3,5 ⭐
👁️🗨️ "Baby Blue" di Bim Eriksson è ambientato in un futuro non troppo lontano da noi, in cui felicità e benessere psicologico sono imposti per legge.
🙂 Un apposito ministero traccia ogni sintomo di devianza psichica, controlla la circolazione delle informazioni e interviene, tramite i suoi socioguardiani, ogni volta che una persona manifesta un'emozione diversa dal sorriso.
Insomma, vietato essere tristi. Perché la tristezza, come diceva Huxley ne "Il mondo nuovo", ci permette di pensare, e il pensiero è una cosa intollerabile in un regime totalitario.
👩🏼⚕️ In nome della produttività si fanno trattamenti sanitari obbligatori e vaccinazioni contro tutto ciò che viene identificato come malattia mentale.
Il corpo dei socioguardiani e il personale sanitario sono costituiti da persone che sembrano robot, che agiscono senza pensare a ciò che stanno facendo, che propinano il messaggio del governo come fosse verità assoluta. Sono persone senza anima, meri strumenti nelle mani del governo.
🏨 Dopo una giornata impossibile, Betty Pott viene convocata all'istituto di psichiatria e di salute popolare dove, mentre subisce una flebo di stabilizzatore emozionale, conosce Berina.
L'incontro con Berina le apre le porte di un mondo di cui non sospettava nemmeno l'esistenza, un mondo dal quale opporsi al regime, "la resistenza che germoglia negli inferi".
🔵 Il tratto dei disegni è blu, per cui, sono presenti solo il bianco e il blu come colori. Non so quale fosse la reale intenzione dell'autrice, ma la mia personale interpretazione è che abbia scelto il blu per via dei suoi effetti sul nostro corpo. Infatti, è stato dimostrato che questo colore riduce la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la frequenza del respiro, facendoci quindi "rilassare". Perfetto per una distopia in cui il benessere psicologico è imposto per legge.