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Saigoku. Il pellegrinaggio giapponese dei 33 templi

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Dopo Cerchi infiniti un nuovo libro dedicato all’arte del pellegrinaggio in Giappone.
Tra i tanti pellegrinaggi che si possono fare in Giappone, quello di Saigoku è uno dei più importanti, lunghi e faticosi. Comprende 33 templi buddisti, tutti dedicati a Kannon, il bodhisattva della compassione, che si trovano nella regione del Kansai: molti sono nell’area di Kyoto, l'ex capitale dell'impero nel periodo Heian (794-1185), altri, i più antichi, giacciono su montagne in parte impraticabili, uno addirittura su un'isola. È faticoso raggiungerli con i mezzi pubblici, e spesso bisogna andare a piedi. Accompagnati dalle pagine dalla Storia di Genji di Murasaki Shikibu, il primo romanzo della storia, che ritrae il raffinamento estremo a cui giunse l’isolata corte di Heian, Cees Nooteboom e la fotografa Simone Sassen hanno intrapreso più volte il pellegrinaggio di Saigoku, affrontando scomodi viaggi in autobus e su treni locali, affrontando ripide salite o arrampicandosi su scale di mille gradini, registrando i progressi del viaggio con i timbri rossi dei templi e calligrafia giapponese. Saigoku è un libro da leggere, guardare e su cui meditare, che ci porta in un Estremo Oriente fatto di silenzio, bellezza, antichi miti e leggende, in un Giappone lontano dalle metropoli e dalla contemporaneità.

224 pages, Paperback

First published June 26, 2013

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About the author

Cees Nooteboom

243 books428 followers
Cees Nooteboom (born Cornelis Johannes Jacobus Maria Nooteboom) was a Dutch author. He has won the Prijs der Nederlandse Letteren, the P.C. Hooft Award, the Pegasus Prize, the Ferdinand Bordewijk Prijs for Rituelen, the Austrian State Prize for European Literature and the Constantijn Huygens Prize, and has frequently been mentioned as a candidate for the Nobel Prize in literature.

His works include Rituelen (Rituals, 1980); Een lied van schijn en wezen (A Song of Truth and Semblance, 1981); Berlijnse notities (Berlin Notes, 1990); Het volgende verhaal (The Following Story, 1991); Allerzielen (All Souls' Day, 1998) and Paradijs verloren (Paradise Lost, 2004). (Het volgende verhaal won him the Aristeion Prize in 1993.) In 2005 he published "De slapende goden | Sueños y otras mentiras", with lithographs by Jürgen Partenheimer.

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Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Carlo.
105 reviews132 followers
May 9, 2024
I don't know what I was expecting from this book, but for sure I didn't find it. Nooteboom fakes to know nothing about Japan and its culture and puts toghether a bunch of (quite boring) sparse notes on the pilgrimage, without the minimum insight that one would expect from him. One star added for the wonderful photos by Simone Sassen and for the reproduction of the nokyocho with the 33 temple stamps.
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Non so cosa mi aspettassi da questo libro, ma di sicuro non l'ho trovato. Nooteboom finge di non sapere nulla del Giappone e della sua cultura e mette insieme un mucchio di appunti sparsi (abbastanza noiosi) sul pellegrinaggio, senza quel minimo "di più" che ci si aspetterebbe da lui. Ho aggiunto una stella per le splendide foto di Simone Sassen e per la riproduzione del nokyocho con i 33 timbri dei templi.
Profile Image for Come Musica.
2,081 reviews637 followers
August 28, 2022
Continuano le mie letture sui viaggi pubblicati da Iperborea e Adelphi e questa volta è il turno di Cees Nooteboom, con il Saigoku.

Il Saigoku è un antico pellegrinaggio giapponese che abbraccia trentatre templi.
Come scrive lo stesso Nooteboom nel prologo questo pellegrinaggio lo ha compiuto in diverse tappe nel 1998, 2000, 2004, 2005 e 2010: "Giorni, stagioni e anni si accavallano nel mio racconto, è inevitabile con un cammino che ha più di mille anni, ogni volta che si sono tornato e ne ho scritto era un oggi e un adesso; quanto passato che è tutto presente."

