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La sposa della seta

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Giappone, 1939. Un vento freddo scompiglia i capelli di Omiko Tetsukoshi, appoggiata al parapetto della nave. Sta tornando in Giappone, dopo cinque anni di studio negli Stati Uniti, e non vede l'ora di raccontare alla famiglia ciò che ha imparato in Occidente. Ma, quando fa scorrere il fusuma, trova una casa molto diversa da quella che ricordava: sua madre indossa un kimono tradizionale e la sorella minore ha rinunciato agli studi preferendo il matrimonio. Persino suo padre, proprio lui che l'ha incoraggiata a imparare la scrittura e la lingua inglese, ora vorrebbe darla in sposa al figlio del barone Sagami, rampollo di una prestigiosa famiglia che controlla il commercio della seta. Omi, invece, si sente a proprio agio solo quando indossa attillati abiti parigini e scarpe coi tacchi alti. Non ha paura di essere notata dai soldati che, sempre più numerosi, marciano per le strade di Tokyo. Ma quando il Giappone entra in guerra e la città diventa sempre meno sicura, non ha scelta: se vuole proteggere la sua famiglia, deve accettare la corte di Sagami e diventare una «sposa della seta». Ma Omi sa di essere molto più di una semplice moglie. Il suo paese ha bisogno di donne come lei, che hanno il coraggio di parlare con franchezza e sono capaci di prendere decisioni nei momenti difficili. La sua forza è come il fiore del ciliegio che germoglia dopo ogni inverno, aprendosi al vento dolce che richiama la primavera.

352 pages, Paperback

First published January 1, 1947

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About the author

Oswald Wynd

23 books27 followers
Aka Gavin Black

From Wikipedia:

Oswald Wynd (1913 – 1998) was a Scottish writer, born in Tokyo of parents who had left their native Perth to run a mission in Japan.
He attended schools in Japan where he grew up speaking both English and Japanese. In 1932 he returned with his parents to Scotland, and studied at the University of Edinburgh and began to write novels. When World War II came he joined the Scots Guards but was then commissioned into the Intelligence Corps and sent to Malaya. At the time of the Japanese invasion, he was attached to the Indian Army on the east coast of Malaya, and his brigade covered the final withdrawal to Singapore. Cut off by the Japanese advance, he was lost alone for a week in the Johor jungle. Eventually he was captured and spent more than three years as a prisoner of war, during which time he was mentioned in dispatches for his work as an interpreter for prisoners.
In Hokkaidō, during the last year of the war, he began a novel, Black Fountains, which in 1947 won the Doubleday Prize.[1][2]
After the war he returned to Scotland, via the Philippines, having now spent some twenty-three years of his life in the Far East. He lived in Scotland until his death in 1998 writing, among other books, the much admired The Ginger Tree and a series of highly successful thrillers under the pseudonym of 'Gavin Black'.
In the late 1980s The Ginger Tree was turned into a television series by the BBC, with NHK, Japan and WGBH Boston [3][4], starring Samantha Bond as the protagonist.

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4 (4%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for La testa fra i libri.
764 reviews30 followers
May 26, 2022
La sposa della seta è ambientato nel difficile periodo storico in cui il Giappone dichiara guerra alla Cina. È un libro che mai mi sarei immaginata di leggere perché i libri con tematiche di guerra non sono nelle mie corde ma per fortuna che l’ho letto.

Dopo cinque anni trascorsi all’estero Omiko torna nella sua patria e fin dal primo sguardo alla banchina del porto, nota che qualcosa non va nell’atteggiamento dei suoi genitori. La ragazza ha assunto lo stile europeo non solo nell’abbigliamento, ma anche nel comportamento, nell’emancipazione e nella libertà di pensiero. Del resto, prima di recarsi in America, il padre si è sempre dimostrato di mentalità aperta, apprezzando il miscuglio di culture e facendo istruire le due figlie. Purtroppo Omiko si stupisce del cambiamento, della rigidità tradizionale della sua cultura e che a fatica riconosce anche nella lingua e scrittura. Non è la vita che conosceva e nota che i genitori sono condizionati dalla tradizione e dall’apparenza sociale.
Lo scontro è immediato e la ragazza non riesce ad accettare il fatto che deve abbassare la testa e tacere, dipendendo dalle decisioni del padre per evitare che la gente parli, considerando il ruolo che la famiglia Tetsukoshi ha nella società. Sulle prime riesce ad assumere un atteggiamento quasi ribelle e provocatorio, ma poi cambia tecnica e inizia a capire che ‘agire da dietro alle quinte’ è più vantaggioso.

