Un altro libro di Biamonti, forse il più bello dei suoi che abbia letto fino ad oggi. Consueti gli scenari, quelli dell'entroterra ligure al confine con la Francia. Come sempre, personaggi accennati in punta di pennello - dipinti, così come gli splendidi paesaggi che spesso, accuratamente descritti ed evocati, si fanno essi stessi protagonisti della narrazione - che si esprimono con poche parole, e spesso sono le stesse della poesia. Solo in Biamonti sono possibili personaggi che parlano, e si capiscono, per versi ed immagini poetiche; nella realtà, apparirebbero folli, o quanto meno strani... Per la prima volta, in questo libro c'è una sorta di dimensione "sociale" un po' più accentuata (e perfino un po' di sesso, anch'esso appena accennato): il protagonista, Leonardo, incontra e si frequenta con alcuni personaggi, come lui sperduti sul confine tra due Paesi, e due mondi - da un lato la natura, gli ulivi secolari, il passato e la sua storia; dall'altro un mondo nuovo, violento e incomprensibile, fatto di torme di migranti che sul far della notte si affannano ai valichi di frontiera, e di speculatori russi che maneggiano beni e vite lungo la costa - e non solo, come sempre, con immagini fuggevoli di uomini del passato, presenze fantasmatiche destinate alla sparizione. Inutile, come sempre, cercare in questi libri una narrazione forte, consequenziale: le cose, quando succedono, sembrano succedere per caso. Perfino il proiettile che ferisce Leonardo ad una gamba all'inizio del libro, fa sospettare intimidazioni da parte di chi vorrebbe prendersi la sua terra, o un avvertimento da parte di chi non gradisce interferenze nei traffici di esseri umani lungo il confine; ma la spiegazione sarà molto più banale, perfino scontata... Di Biamonti resta ormai solo il rimpianto che non abbia potuto scrivere di più, e più a lungo. Le sue terre, quelle ci sono ancora; ma non so se anche per loro potrà esserci una rinascita di natura, cultura ed umanità che prosegua il loro passato. Per il momento, il rischio è quello di una gentrificazione ad opera di ricchi nordeuropei; certo, immagini, architetture e cartoline saranno conservati; ma la loro verità e l'anima?