“Una prosa fluida, sicura, divertita. Un esordio perfetto.” Corriere della Sera
Questura di Milano. Giuliano Casablanca, detto Ginko, è un giovane commissario di polizia appena trasferito dalla Omicidi all’Ufficio Passaporti. Con la sua squadra – Panettone, poliziotto sovrappeso, Zhong, cino-romano che ha preferito la pubblica amministrazione al bar del padre, e Minimo Sindacale, instancabile sfaticato – sembra destinato a un lavoro tranquillo e abitudinario, in una lotta quotidiana contro il moloch della burocrazia. Ma Milano è una città piena di sorprese e, dietro la facciata dell’ordine e dell’efficienza, nasconde un lato oscuro...
Il commissario non ha perso il gusto delle indagini e approfittando delle vacanze del questore ricostruisce la storia di Issa, un maliano fuggito dal Centro di accoglienza di via Sammartini, lungo i binari della Stazione Centrale, e poi morto sul tetto di un treno che aveva come destinazione la Svizzera. Quello che all’apparenza sembra un semplice incidente di un migrante diretto verso un sogno di riscatto e libertà si rivelerà una storia di spaccio e di violenza. Un giallo perfettamente orchestrato sullo sfondo di una Milano bella e piena di contraddizioni, tra grattacieli e turisti, trattorie e sartorie d’alta moda, i migranti accampati alla Stazione Centrale e nei giardini di Porta Venezia, le case popolari e il Gratosoglio.
Con il suo formidabile esordio Paolo Maggioni si inserisce a pieno diritto nel solco della tradizione di autori “milanesi” come Giorgio Scerbanenco, Alessandro Robecchi, Dario Crapanzano, Sandrone Dazieri, Piero Colaprico, Gianni Biondillo e Andrea G. Pinketts.
Il romanzo d'esordio di @paolomaggioni82 ci catapulta in una Milano rovente, multietnica, frenetica, alle prese con un cambiamento epocale della sua gente e addirittura della sua lingua dovuta all'ingresso di numerosi extracomunitari che hanno cambiato nome ad alcuni suoi quartieri. Il commissario Casablanca si trova, per aver combinato qualcosa di non gradito ai suoi superiori, ai passaporti, insieme ad una combriccola di personaggi deliziosi: Zhong italo-cinese con il suo accento romanesco davvero esilarante, Panettone e i suoi chili in più, Minimo Sindacale chiamato così da sempre e il cui vero nome ormai è sconosciuto. La scomparsa di Kevin, che vive con la madre nel quartiere di Gratosoglio dove nei sotterranei di queste case popolari la malavita spaccia droga e si approfitta della precarietà della povera gente, si intreccia con la morte di Issa, giovane immigrato finito in questo girone infernale. Sarà Casablanca ad arrivare alla verità che si cela dietro tutto questo, permeato sullo sfondo dalle sue vicende personali con la fidanzata Camilla ed il suo amico fotografo Stukas. Una penna scorrevole, ricca di dettagli, ironica e consapevole rende la storia davvero avvincente e divertente. Molti anche gli spunti di riflessione su un mondo che è cambiato sotto i nostri occhi, sullo sfruttamento, l'immigrazione, l'integrazione e l'accoglienza. Spero di sentir ancora parlare di Casablanca al quale ci si affeziona così come ad una Milano bella e piena di contraddizioni, tra grattacieli e turisti, trattorie e sartorie d’alta moda, i migranti accampati alla Stazione Centrale e nei giardini di Porta Venezia. "Milano è una fisarmonica. Tutto è vicino. Tutto attaccato, tutto con un solo biglietto di andata e ritorno".