Nooteboom ha scelto questo pellegrinaggio perché non c'è un ordine di visita: "Ho scelto il pellegrinaggio del Saigoku perché non ha un itinerario fisso. Non c’è un ordine di visita, sebbene i templi siano numerati. Sta a te scegliere il percorso che preferisci, a patto che li visiti tutti e trentatré, naturalmente. Questo rende il viaggio molto più complicato, ma anche più avvincente."

Lo scrittore collega questo diario a un altro suo libro "Cerchi infiniti", che è stato uno dei primi suoi libri che ho letto e che mi ha permesso di annoverare questo scrittore tra i miei preferiti; ho avuto poi la fortuna di incontrarlo e ascoltarlo in uno dei Festival della Letteratura di Mantova: ha una cultura sconfinata ed è un grande.

"Nel capitolo «Monasteri giapponesi» del mio libro di racconti di viaggio in Giappone Cerchi infiniti (Iperborea 2017) ho cercato di descrivere le due pagine su cui è raffigurata come fosse la tela tessuta da un ragno totalmente ubriaco, che per giunta non l’ha nemmeno finita. Il fatto che queste linee, poi, siano spesso private e operino indipendentemente le une dalle altre è una complicazione in più che per ogni pellegrino del Saigoku diventa la realtà quotidiana."

Chi ha letto altri libri di Nooteboom sa bene che nei suoi scritti ricorrono spesso alcune tra le sue letture che sono imprenscindibili e cioè La storia di Genji e Alla ricerca del tempo perduto.
E ogni volta che lo leggo mi riprometto di leggere la prima e concludere la lettura dei sette volumi de La recherche iniziata quando ero adolescente e mai conclusa (ho ripreso per la seconda volta il quarto volume. Chissà se riuscirò a leggere gli altri tre entro la fine di questo anno solare?).

"[...] dopo molti viaggi in Giappone era finalmente giunta l’ora per me di leggere l’opera magistrale La storia di Genji, che avevo acquistato una volta a Kyoto nella traduzione di Edward Seidensticker e che da tempo mi trascinavo dietro. Lo stesso mi era successo con Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, fino a quando, a quarantadue anni, l’avevo finalmente letto. Ci sono mille anni e letteralmente un mondo di differenza tra i due romanzi, e tuttavia anche evidenti corrispondenze. Entrambi sono ormai inscindibili dalla mia vita."

Il volume è corredato da alcune bellissime foto a colori scattate dalla connazionale dell'autore, Simone Sassen, che arrichiscono il racconto e che fanno venire voglia di recarsi in Giappone (idea che accarezzo da un sacco di anni...). Inoltre, ognuno dei trentatre templi è corredato da un timbro stampigliato in inchiostro rosso sopra una parte calligrafata in inchiostro nero: e anche questa è una vera chicca.

Tutte le pietre che costellano uno dei tanti percorsi che uniscono i trentatre templi (dovrebbero essere 33! = 8,68 x 10^36. SCUSATE, ma non ho resistito!!! La mia natura matematica esce sempre fuori!), hanno memoria dei piedi dei pellegrini che le hanno calpestate in tutti questi secoli: "Nel silenzio incessante di tutte quelle pietre ho immaginato di capire qualcosa della loro memoria, del segreto del tempo."

Un viaggio che vale la pena compiere almeno dal punto di vista letterario, servendosi degli occhi e della penna di Cees Nooteboom, nella speranza che prima o poi si riesca a compierlo di persona:

"Il giorno in cui partiamo l’ultima immagine è di un biancore indescrivibile. È nevicato di nuovo, ovunque intorno a noi le divinità se ne stanno lì impassibili, Fudō, il dio del fuoco, non è più minaccioso, Jizō ha un pompon bianco sul berretto rosso, vedo un’intera falange di santi travestiti da santi pupazzi di neve, i tetti bianchi ondeggiano come vele contro il cielo da cui continua a cadere la neve, nella sala dei sutra sonnecchiano le scritture antiche di secoli, i morti si lasciano coprire, è ora di andare."
Profile Image for a.g.e. montagner.
244 reviews42 followers
October 4, 2022
Il Saigoku è uno dei più antichi pellegrinaggi giapponesi. I 33 templi buddhisti che lo compongono si concentrano nell'area di Kyoto; nel corso dei secoli alcuni sono stati inglobati dalle aree metropolitane, mentre altri hanno mantenuto l'isolamento con cui erano stati concepiti, spesso in posizione elevata, in cima a ripidi sentieri. Sono così antichi da comparire nella Storia di Genji, il più antico romanzo al mondo, storia di amore e intrighi nella raffinatissima corte del periodo Heian (794-1185) composta verso l'anno mille dalla dama di corte nota come Murasaki Shikibu.

