 𝕤𝕒𝕡𝕖𝕣 𝕔𝕠𝕟𝕧𝕚𝕧𝕖𝕣𝕖 𝕔𝕠𝕟 𝕝𝕒 𝕡𝕣𝕠𝕡𝕣𝕚𝕒 𝕡𝕒𝕦𝕣𝕒 𝕖 𝕟𝕠𝕟 𝕗𝕒𝕣𝕤𝕚 𝕔𝕠𝕟𝕕𝕚𝕫𝕚𝕠𝕟𝕒𝕣𝕖 𝕕𝕒𝕝𝕝𝕒 𝕤𝕥𝕖𝕤𝕤𝕒. 𝔼𝕔𝕔𝕠, 𝕚𝕝 𝕔𝕠𝕣𝕒𝕘𝕘𝕚𝕠 è 𝕢𝕦𝕖𝕤𝕥𝕠, 𝕒𝕝𝕥𝕣𝕚𝕞𝕖𝕟𝕥𝕚 è 𝕚𝕟𝕔𝕠𝕤𝕔𝕚𝕖𝕟𝕫𝕒."
Uccio è un cane nato vicino a Palermo, un bastardino di 13 anni, randagio, che zoppica da una zampa, ha una grande memoria ed è un po' veggente... Avverte il pericolo di una bomba che sta per esplodere e vorrebbe imparare ad abbaiare così forte, da spaventare gli innocenti e farli allontanare dal luogo destinato allo scoppio. Ma con i suoi latrati infastidisce le persone e rischia più volte la vita, finché incontra una persona speciale che decide di prendersi cura di lui: il giudice #giovannifalcone . Uccio stabilisce così la sua dimora nell'atrio del tribunale dove il suo padrone lavora, imparando a conoscere tutto ciò che riguarda la #mafia .
È un simpatico libro che racconta in modo originale la lotta alla mafia da parte del giudice Giovanni Falcone, utilizzando un inusuale punto di vista, quello di Uccio, il cane adottato nel racconto dal magistrato, che fa da voce narrante. Come scrive la sorella di Falcone nella prefazione, è un libro che parla dell'amicizia tra due anime simili, Uccio e Giovanni, che si riconoscono e si scelgono nella loro solitudine. Un libro che porta alla luce temi scomodi ed importanti valori, nell'antitesi tra viltà e coraggio, tra bene e male. È la storia di una città, Palermo, una terra di contraddizioni, macchiata del sangue di uomini valorosi. Il libro è un omaggio alla memoria di un giudice che investì tutto nella lotta a Cosa Nostra, un eroe il cui sacrificio deve essere un monito continuo a riconoscere l'esistenza di un'organizzazione criminale da condannare e distruggere, senza dover aspettare altre morti ed altre stragi. Per quanto la vicenda narrata sia di finzione, viene corredata da fatti e tristi vicende realmente accaduti, come la strage di Via Pipitone Federico con l'attentato terroristico-mafioso al magistrato Rocco Chinnici ; Pizza connection, l'inchiesta giudiziaria sul traffico di droga tra Palermo e New York, di cui fu artefice soprattutto il mafioso italiano Gaetano Badalamenti; il Maxiprocesso contro Cosa Nostra, frutto dell'assiduo lavoro di un pool antimafia; la deposizione del famoso pentito Tommaso Buscetta, diventato collaboratore di giustizia; l'arresto del boss Totò Riina; il triste epilogo di Falcone e Borsellino nelle stragi di Capaci e di Via d'Amelio. A questi tragici eventi, l'autore Dario Levantino, affianca la storia di Uccio, riservando momenti spiritosi che vanno un po' a smorzare e a far sedimentare i pensieri più forti legati alla mafia.Ho apprezzato tantissimo la caratterizzazione di questo tenero protagonista, in continua lotta con la sua coscienza, divisa tra bene e male, alla continua ricerca della giustizia, in tutta la fragilità di una paura che vuole trasformarsi in coraggio, quel coraggio di cui non fu mai privo Falcone, nonostante la consapevolezza di mettere a rischio la propria vita, nonostante il solido muro dell'omertà da abbattere, nonostante le ingiuste accuse e l'isolamento che fu costretto a subire. Una lettura importante, necessaria, che fa riflettere e che commuove. Una data, il 23 maggio del 1992, giorno della strage di Capaci, che rimarrà sempre scolpita nel cuore di chi non potrà mai dimenticare quel coraggio... Complimenti a Levantino che ha rievocato tutto ciò con parole semplici ma potenti ed anche con qualche inflessione dialettale che ha ben reso i personaggi e l'ambientazione. Una curiosità: Uccio è realmente esistito. Era un vecchio cane che ha speso gli ultimi anni della sua vecchiaia accucciato spesso ai piedi della statua di Falcone e Borsellino, poste nell'atrio del palazzo di giustizia a Palermo.