Questo breve manuale vi servirà per imparare ad amare quel fenomeno che chiamano gentrificazione ma che a noi sembra soltanto buon senso. Incomincerete cosí a intravedere la possibilità di un albero o di un orto urbano nascosta dietro ogni senzatetto. A sognare spacci di birre artigianali al posto di quei tremendi minimarket «etnici» e progettare con la fantasia ostelli di lusso nella vostra social street. A immaginare finalmente un futuro per le città che sia di buon gusto, a nostra immagine e somiglianza e pieno di beni comuni. Ovviamente è tutta una parodia, ma non c’è troppo da ridere; perché leggendo queste pagine caustiche scritte da Giovanni Semi vi renderete conto che la distopia illuminata che inscenano è ovunque, piú reale e inquietante di qualsiasi parodia.
Breve manualetto dai toni sarcastici e irriverenti che critica con un po’ di sano umorismo la gentrificazione e le politiche di sostituzione di classi sociali urbane svantaggiate a favore di quelle più ricche, in un processo che è però mascherato con la scusa del risanamento di quartieri popolari/poveri. Una vera e propria “colonizzazione” urbana che non elimina davvero il problema (la povertà) ma si limita solo a nasconderlo e allontanarlo dove può causare meno fastidio.