Ricapitolando: Giappone, buddhismo, pellegrinaggi, sentieri di montagna, Genji Monogatari... Questo libro promette triggers a raffica agli amanti del Sol Levante.
Ma il mio ruolo qui, purtroppo, è il debunking.

Cees Nooteboom ha visitato a più riprese il Sol Levante e ne aveva già scritto; la sua certificabile grafomania deve averlo portato alla conclusione che naturalmente il tragitto del saigoku sarebbe divenuto l'ennesimo libro di una bibliografia che ormai ha vita propria e indipendente.

Nooteboom decide fin da principio di assumere, nonostante la sua familiarità con il Giappone, il ruolo dell'occidentale incapace di penetrare la cultura nipponica: non parla la lingua né tantomeno sa leggere gli ideogrammi; l'espressione beata dei bosatsu (o bodhisattva nell'originale sanscrito) rimane indecifrabile, e anche le persone che incontra rimangono spesso impassibili.
Questa posa era già stata adottata decenni fa, e con ben altri risultati, da Roland Barthes in L'impero dei segni. Per contro, le incomprensioni che Nooteboom si ostina a dettagliare risultano di primo acchito noiose e più avanti semplicemente superflue. L'intricata rete dei mezzi pubblici locali si rivela fonte inesauribile di enigmi, e la sua perseveranza (dovuta forse ad un afflato ecologista, o magari all'incapacità di avere a che fare con i tassisti nipponici?) diventa suo malgrado uno sketch da comico navigato. Il testo potrebbe più veridicamente intitolarsi Sperduto e confuso nell'area metropolitana di Kyoto².
E questo a prescindere dal fatto che Nooteboom abbia già visitato alcuni dei templi in questione, visite di cui non sembra avere memoria mentre rilegge stranito gli appunti che da bravo grafomane aveva preso. A volte i suoi stessi appunti gli risultano illeggibili, e l'incomprensione diventa totale, perfetta.

Tutto questo risulta ancora più frustrante alla luce del fatto che l'afflato di Nooteboom vorrebbe essere prettamente intertestuale. Non nasconde di essere ispirato dal Genji Monogatari. Ma Nooteboom non è Barthes e non è nemmeno Borges, e la sua capacità di costruire un ecosistema di referenti sulla base delle sue ossessioni letterarie lascia a desiderare, almeno in questo caso.
Certo può consultare la guida al pellegrinaggio scovata a suo tempo in una certa libreria antiquaria di Monaco, che però ahilui non contiene mappe ma solo vaghe descrizioni.
Chissà se gli è mai passato per la mente di usare un'app.

Cosa si salva?
In buona parte l'apparato extratestuale. Nei suoi pellegrinaggi peregrinaggi Nooteboom si porta appresso la connazionale Simone Sassen¹, le cui bellissime fotografie a colori giustificano per una volta la scelta di Iperborea di abbandonare il suo tipico formato editoriale. Altra scelta felice è quella di includere le riproduzioni dei sigilli che costituiscono un altro corollario del saigoku. Su richiesta dei pellegrini, al prezzo di 300 yen, vengono rilasciati su di uno speciale passaporto (chiamato nokyocho) da monaci impassibili e taciturni. Il timbro di ciascun tempio viene quindi stampato in inchiostro rosso sopra una parte calligrafata in inchiostro nero: confrontarli fra loro farà la felicità di chi ama la calligrafia, in particolare quella nipponica.
In questa pagina ce n'è un esempio, in quest'altra foto e informazioni assortite, mentre qui c'è una mappa con i templi numerati (che gli autori si guardano bene dall'includere...)

¹ come Andrea e Nicole, al di fuori dell'Italia Simone è un nome femminile.
² Lost & Baffled in the Kyoto Greater Metropolitan Area.
Profile Image for Kittaroo.
355 reviews38 followers
August 17, 2022
Un libro interessante per gli impallinati del Giappone, pieno di rimandi alla cultura e alla letteratura. Alla fine i racconti dei templi passano in secondo piano. Non so, me lo aspettavo meno freddo e distaccato.
23 reviews1 follower
August 6, 2016
Zie ook Cees Nooteboom in de videotrailer https://www.youtube.com/watch?v=bwqDz...

