La sua maestosa lentezza. L’esplodere di una natura inattesa, a volte estrema. Un tuffo in acqua. Lo sfiorarsi delle labbra. I silenzi. Gli incontri. Le città deserte. Le notti che si dissolvono nel giorno senza cesura. Al pari di esploratori che si nutrono dell’ignoto, ogni anno siamo pronti a perderci dietro la chimera dell’estate, la stagione più effimera. La più luminosa, ma forse anche la più amara. Quando finisce infatti sentiamo un vuoto dentro. E il ricordo delle emozioni che abbiamo provato non smette di inseguirci. Quali che siano le esperienze vissute, le gioie o le disfatte, al pari dell’araba fenice l’estate risorge sempre dalle sue stesse ceneri, riproponendoci, mescolati insieme, la meraviglia, il sogno e il disincanto. Senza che ci si possa difendere. Seguendo le trasformazioni che porta con sé la stagione più fugace e inafferrabile, quel che avviene al pianeta, alle piante, agli animali, e soprattutto a ciascuno di noi, Federico Pace racconta da angoli inediti storie emblematiche e avvincenti che hanno preso vita durante quei giorni così infuocati da suscitare le aspettative più vertiginose. Storie accadute a chi ha lasciato che l’estate, ancora una volta, portasse con sé una strana felicità.
"La più bella estate. Storie di una stagione in cui tutto è possibile" di Federico Pace racconta con ricchezza e precisone documentale, istantanee di vita di alcuni personaggi più o meno conosciuti: come ad esempio Amy Winehouse e il suo esordio nel mondo della musica, lo sbarco sulla Luna con Michael Collins, Klimt, Marilyn Monroe e tantissimi altri.
Sensazioni, albe, tramonti, sogni, giornate calde, cultura sono alla base di questo libro.
Personalmente ho amato il racconto dedicato a Vincent Van Gogh perché il mio cuore ha un debole indiscusso per la sua anima e la sua corrente artistica. Quel capitolo ci racconta dell'estate del 1888 a Arles. La storia in cui il pittore dipinse i girasoli e il cielo stellato.
È sicuramente un libro diverso, senza tempo, che mescola l'immaginazione e la poesia con la cultura e la salsedine.
L'autore ha una scrittura molto calda completamente in linea con la stagione, utilizzando parole evocative, proprio come le maree.
Consiglierei questa lettura nel mese di ottobre, per tutte quelle persone nostalgiche dell'estate.
Un libro appassionato, struggente e malinconico a più non posso. Federico ha scritto tante storie diverse e ognuna con l’estate a fare da argomento cardine, a dare un tempo a quelle storie e quelle vite, i sentimenti e le emozioni dei personaggi che vivono tra le pagine e le varie epoche storiche. Ho apprezzato moltissimo il modo di scrivere, pieno di pause e sospiri, un sacco di punti che anche loro danno un tempo e un tono alla lettura. Comprando questo libro avevo l’aspettativa di leggere un libro frivolo ed estivo, quindi sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire lo spessore emotivo che invece si trova leggendo.