Ebbene sì, anch'io so dare una stella come voto. Peccato davvero, perché avevo voglia di leggere un secondo De Carlo dopo la lettura, un anno fa, di "Tecniche di seduzione": lo avevo trovato autentico e coinvolgente. Purtroppo però il secondo romanzo su cui è caduta la mia scelta non è nessuna delle due cose. Se la quarta di copertina allude a un thriller avventuroso e mozzafiato, la verità è che "Mare delle verità" è una storiella d'amore (ma neanche quello...) scialba e insapore che risulta essere pure noiosa.
Il protagonista Lorenzo torna a Roma in occasione della scomparsa del padre virologo e viene a conoscenza, attraverso l'attivista ecologista danese Mette, che il padre custodiva una copia preziosissima del memoriale di un sacerdote africano morto di AIDS, nel quale attaccava la Chiesa per la sua posizione contro la contraccezione. Ma questo, insieme al "tema della sovrappopolazione", vale solo come pretesto per scrivere: in realtà una trama non c'è, il libro racconta dell'infatuazione/passione/innamoramento istantaneo del protagonista per la bella-dai-capelli-rosso-miele Mette e della sua scelta di aiutarla e seguirla in capo al mondo dopo averla vista...tre volte? E' tutto lì, descritto in una maniera che ad un certo punto diventa fastidiosa, perchè Lorenzo sembra avere sedici anni e non oltre 40 come invece ha. Ma anche la caratterizzazione latita: di Lorenzo, in oltre 300 pagine, non si impara pressoché niente, Mette sembra lo stereotipo della attivista nordica (libera, indipendente, dedita a cause umanitario-ambientali del terzo mondo) e gli altri personaggi sono solo comparse, in quanto si dileguano tutti velocemente senza dare impronta alla storia per lasciare il lettore al turbinio di sudori e pensieri del nostro mentre sbava sulla sua ganza. Forse - ma solo forse - potrebbe piacere a un adolescente odierno che si prende una bella cotta a uno dei tanti "Fridays for Future". Si può fare molto di meglio.