Emblematiche le figure della madre e della sorella di Omiko che si comportano come se fosse giusto il loro ruolo, accettandolo in ogni sua forma senza ribellione e con estrema compostezza. Ma come loro tutte le donne giapponesi di quel tempo.
Più arguta e sottile nel comportamento è la contessa Kamaibashi, che sembra andare contro le intenzioni del governo del paese e che ha dei progetti segreti da portare a termine grazie alla collaborazione di persone fidate. Il suo personaggio è affascinante perché non teme il pericolo e sembra sfidare le convenzioni.

Gli uomini con cui si relaziona Omiko sono sia giapponesi che occidentali e ognuno di loro è caratterizzato mantenendo fede alla cultura e livello sociale. Ho avuto come la percezione che l’autore fosse deciso nel far notare queste differenze al suo lettore, sopratutto in relazione con le donne. Ovviamente il padre di Omiko è rigido, a tratti sembra in difficoltà, ma mantiene quella sorta di facciata che deve mostrare agli altri.

Fin dall’inizio Ishii si mostra propenso a un’apertura verso il resto del mondo e le sue idee, espresse con ironia, lasciano basite le persone più grandi di lui. Avendo vissuto anche lui all’estero per due anni, comprende Omiko e quella sorta di tormento che l’avvolge, solo che lui è un uomo e di potere, quindi molte cose non le vive sulla sua pelle come invece la sua sposa. Lui appare determinato, idealista e convinto di salvare il suo paese.

Incantevoli i paesaggi, le descrizioni degli interni che arricchiscono la storia unendo le tradizionali linee architettoniche giapponesi a quelle europee. C’è anche un occhio di riguardo per il cibo, il rito del tè e dell’ospitalità che mostra un’accuratezza narrativa del periodo storico.

La pericolosità della guerra è dentro a ogni pagina: le spie e la resistenza, gli accordi e i sotterfugi, le alleanze e i conflitti. È una descrizione storica che mostra un altro punto di vista, un altro vissuto che non si trova nei libri di scuola. Spesso si percepisce la tensione nelle parole e gesti ma anche nell’aria che l’autore è stato capace di creare utilizzando le parole.

Durante la lettura ho avuto la sensazione che la storia fosse un giocoliere che si manteneva in equilibrio fra la tradizione e la modernità, l’occidente e l’oriente, il desiderio di libertà anteposto al rispetto. Ogni personaggio riesce a stuzzicare il senso di capire chi ha ragione e chi ha torto, chi agisce nel bene e chi nel male, chi è dalla parte dei vincenti e chi da quella dei perdenti.