Mi è sempre piaciuto Paolo Maggioni, fin da quando lo ascoltavo su Radio2 a Caterpillar. È un ragazzo che ha fatto carriera ed ora è giornalista alla RAI. Mi è sempre piaciuto il suo modo di scrivere: semplice, asciutto ma capace di emozionare e coinvolgere i suoi lettori. È il suo primo libro e forse proprio per questo è un misto tra un romanzo ambientato a Milano e un noir. In certi versi è un po’ l’alter ego di Van Heinichen a Trieste. Vie, tram, locali e piazze di Milano diventano i protagonisti ma c’è anche un lato sociale molto interessante che “spinge” nel libro ossia il tema dei migranti e dei quartieri dove si lotta per sopravvivere. Non tutto è oro quel che luccica ma Milano è comunque una meta per tutti coloro i quali rincorrono i propri sogni.
Questo è un romanzo d’esordio di quelli che fatichi a mettere giù, e quando lo fai è proprio perché devi. Il libro di Paolo Maggioni è un giallo milanese che ti colpisce immediatamente per lo stile di scrittura e poi si insinua sotto pelle, con i suoi protagonisti così reali che potrebbero essere i tuoi vicini di casa. Maggioni ha una scrittura calda, incisiva e precisa, che senza dilungarsi troppo nelle descrizioni disegna con estrema bravura i suoi personaggi e soprattutto la sua città: una Milano brulicante di vita, dal centro ai quartieri più periferici. A volte sembra quasi di sentire il caldo estivo delle sue piazze e di vedere i questuanti dell’ufficio passaporti, o ancora di sentire gli odori che escono dai negozi che affollano la città. È una scrittura velata da un umorismo onnipresente che smorza la tensione dei momenti più seri e rende la storia assolutamente affascinante, grazie alla sua capacità di farti sorridere mentre dipana un intreccio degno dei migliori gialli. La formazione giornalistica dell’autore qui è ben evidente: quando sceglie di parlare di un argomento, sa esattamente di cosa parla. E così ci trascina nel mondo dei Centri di Accoglienza, dei profughi che si adattano per sopravvivere, di sogni infranti davanti a un confine, dell’incapacità dello stato di trovare un rimedio adeguato. Ha scelto un argomento che ovviamente gli sta a cuore e sa perfettamente come parlarne. Una storia seria e divertente al tempo stesso, di quelle che ti offrono molto di più di quello che credevi. Una lettura che mi ha ammaliato fin dalle prime pagine, ponendosi tra i romanzi più belli di quest’anno.
Micro-recensioni (solo in italiano) per questo e per altri libri in questo post sul mio blog.
Ho letto La calda estate del Commissario Casablanca, di Paolo Maggioni, giornalista prestato alla narrativa: un altro giallo, come quelli bellissimi di Alessandro Robecchi, ambientato nella mia Milano, in queste pagine sudata come non mai, solidale ed egoista, disperata e accogliente. È il suo debutto, e spero che molti altri libri seguiranno.
«Come succede spesso, ogni eccesso fa un giro talmente largo da diventare accettabile, gradevole, condivisibile.»
🏳️🌈🏳️ Il degrado della periferia, le storie dei migranti e dei padri che cercano di regalare ai figli un’adolescenza serena, un matrimonio con #dresscode in arancione e tante altre umane vicende, descritte con leggerezza e con tutta l’umanità che portano con sé. I soldi per acquistare il “biglietto dei sogni”, le prigioni imbuto in Libia, gli sbarchi, i corridoi umanitari, storie che sembrano suonate lontano ma la cui orchestra è proprio dietro l’angolo di casa nostra e non si può più far finta di non sentire. 👮♀️📰
Libretto veloce da leggere, magari non in una di quelle giornate afose tipiche dell’Agosto milanese. Storia banale, sicuramente non “mozzafiato”, forse più un pretesto dell’autore per raccontare Milano e le sue varie umanità.
Divertente e avvincente thriller ambientato nella Milano odierna, nella quale il commissario Casablanca si trova catapultato dal tranquillo ufficio passaporti al campo, per risolvere un caso di apparente incidente che rivelerà ben diverse trame e questioni attuali e irrisolte
Libro lento e confusionario. Bella la tematica sui migranti, ma sembra che l'autore non abbia avuto le idee chiare e che abbia deciso tutto nelle ultime. 50 pagine