Massima espressione della commedia italiana del Rinascimento e composta da Machiavelli nel periodo del forzato esilio da Firenze, La Mandragola ruota attorno al tema della beffa. Tema essenzialmente rinascimentale, che qui si fa spietata condanna dell'ipocrisia e della corruzione di una società in cui sembra non esservi spazio per l'innocenza. Costruita come una perfetta macchina teatrale, come un impeccabile congegno di comicità libertina, la commedia si muove in realtà in una luce di livida amarezza in cui la comicità si fa sarcasmo, aspra accusa, spietata irrisione. Di ciò è mirabile espressione Lucrezia, personaggio femminile di singolare modernità, la donna innocente corrotta dalla sensualità di Callimaco, dallo sciocco e spietato egoismo del marito, dall'ipocrisia del confessore, e che finirà per assumere, come una rivendicazione di indipendenza, la colpa a cui è stata costretta.
The Prince, book of Niccolò Machiavelli, Italian political theorist, in 1513 describes an indifferent ruler to moral considerations with determination to achieve and to maintain power.
Niccolò di Bernardo dei Machiavelli, a philosopher, musician, and poet, wrote plays. He figured centrally in component of the Renaissance, and people most widely know his realist treatises on the one hand and republicanism of Discourses on Livy.
Commedia capolavoro del teatro cinquecentesco, si basa sui moduli di Terenzio e di Plauto riconoscibili nell’intreccio lineare, nella vivacità dei dialoghi, qui impreziositi da una prosa fiorentina capace di restituire il vernacolo dell’epoca caratterizzando i singoli personaggi. Commedia di successo, successivamente messa all’indice dall’Inquisizione e poi riabilitata quando la laicizzazione statale non è stata più ritenuta scandalo e parliamo del nostro secondo dopoguerra. Vive tuttora nel luogo a sé più congeniale, il teatro. Il tema principale, di natura boccacciana, è la beffa ai danni dell’ingenuo, dello sciocco: si tratta infatti di un raggiro ai danni di un marito che vorrebbe un figlio dalla propria moglie e per ottenerlo si affida a un’ improbabile cura consistente nell’assunzione di una pozione ottenuta dalle radici della nota pianta velenosa, da parte della moglie che poi, essendo giaciuta prima con un uomo destinato a morte certa per averne assorbito il veleno, potrà ricongiungersi nuovamente con il marito il quale la troverebbe così fecondabile. Il protagonista principale è Callimaco, infatuato di Lucrezia, moglie di messer Nicia, che aiutato da Ligurio si finge medico e riesce a far crollare un debole e superficiale impianto morale: tutti cedono al male compresa la virtuosa Lucrezia che scopre il piacere sessuale derivato dall’incontro con un giovane uomo a dispetto del non vigoroso Nicia. La commedia, pur amara nelle considerazioni etiche che scaturiscono e che coinvolgono anche un frate, quindi trasversalmente ogni dimensione sociale, confermando la teoria dell’autore sulla corruttibilità della natura umana e sulla sua tendenza al male, è alleggerita dal tono ilare che coinvolge in primo luogo la dimensione del parlato: la lingua veicola, con volgarità vernacolari più o meno esplicite, una dimensione sociale che pare mossa solo dal puro piacere. La “Mandragola” è anche lo sguardo impietoso dell’autore costretto a “badalucchi” nel triste tempo dell’allontanamento da Firenze, deprivato di ogni partecipazione politica e civile: la beffa è il mezzo per scoperchiare l’apparenza borghese, la realtà è solo un gioco di ruoli in delicato equilibrio.
La mandragola è una commedia che mi ha ricordato molto quelle di Plauto, con una gogliardia e uno sfondo sessuale che mi ha richiamato alla memoria alcune novelle di Boccaccio. Belfagor non mi ha particolarmente impressionato. Piacevole lettura per un paio d’ore, ma se non l’avessi trovato nella libreria di famiglia, non lo avrei comprato.
-La Mandragola non mi ha particolarmente emozionato, l'ho trovata godibile nelle battute ma debole nella trama, inoltre il personaggio di Siro è abbastanza inutile;
-Belfagor è ironico e divertente;
-Le Lettere sono molto interessanti ma il linguaggio è molto difficile da capire quando si parla della situazione storico-politica (e le note non sempre sono sufficienti).