Bellissimo libro❤️❤️
Si vede che l'autrice ci tiene tantissimo a questo argomento e che ha tantissima esperienza.
Un libro che offre un sacco di spunti di riflessione, in particolare sul problema per cui spesso, a causa di ferite/traumi familiari/straripanti attenzioni da parte dei genitori sul bambino, che quindi non sviluppa un rapporto autonomo con sé stesso/affetto negato durante l'infanzia/genitori problematici... - a causa, in sintesi, di tutto ciò e altro, spesso poi, nella relazione con l'altro, gli si chiede di darci conferme, di darci valore, di darci uno scopo... E ovviamente da queste premesse non può nascere un rapporto sano. E in generale, non si possono creare legami veri, perché si finisce di accettare dall'altro ogni sorta di soprusi pur di non perdere quello che si considera "amore", e dall'altra si infierisce contro di lui in una sorta di "vendetta" per quell'amore che viene negato.
L'autrice perciò analizza i vari tipi di relazione malata, alcune figure come quelle del narcisista, dell'evitante e ovviamente del dipendente affettivo, e prova, a conclusione, a dare una soluzione positiva.
Alcune citazioni stupende tutte prese dallo stesso capitolo:
(L'amore) non è struggimento, né nostalgia. Non è mancanza. (...) Al contrario, è presenza piena, dentro di noi.
Un rapporto che funziona non tiene sospesi in un eterno «chissà se tu mi penserai». Se dobbiamo chiedere, allora forse non stiamo vivendo una relazione che nutre. Perché l’amore non si chiede, e meno ancora si elemosina.
L’amore non soffoca, non castra né recinta l’altro.
Le pagine più intense della letteratura, le poesie che ci restano impresse nella memoria, inneggiano a una forma d’amore sottratto.
Invece, l’amore che fa bene aggiunge.
Si somma a una pienezza di chi è già talmente sazio di vita che può soltanto straripare e condividere.
Cosa non è salubre nel relazionarsi all’altro? Lasciarsi offendere, denigrare, invadere, sminuire, insultare, ingannare, scansare, sfruttare, umiliare.
Questo bisogno spasmodico di essere speciali copre una ferita narcisistica che nasce dal timore di non essere abbastanza e fa vedere il mondo come una minaccia.
Il mantra perenne di qualcuno sembra essere: «M’ama o non m’ama?»
Molto poco si riflette sul punto di partenza opposto: M’amo o non m’amo? E se non mi amo, come faccio a dare? A darmi? A ricevere? Facilmente andrò a estorcere affetto, ma l’amore non può essere fame, perché si rischia di inghiottire l’altro.
La relazione sana sembra essere quella in cui le due individualità, ben distinte, stanno l’una a fianco dell’altra e costruiscono insieme un equilibrio in divenire, nonostante alcuni affondi e qualche stonatura.
E mi fermo qua con le citazioni, ché sono già troppe. Un bellissimo bellissimo libro, iper consigliato.