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Kabbalah noir a Milano: Il vicequestore Tombamasselli e un'indagine nera

Enrico "Erri" Tombamasselli è un vicequestore aggiunto, il dirigente del commissariato Greco-Turro di Milano. Solo chi è in stretta confidenza con lui lo chiama affettuosamente "Tomba". Ha 50 anni, vedovo da cinque, ateo e affetto fin da bambino da un fastidioso disturbo neurologico che lo costringe spesso a leggere i nomi al contrario. La perdita della moglie è un dolore che non lo abbandona e gli condiziona la vita sociale. Al di fuori del lavoro non ha niente, né amicizie né conoscenze da coltivare. Non ama guardare la televisione; il suo unico passatempo è ascoltare la musica degli Eagles, una passione che condivideva con sua moglie. Pertanto, il lavoro è rimasta la sua unica ragione di vita e in quello è davvero in gamba. Durante l'ispezione finale prima della chiusura serale del museo HangarBicocca, una guardia giurata nota delle impronte sulla sabbia che circonda uno dei Sette Palazzi Celesti di Kiefer. Controlla e scopre all'interno della torre denominata Sefiroth il cadavere di una donna pugnalata al cuore. Si tratta della titolare di una rispettabile agenzia di modelle. In piena notte, Tombamasselli viene invitato dal questore a recarsi sul luogo del delitto; essendo il museo di proprietà della Fondazione Pirelli, buona parte della Milano che conta è già in fibrillazione. Non fa in tempo a mettere assieme i primi riscontri che, a pochi passi dal suo commissariato, viene trovato in una villetta il cadavere di un rinomato oncologo. È identica l'arma usata per i due omicidi, identiche le impronte digitali sul manico, ma il medico è stato pugnalato in testa. Non finisce qui: in pochi giorni altri tre cadaveri spuntano in diverse zone di Milano, tutti uccisi con le medesime modalità. Le vittime hanno qualcosa in comune, si conoscevano? All'imprevedibile e sofferta soluzione del caso, Tombamasselli perverrà inseguendo l'ipotesi di una correlazione tra gli omicidi e alcuni aspetti mistico-religiosi legati alla Kabbalah ebraica.

