Una lettura stupenda, volata via in un soffio, alla quale non è mancato davvero nulla: si sono alternate ansie e sorrisi, qualche lacrima e persino la voglia di andare sempre avanti, sebbene conoscessi già il mito e quindi il finale della storia. E lo ammetto pure: quando sapevo che stavano per accadere cose spiacevoli, ho sperato che l'autore ci regalasse qualche colpo di testa. Ma lui è stato fedele ed elegante nella sua operazione, ahimè e per fortuna!
Lo stile è quello di Rodari, piacevolissimo, intriso di ironia, moderno senza rinunciare alla classe di una lingua accurata e alla scelta delle parole. I personaggi, così, sembrano più vicini, più reali, senza perdere comunque la loro aura mitologica. Il mio preferito in assoluto resta Ercole, che qui è davvero irrefrenabile, simpatico, eccessivo, il tipo divertente e un po' scemotto della compagnia, ma che alla fine si rivela essere il più acuto quando si tratta di ragionare con il cuore.
Al secondo posto metto Teseo, che è splendido, trasuda carisma ed equilibrio... insomma, fa la sua parte da eroe perfetto, e fino alla fine, perché l'autore, in mezzo a tanto splendore, insinua abilmente (e giustamente) l'ombra dell'imperfezione.
Atalanta, infine, è probabilmente ciò che tutte le bambine dovrebbero essere, o almeno aspirare a essere. Ovviamente, attraverso di lei, l'autore ci insegna tanto. Atalanta è un racconto sulla crescita, sulla scoperta di sé, dell'amicizia e dell'amore, del coraggio e anche della rinuncia. Per questo credo che sia un libro che, a prescindere dall'amore per la mitologia classica, andrebbe letto da tutti.