Schitterend relaas van een duotocht met zijn echtgenote/fotografe Simone Sassen in 1998, 2000, 2004, 2005 en 2010 naar de 33 tempels van de Saigoku-pelgrimage rond Kyoto.
Spinweefseltapijt Japan.
Taalbarrière, logistiek transportkluwen, fysische inspanning & de spirituele overstijging daarvan (888 treden worden als 3x symbool van oneindigheid vertaald).
SPIRITUALITEIT & RELIGIE : open kijk vnl. op het uit China getransformeerde Boeddhisme concreet in bijvoorbeeld de altijd terugkerende figuur van bodhisattva Kannon, een soort moeder van barmhartigheid, als paard of als veelarmig wezen. Ook de figuur van de oerpelgrim Kobo Daishi. Ook terloops aanraken van het shintoïsme. Poëtisch/pragmatische blik hierop is erg fijn.
Relaas van een schok ook : de letterlijke val die Nooteboom maakt, grijpt hij aan als een inzicht : een versregel van Ungaretti vat het voor hem als "en je ziet wat je bent, een gehoorzame vezel van het universum". (p. 9)
Fascinerend voor mij als Europese blijft ook deze tegenstelling (p. 15) :
"Hij (= de vreemdeling-pelgrim, Japans of westers, hij of zij dus) komt aan na een lange klim, en daar zijn ze (= de houten, bronzen, gouden ... Boeddha's e.a.) weer, in een of ander ondenkbaar hiernamaals, zwevend boven alles in een volmaakte stilte en een onvoorstelbaar evenwicht, ze zitten in een vorm van stilte waar je nooit aan toe zult komen, de meest letterlijke vorm van uitstraling, mijlenver verwijderd van een gemarteld lichaam aan een kruis."
KUNST & CULTUUR : Aandacht van detail tot totaalbeeld. Voor kleine dingen zoals het telkens gestempelde en handgeschreven pelgrimboek per tempel, de koperen langstelige reinigingsvoorwerpen. Voor het houtsnijwerk, de kleur van het hout, de zentuinen, de welving van de daken.
NATUUR & GEOGRAFIE : de lotusbloem, de bergligging, het zeegevoel, de Japanse esdoorn in herfsttooi bijvoorbeeld, wat een evocatie in de fotografie.
LITERATUUR : verweving met Nootebooms zoektocht naar "Het verhaal van Genji" uit ca. 1000 van de vrouwelijke schrijfster Murasaki Shikibu. Uniek is haar literaire erfenis over een uit intriges geconstrueerde en gecodeerde "netwerk"wereld aan het adellijke hof. Ook zoekt hij parallellen met het dagboek "De Spinrag-jaren" van een melancholische anonieme, ook vrouwelijke auteur van 400 jaar later "moeder van Fujiwara-Michitsuna". Dit bijvoorbeeld als hij door het landschap en bij het tempelvolk zoals de monnik van Kiyomizu-dera verwijlt. Historie & hedendaagsheid glijden dan als wisselende transparanten voor elkaar, prachtig !
70 reviews
March 19, 2021
Inspirerend en uitnodigend; al lezende had ik zoveel zin om ook al deze 33 tempels te bezoeken. En elk van de 33 verhalen is anders, anders was observatie, anders qua reis - gelukkig altijd met de trein of OV - anders qua ontmoeting en vooral anders qua gevoel. De foto’ van Simone Sassen daarin tegen vond ik niet bijzonder, maar zonder was het boek niet compleet geweest.
Profile Image for Luisa Baudino.
464 reviews3 followers
August 16, 2022
Questo libro mi ha lasciata... contrariata. Contrariata perché un libro del genere DOVREBBE avere almeno una cartina per avere un'idea di dove sono questi templi, o qualche indicazione in più sulle città in cui si trovano. Altrimenti chi non conosce il pellegrinaggio di Saigoku potrebbe pensare che il tempio Kiyomizudera di Kyoto sia allo stesso tempo il #16 e il #25 mentre il secondo si trova a Hyogo. Non essendoci foto del secondo e nessuna descrizione del tempio stesso il tutto risulta fuorviante.
Trovo inoltre strano che l'autore continui a parlare di tutti questi problemi di comprensione con i locali. Se veramente ti interessa fare il pellegrinaggio e non è la prima volta che vai in Giappone non vai alla cieca, un minimo ti informi, un minimo di giapponese per la sopravvivenza lo impari e fai meno brutta figura.
In definitiva per quanto io ami la cultura giapponese, i templi giapponesi (ho anche io un quaderno per i sigilli dei templi di quando l'ho visitato) e fatto io stessa un pellegrinaggio mentre ero lì questo libro non mi ha per niente soddisfatta. Si salvano i go-shuin a inizio capitolo e spesso le foto, unico motivo per cui arrivo a 3 stelle.
14 reviews
November 13, 2024
Introduzione ed epilogo molto belli ed immersivi, così come alcuni templi.
Di 33, però, solo meno della metà mi hanno in qualche modo emozionato (in particolare i due di Kyoto e quello con la statua sopravvissuta alle guerre nonostante tutto il resto attorno a lei fosse completamente distrutto).

