Di certi argomenti non si parla spesso, non nel modo giusto, perché sembra impossibile raccontarli nel modo giusto.
O almeno così dicevano quando ero ragazzina, quando non si parlava, si sottostava e basta.
O eri il capo gruppo o eri nel gruppo o eri la vittima.
E ci voleva poco a passare nella parte della vittima, bastava essere un po' più grassa, bassa, meno atletica, troppo magra, di un etnia diversa, di una regione diversa. Bastava amare leggere, guardare i cartoni, o forse essere solo un po' timidi.
E, a volte i peggiori nemici li avevamo in casa, con madri che fanno commenti sbagliati, perché ci sono cresciute loro stesse, nonne che, anche senza cattiveria spingono su qualcosa che ti fa male, amici che non sentono il tuo urlo silenzioso mentre non sai come chiedere aiuto, i bulletti che ti ridicolizzano, il gregge di pecore che li segue, i professori che non capiscono.
In queste nove storie sono certa che ognuna di noi si ritrova, ognuna di noi può dire "ehi quella sono io, questo l'ho vissuto io. "
Ed è terribile che storie come queste ci uniscono, ma è per questo che vanno raccontate, perché nessuna deve credere di essere sola, perché insieme si è più forti, perché se una speranza per il futuro c'è bisogna fare un grande rumore per farci ascoltare.