Dall’universo narrativo di Strangers in Paradise (citato) e da Rachel Rising, sua diramazione horror, una serie tutta dedicata a Zoe, l’infernale undicenne (“- Sei una ragazza atipica. Quanti anni hai?
- Non lo so. Solo il diavolo lo sa per certo”), bimba curiosa e spietata omicida.
Personaggio atipico, anti-eroina per eccellenza a cui Moore dona un senso dell’umorismo infantile che si trova sulle tracce di un’altra serial killer.
Il tratto di Moore è sempre elegante, dettagliatissimo, distinguibile, buona la caratterizzazione dei personaggi (l’attenzione dedicata alla costruzione dei personaggi femminili e delle loro dinamiche è un suo tratto distintivo).
La trama non è avvincente quanto quella delle storie che caratterizzano i suoi archi narrativi di maggior respiro, ma è difficile lasciar da parte il volume, una volta iniziato. Da leggere dopo la già citata serie Rachel Rising.