Il Novecento si apre con l’apocalisse poetica di M.P. Shiel. La sua “Nube Purpurea” accende l’immaginazione di artisti e intellettuali, e tra questi almeno due rilanciano in modo originale e personale la propria Jack London nel 1912, con “La Peste Scarlatta” e Arthur Conan Doyle nel 1913, con “La Nube Avvelenata”.
Ne “La Nube Avvelenata” l’estinzione del genere umano avviene a causa di un veleno di origine spaziale che avvolge l’atmosfera terrestre. L’unica persona del pianeta in grado di prevedere il pericolo incombente è il professor Challenger che, dopo aver inutilmente diffuso l’allarme tramite un articolo sul Times, chiama a raccolta i suoi tre amici di sempre. La squadra si rinchiuderà nella tenuta del professore dove assisterà dalla finestra all’evolvere dell’apocalisse.
Un breve gioiello dimenticato del padre di Sherlock Holmes che oggi, a distanza di più di un secolo, risuona più profetico e attuale che mai.
Il volume contiene anche il racconto “Giocare Con Il Fuoco”, scritto da Arthur Conan Doyle nel 1900
Sir Arthur Ignatius Conan Doyle was a Scottish writer and physician. He created the character Sherlock Holmes in 1887 for A Study in Scarlet, the first of four novels and fifty-six short stories about Holmes and Dr. Watson. The Sherlock Holmes stories are milestones in the field of crime fiction.
Doyle was a prolific writer. In addition to the Holmes stories, his works include fantasy and science fiction stories about Professor Challenger, and humorous stories about the Napoleonic soldier Brigadier Gerard, as well as plays, romances, poetry, non-fiction, and historical novels. One of Doyle's early short stories, "J. Habakuk Jephson's Statement" (1884), helped to popularise the mystery of the brigantine Mary Celeste, found drifting at sea with no crew member aboard.
Il racconto distopico della fine del mondo ad opera di una nube tossica che istantaneamente soffoca, nell'atto in cui si trovano, le persone di tutto il mondo. Uno scienziato che lo aveva previsto e tre suoi amici si ritrovano a prorogare tale momento grazie alla provvista di ossigeno cautamente procuratasi e diventano osservatori della tragedia. Il racconto introduce direttamente la tragedia, senza preparazione né creazione del giusto pathos, è lento e pesante, indulgente a descrizioni del paesaggio un po' noiose, per poi precipitare verso una conclusione altrettanto inspiegabil. Interessanti le riflessioni, sia pure sbrigative e poco approfondite che però non danno luogo a coinvolgimenti emotivi per la loro stessa natura un po' frettolosa e superficiale. Sembra quasi un essai scritto così come uscito dalla penna, pensieri raccolti da sviluppare.
Sono rimasto deluso dalla sua narrazione frettolosa (potevo aspettarmelo visto le poche pagine). Mi è sembrato ci fossero molte opportunità per approfondire la trama e lo sviluppo dei personaggi, ma che talvolta sono state mancate totalmente. L'incipit del libro era promettente e mi ha catturato fin dall'inizio. Tuttavia, non avevo il tempo di immergermi completamente nella narrazione. Ciò ha reso difficile sviluppare un legame emotivo con i personaggi e apprezzare appieno i colpi di scena. Infatti, I colpi di scena mi sono sembrati poco efficaci a causa della fretta con cui sono stati presentati. Invece di essere sorpreso o colpito dalle rivelazioni, mi sono trovato confuso e insoddisfatto. Sembra che l'autore abbia cercato di inserire troppi eventi in poco tempo, sacrificando la coerenza e la profondità della storia. Le descrizioni nel libro sono interessanti, ma spesso sembrano non portare da nessuna parte. Questo mi ha dato la sensazione che ci fosse qualcosa di non detto da parte dell’autore. In conclusione, mentre il libro ha avuto un inizio promettente, la sua brevità e la fretta nel racconto ne hanno compromesso il potenziale. Peccato…