Attenzione però, questo libro non vuole essere una guida turistica, secondo me vuole trasmettere altri messaggi, l'immobilismo del tempo in quei luoghi sacri (seguendo le orme della scrittrice Giapponese dell'anno 1000 ci si rende conto proprio di questo e per me è estremamente affascinante), la condivisione di molti aspetti tra Buddhismo e Cristianesimo, la convivenza ormai pacifica tra religioni invece diverse tra loro (come buddhismo e shintoismo) e probabilmente altri messaggi ancora che con la sola prima lettura mi sono sfuggiti.

In futuro, con maggior calma e consapevolezza, lo rileggerò e chissà, magari in preparazione ad un possibile viaggio in Giappone.
60 reviews1 follower
February 4, 2026
Ik zit er een beetje dubbel in. Enerzijds brengt het boek me terug naar interessante/mooie tempelbezoeken in Japan (niet per se dezelfde als in het boek), wat iets prettigs heeft. Anderzijds wist het me niet echt te pakken te krijgen. Nooteboom schrijft op zichzelf aardig over de kleine, en herkenbare, details, maar het blijft wat oppervlakkig op de één of andere manier.
Kort gezegd zou ik zeggen; de moeite waard voor de foto's, als herkenning, maar verder toch niet echt.
Profile Image for Andrea Tucci.
5 reviews2 followers
May 21, 2023
I was hoping to read a descriptive journey across the 33 temples, learning more about the Japanese history, philosophy and religion, however I mainly read about how to get to the temples, sterile trip schedules, random thoughts and references to japanese books I haven't read. Read this book only if you want to read a diary of the pilgrimage.
215 reviews2 followers
September 3, 2024
Particolare guida letteraria del giro dei 33 templi che introduce ad un Giappone visto dell'occidente e delle sue difficoltà a calarsi in mondi altri.
Il volume è corredato di foto a cui associare le descrizioni già evocative dell'autore.
Rimane un desiderio di percorrere quei sentieri o quelle strade di persona per immergersi nell'alterità che affascina scompagina e poi forse definisce.
Profile Image for Eirion.
601 reviews4 followers
October 19, 2022
[…] c’è un distributore automatico per le lattine in miniatura di quelle bibite chimiche di cui i giapponesi vanno pazzi e che ti danno la sensazione di bere aria polare, o un incrocio non ancora inventato tra una limonata nucleare e le lacrime di una fanciulla ferita.

Ho/Ha detto tutto.
Profile Image for Glenda.
314 reviews
August 7, 2025
Se avete voglia di visitare il Giappone, stando comodamente seduti sul divano di casa, questo libro è perfetto.
Profile Image for Elena Camarilla Carrara.
7 reviews9 followers
September 14, 2022
One of my favorite books I read in 2022 so far. I devoured it. The reflections and tales by Noteboom are so poetic and unique. A diary of a journey across 33 temples , and a journey of discovery of a culture, country and oneself.
1,287 reviews
August 19, 2013
Een prachtig boek, gewoon om naar tekijken. Bij de foto's van de verschillende tempels en de tempeltuinen heft Nooteboom zijn overpeinzingen opgeschreven. Nergens erg lang, wel heel erg to the point. De pilgrimage gaatlangs 33 tempels, dieniet allemaal even makkelik te bereiken zijn. Nooteboom vergelijkt de pelgrimstocht vaak met de tocht naar Santiago en ziet ook veel overeenkomsten tussen het boeddhisme en het ouderwetse roomse geloof in wonderen en verschijningen etc.
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