Stavolta il romanzo non è ambientato a Bellano, il lago non viene nemmeno nominato. Siamo sicuramente in un paesino lombardo, alta Lombardia visto il linguaggio usato dai protagonisti, in un tempo imprecisato, a cavallo tra gli anni 60 e 90, in pieno boom economico.
Il protagonista, che racconta in prima persona, è il proprietario di un ben avviato negozio di ferramenta cui si dedica anima e corpo. Tutto casa e bottega, visto che la casa si trova al piano superiore.
La sua vita e il racconto girano intorno al negozio , che orgogliosamente ci tiene a specificare di aver aperto e condotto con fatica e onestà, e che spera un giorno di lasciare in eredità a uno dei suoi figli perché continuino con la stessa passione la sua attività.
Non conosciamo il nome del protagonista né quello della moglie, ma dei figli sì:
Alice, la maggiore, femmina perciò esclusa dall'obbligo di lavorare in ferramenta, che vorrebbe continuare a studiare all'università ma è costretta addirittura a lasciare il suo lavoro di maestra per sposare un uomo scelto dal padre, scelta infausta.
Alberto, il figlio in cui sono riposte le speranze del padre, ma che sceglierà di seguire la strada scelta per lui da un altro padre.
Ercolino, ultimo figlio, gracile e sempre affamato, lasciato quasi sempre ai margini dei pensieri del padre, dedito completamente agli studi filosofici in cui eccelle, ma che alla fine darà il colpo di grazia alle ambizioni, e non solo a quelle, del padre.
Le vicissitudini di questa famigli, benché a volte drammatiche, sono raccontate in modo veramente spassoso, alla figura del padre ci si affeziona, pur considerando che è un padre che vuole essere padrone della vita dei figli e capirà a sue spese che ognuno ha il diritto di seguire la propria strada.
Ci fanno sorridere i suoi ragionamenti, i suoi battibecchi con la moglie, le sue argomentazioni basate sulla filosofia del lavoro. Spassosa la descrizione della famiglia benestante della nuora Claudia, la stangona un po' antipatica, il consuocero , titolare di una concessionaria, dalle scarpe che scricchiolano , la consuocera dalla faccia da mal di fegato.
Libro letto velocemente, solo 167 pagine, e devo dire che mi è piaciuto molto, più degli ultimi romanzi " bellanesi" dove le storie più o meno si assomigliano tutte.