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Chi possiede i frutti della terra

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Una mela qualsiasi non è mai una mela qualsiasi. È il risultato di una selezione genetica che l’ha resa perfetta e di proprietà esclusiva di industrie genetiche che controllano l’intera filiera. Questo reportage che attraversa le isole Svalbard fino ad arrivare alle campagne pugliesi, dall’America di fine Ottocento ai potenti club che oggi decidono chi può coltivare, per la prima volta mette in luce le nuove forme di controllo del cibo e i rischi per la biodiversità e gli ecosistemi.

Mangiamo poche specie vegetali e pochissime varietà, tutte uguali le une alle altre. Esteticamente perfette. È un fatto naturale? Assolutamente no. È un fatto neutro e senza conseguenze? Assolutamente no. Nel corso dell’ultimo secolo si è perso il 75% delle piante e dei frutti commestibili a favore di varietà esteticamente perfette. Le mele che acquistiamo al supermercato sono, infatti, il risultato di una selezione genetica che le ha rese identiche le une alle altre. Il kiwi giallo o l’uva senza semi che hanno invaso i mercati, sono gestiti da potenti club che oggi decidono chi e come può coltivare frutta sotto brevetto. Pochi e potenti gruppi industriali hanno estromesso dal mercato altre varietà, riducendo drammaticamente l’agrobiodiversità e imponendo un modello produttivo che ha radicalmente trasformato l’agricoltura, rendendo i coltivatori dei semplici licenziatari. Una inchiesta sul campo che, per la prima volta, mette in luce le nuove forme di controllo del cibo e i rischi per la biodiversità.

224 pages, Paperback

Published January 1, 2022

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42 people want to read

About the author

Fabio Ciconte

5 books6 followers
Fabio Ciconte è direttore dell’associazione ambientalista Terra! e portavoce della campagna Filiera Sporca, contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, di cui ha curato i rapporti di ricerca. Impegnato da anni in battaglie ambientali e sociali, ha realizzato diverse inchieste giornalistiche sulle filiere agroalimentari per “Internazionale” e redatto pubblicazioni e studi per enti pubblici e privati.

Componente del comitato scientifico della Fondazione “Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e sul sistema agroalimentare”, guidata dal procuratore Giancarlo Caselli.

Per quasi un decennio Direttore dell’ufficio attivismo di Amnesty International Italia e, negli anni precedenti, di Greenpeace Italia.

Fabio Ciconte è autore, insieme a Stefano Liberti, de Il Grande Carrello – chi decide cosa mangiamo, un libro (edizioni Laterza) che disvela da dove arriva il cibo che compriamo al supermercato, chi ne decide il prezzo e la disposizione sugli scaffali, chi paga davvero il costo delle offerte promozionali e qual è l’impatto sulla qualità dei prodotti che mangiamo. Due giornalisti, autori delle più importanti inchieste sulle filiere agro-alimentari, ci svelano i segreti che si nascondono dietro gli scaffali dei supermercati.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Vanessa M.
65 reviews2 followers
August 20, 2022
A must-read ( if you speak Italian) to understand biodiversity and the threat agriculture practices are creating to it. We've lost 75% of fruits and vegetable biodiversity because we've created perfect but unforms breeds, created and selected by breeders, who control them, distribute them and collect royalties. All this because of US laws in the early XX century that allowed to patent new plant breeds. The danger now is that we are losing the gene banks that would allow us to grow new varieties resistant to new diseases appearing. We are also transforming farmers into growers who cannot control the plants they grow. The budgets in agricultural research is mostly in the hands of private interests whilst governments of FAO should be developing new breeds, fostering alternative varieties and encouraging small farmers trying to maintain biodiversity.
Profile Image for Marta.
98 reviews1 follower
August 25, 2022
Molto interessante!!!!! Consiglio a tutti.
2 reviews
January 1, 2023
Interessante visione sull agricoltura e su come le multinazionali cercano il guadagno dalla privatizzazione della natura
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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