208 pages, Paperback

First published April 1, 2022

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Massimo Bertarelli

13 books1 follower

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Patrizia.
422 reviews4 followers
February 16, 2025
Trilogia noir ambientata a Milano con protagonista il vicequestore aggiunto Enrico Tombamasselli.
In questo primo libro l'uomo deve risolvere dei delitti a sfondo esoterico che hanno radici nel passato.
È una narrazione dettagliata e piena di colpi di scena con un protagonista singolare in una città che offre spunti e luoghi interessanti adatti per un'ambientazione di questo genere.
Lettura suggerita.
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
372 reviews15 followers
July 2, 2022
Credo che oramai voi lettori mi conosciate meglio di un partente.
Sapete il mio periodo dell’anno preferito (lo capite perché organizzo sempre un sontuoso evento con balli incantati e oscuri).
Conoscete il mio libro preferito e persino il mio cantante preferito.
E sopratutto conoscete le mie passioni, quel genere da cui non so staccarmi perché è la mia debolezza, perché racchiude in se ogni mia domanda e sopratutto parla dei miei terrori.
Ecco proprio quei libri noir, thriller e gialli ultimamente mi hanno lasciato un po' di amaro in bocca.
Non fraintendetemi.
Bellissimi.
Agghiaccianti il giusto.
Pieni di quell’adrenalina capace di far rabbrividire.
Pieni di colpi di scena e con significati pregiati e pregevoli.
Però, dopo l'ennesimo testo qualcosa manca.
Manca un invenzione, un segno di riconoscimento e perché no una sorta di coraggio.
Che non è tanto il mescolare le trame, introdurre elementi che stonano.
Ma è cercare di creare quella sorta di immersione totale nelle acque torbide che esso deve o dovrebbe agitare.
Ecco che Kabbalah noir a Milano arriva a salvarmi.
E lo fa perché è geniale, innovativo, originale nonostante il tema apparentemente sia scontato (la presenza del serial killer ovviamente) e sopratutto con l’ingrediente giusto, quello che voglio inconsciamente o consciamente in un giallo.
Ma andiamo per gradi e tenterò di spiegare il perché mi sono innamorata del libro di Bertarelli.
Primo elemento: il coraggio. Beh diciamocelo, ogni investigazione, ogni incontro con il male in un thriller, noir giallo che si rispetto deve essere razionale e misurabile.
Eh si mie amati lettori.
Anche se si parla di psiche essa, per fortuna, è una scienza con tutti i crismi. Indaga qualcosa di sconosciuto, più delle galassie all’epoca di Galileo, ma affascinate e se non misurabile in modo preciso comunque studiabile.
Non esiste la fantasia.
Non esistono escamotage capaci di spostare la colpevolezza su una possessione aliena o diabolica, su un elemento ultraterreno o sulla magia nera che ci spinge noi poverelli e fragili a compere nefandezze.
Il crimine nasce dal basso e all’interno di noi assolutamente, ma si nutre di ambiente, educazione oltre che di propensione caratteriale o emotiva.
E nonostante esista il cosiddetto serial killer “esoterico” quella parte è solo la spiegazione del movente.
Più che il centro e il fulcro del testo.
In kabbalah noir come suggerisce il titolo, è la disciplina mistica che diventa la traccia da seguire per risalire udite udite, non tanto al movente e al significato ma alla risoluzione del caso.
In che senso?
Beh non è che posso svelarlo…
Diciamo che studiando questa filosofia religiosa possiamo comprendere l’intera vicenda lasciandoci però stupire dal finale.
E introdurre l’esoterismo in quest’indagine è una grande innovazione perché non lo fa sconfinare nel thriller esoterico, ma lo lascia trastullarsi nel preciso e delineato terreno noir.
Insomma unisce due mondi diversi, apparentemente in contrasto per creare la storia.
Favoloso no?
Secondo motivo.
Molto spesso la nostra letteratura è funestata da un vero demone ossia l'abitudine.
In Italia in particolar modo tutto è già stabilito e definito dal dominio del concetto che ci allontana inesorabilmente dall’innovazione.
Viviamo nel passato e dal passato ci facciamo soggiogare.
Ciò significa che, tutto il tentativo di gestire la nostra bella lingua a favore dell’esigenza temporale, nata cioè in seno del cambiamento naturale e normale delle ere che scorrono è inaccettabile.
E’ un anatema.
E’ un obbrobrio.
Tutto deve restare com’è un lago immobile che poco importa che rischi la stagnazione.
Bertarelli non ci sta.
Perché le menti curiose hanno bisogno di stimoli per combattere l’aridità che minaccia di renderci terre desolate.
E cosi l'innovazione è quel graal capace di ridare vita a queste lande della mente.
E Bertarelli lo fa “appropriandosi” dello stile della scrittura emersiva.
Ossia quella scrittura che sacrifica in un olocausto salvifico l’autore per ridare spazio soltanto alla storia.
Quel narratore onnipresente, pomposo venato di ambizioni moraleggianti e pedagogiche qua non appare.
E’ tutto immediato, presentato come una scenografia cinematografica capace di rapire, coinvolgere e appunto renderle l'esperienza immersiva.
E ci riesce ragazzi miei.
Eccome se ci riesce!
Terzo e ultimo elemento.
Spesso la spiegazione del movente di accompagna a una sorta di perbenismo moraleggiante che ha si il ruolo di far comprendere come i comportamenti non a norma siamo dannosi per la società intera.
Ma che però si accompagna a una visione paternalistica della vita e delle leggi che pone davanti alla condanna una scusante.
L’assassino è vittima del sistema capitalista.
Della soffocante prigionia borghese.
Della mancanza di opportunità.
Di un dolore passato che apre la porta alla devianza.
E’ sempre altro, mai noi.
E cosi Tombamaselli e l’intero libro un po' ironizzano su questo orrido tentativo di scansare le responsabilità proponendo una sorta di dolore giovanile mai sepolto che obbliga a distogliere la propria attenzione dalla volontà di rendere la propria vita una cascata di diamanti.
In questo libro, invece non c’è assolutamente nessuna scusante per il crimine. Non basta un dolore, una derisione, una fragilità per togliere la vita a qualcuno. Non può essere la vendette una modalità auspicabile per una compagine umana chiamata società.
Non è il sopruso a poteri definire come nemesi, come autorizzati a essere dio.
Nulla.
Assolutamente nulla.
Siamo solo marionette decise a mostrare i nostri fili gestiti da un astuto mangiafuoco come libertà.
Come bontà.
Come necessità.
Ed è questo che ci rende sempre meno umani, sempre più cercatori di alibi, sempre meno capaci di brillare come dovremmo.
Ecco che Kabbalah noir racchiude tutto ciò che fa di un libro il Libro: stile, trama, significato e linguaggio.
Serve altro per convincervi a leggerlo?
Profile Image for Tatiana Sabina Meloni.
Author 15 books9 followers
June 20, 2022
"Kabbalah noir a Milano", di Massimo Bertarelli, è un thriller edito da Fratelli Frilli Editore.
Conoscevo la penna di Massimo, che con questo romanzo si conferma un vero scrittore. Lo stile è pulito e asciutto, a tratti essenziale, perfetto per il genere. Ho adorato i personaggi, ma il vicequestore (aggiunto!) Erri Tombamasselli mi è rimasto nel cuore, perché è vero, è vivo, è un uomo pieno di sentimento ma che gioca a fare il duro.
Milano, intanto, si staglia sullo sfondo, protagonista silenziosa di tutta la vicenda. Fa capolino, di tanto in tanto, con brevi descrizioni capaci di dipingerla in maniera inequivocabile o in calate dialettali che il lettore, se si concentra, riesce a udire.
Il romanzo mi è piaciuto, davvero tanto, perché scava nella società e nella vita. Parla di abusi, giochi di potere, stigma sociale. Parla di fede e ossessione, del bisogno disperato dell'essere umano di aggrapparsi a qualcosa per poter andare avanti.
Una lettura intensa, magnetica, che non posso che consigliare.
Bravissimo, Massimo!
Profile Image for Giovanna Barbieri.
Author 30 books68 followers
February 6, 2023
Mi è piaciuto molto il vicequestore aggiunto Tombamasselli. Un uomo non felice, a causa della morte della moglie che adorava. Ha un carattere non facile, ma non è scontroso. Certe volte è collerico e certe volte empatico.
L'indagine si svolge tutta a Milano. E la descrizione della città è fatta molto bene, con pennellate decise ed evocative.
Un assassino, in un solo giorno, ha ucciso 5 persone (uomini e donne) che all'apparenza non hanno legami. Però tutte sono nate nello stesso anno. Quale sarà il movente? Perchè le uccide pugnalandole in diverse parti del corpo?
Lo consiglio a chi ama le indagini complicate, ma scritte bene.
Profile Image for Kin.
2,461 reviews27 followers
March 21, 2023
Ben costruito, interessante. Un po' sopra le righe ma ci sta.
1 review
July 15, 2026
Che freschezza letteraria. Vivo a Milano da un anno e leggere Massimo è come passeggiare per la città ascoltando i suoi racconti!
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