La scrittura di Oswald Wynd è incalzante, esaustiva e realistica. Con poche parole riesce a esprimere dei lunghi concetti e descrivere le situazioni che si stanno leggendo. La struttura che ha dato alla storia, e il susseguirsi degli eventi, è incisiva grazie all’inserimento dei pensieri, e dei tormenti, di Omiko e del suo cercare di mantenere la mente lucida anche quando avrebbe voluto chiudere gli occhi per riaprirli e trovarsi davanti un paesaggio diverso.
Profile Image for Bobbie Darbyshire.
Author 10 books22 followers
May 22, 2022
During the author’s last year as a Japanese POW, he began writing this novel, which in 1947 won the first-novel Doubleday Prize and $20,000.
The son of Scottish missionaries to Japan, Wynd was born and raised there. In 1932 he returned with his parents to Scotland. At the outbreak of WWII. He joined the Scots Guards and was sent to Malaya, where before long he was captured by the Japanese. He could communicate fluently with them and was mentioned in despatches for his work on behalf of his fellow prisoners.
Black Fountains relates the experiences and impressions of a young, American-educated, Japanese girl returning to Japan as WWII unfolds.
Wynd’s later novel, The Ginger Tree, is one of my best-ever reads – I’ve read it three times and it is always as brilliant. He went on to write numerous thrillers under the pseudonym Gavin Black. I tried one and it wasn’t for me, but I was curious to see if Black Fountains matched up to The Ginger Tree. It doesn’t match up in style and accomplishment, but it is fascinating nonetheless.
It is currently out of print but I obtained a copy, print on demand, from Isha Books in New Delhi.
Profile Image for Miriel68.
483 reviews6 followers
June 20, 2022
E' un libro interessante soprattutto per il tema trattato. Siamo in Giappone nel periodo dal 1939 fino al 1946 circa e lo viviamo dal punto di vista di una giovane donna giapponese emancipata, tornata in patria dopo diversi anni passati negli Stati Uniti, per scoprire che intanto nel suo paese sono avvenuti profondi cambiamenti non solo politici ma anche sociali. Tra la ribellione (non molto convinta) e l'adattamento al suo ruolo sociale, la protagonista cerca di ritrovare il suo posto e la sua strada.
La debolezza principale del romanzo e si tratta purtroppo di un difetto assai importante, è la tecnica di narrazione. I personaggi principali si presentano tramite dialoghi interiori perfettamente organizzati del tutto improbabili psicologicamente ovvero fanno conversazioni altrettanto improbabili a puro scopo espositivo.
Attenzione: il titolo italiano non corrisponde bene al tema centrale del libro.
8 reviews
April 21, 2025
Scoperto dopo "L'albero di Zenzero", molto bello, amo la scrittura di Wynd e seppur abbia dovuto abbandonarlo e riprenderlo più volte, me lo sono goduto lo stesso...
Omi è un personaggio davvero moderno e ben scritto e la storia è si avvincente ma forse confusionaria. Ad un certo punto mi è sembrato che la storia di Omi fosse in secondo piano, un contorno per parlare dell'aspetto socio-politico del Giappone anni '40, lo stesso con Ishii (forse solo le sotto trame di Senta etc sono meno pregne di guerra e spionaggio e critica politica, anche se immerse in questi contesto).
Adorabili le descrizioni dei paesaggi, esterni e interni dei personaggi e dei loro modi fare e agire e il rapportarsi agli/con gli altri personaggi (Omi ed Ishii sono veramente ben scritti, il loro rapporto è molto "vero"), e seppur non mi ha convinto a tratti alla fine mi ha catturato e lo consiglio anche agli amanti dei "spy/thriller" leggeri.
Profile Image for Sproloqui Di Deb.
149 reviews3 followers
August 1, 2022
Amante dell'Oriente quale sono, non potevo farmi sfuggire una lettura ambientata nel Giappone del '39.
Per chi come me è ancora diciamo all'inizio del percorso per scoprire il Giappone di ieri e di oggi, è un buon libro.
La protagonista Omi, sembra in lotta con sé fin da subito. La sua parte "occidentale" creata nei suoi anni di college in America e la sua parte "giapponese tradizionalista" che i suoi genitori le impongono fin da subito al suo rientro, in linea con quelli che erano i pensieri del tempo.
Con i suoi occhi, vediamo il Giappone entrare in guerra, il cambiamento del pensiero nipponico e le paure e follie commesse da molti.
Il finale mi ha lasciata perplessa e con qualche interrogativo.
Una lettura nonostante i molti monologhi interiori, scorrevole e a tratti incalzante.
Profile Image for Marica.
3 reviews
November 11, 2022
Vivere la storia attraverso la prospettiva migliore, quella delle persone comuni; un punto di vista sul Giappone, durante la seconda guerra mondiale, inaspettato, femminile, diverso. Una scrittura che va dritta al punto, non fredda ma istantanea. Zero romanticismo, molta verità.
17 reviews
December 26, 2023
Storia molto bella, mi ha lasciata un po' così il finale aperto, ma è questione di gusti personali. La lettura è molto piacevole e la storia appassionante
Profile Image for Chiara171.
499 reviews27 followers
September 28, 2022
Non all'altezza de "L'albero dello zenzero", ma questo fu il primo romanzo scritto dall'autore, nel 1943-1947 durante la prigionia in Giappone e subito dopo, mentre "L'albero dello zenzero" è del 1977, nella sua piena maturità espressiva.
Impossibile comparare l'esordio narrativo, potente ed affascinante ma indubbiamente più acerbo, con il suo contraltare più famoso e conosciuto.
Differente la maturità, identiche le suggestive descrizioni del Giappone del periodo, della sua cultura, società, politica e natura, scritte da un occidentale con animo orientale.
Profile Image for Megse.
57 reviews
July 9, 2025
The plot of the novel is captivating and never bores. What impressed me the most is the historical and cultural research behind the writing ... comes out as impressive to say the least. Wynd pays attention to every detail, which is quite incredible considering that it was written in 1947!!
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