Che bella sorpresa il ritorno di Sylvia Kant!
Mentre aspetto con ansia l'ultimo capitolo della serie Anima Nera, grazie al Blog Sognare in punta di penna ho riletto il primo volume della storia di Antony e Angela, arricchita di scene inedite.
È doverosa una premessa. Questo libro non è adatto a un pubblico troppo sensibile o giudicante. Sono molti, infatti, i temi difficili affrontati dall'autrice.
Se, però, amate mettervi alla prova, allora il bel tenebroso Tony è pronto a farvi trascorrere ore di pura disperazione alternate a divertimento e passione.
Ma andiamo con ordine.
Siamo a New York, città ricca di contrasti. Locali alla moda, alberghi a cinque stelle e condomini di lusso fanno da sfondo a una trama articolata.
La Grande Mela è descritta con poche pennellate: un panorama da un attico, strade piene di negozi delle firme dell'alta moda. Ma New York, è anche altro: è una festa di strada a Coney Island, è una pizzeria italiana a Brooklyn, è quartieri dove crescere non è affatto semplice.
Esattamente come l'ambientazione è ricca di contraddizioni, evidenziate anche attraverso alcune scene in Connecticut, in una realtà rurale che somiglia molto a quella nostrana, così pure la personalità dei protagonisti è duplice.
Antony è elegante e bellissimo ma, al contempo, impenetrabile e pericoloso. Antony è un gigolò, anzi è il gigolò (e sfido chiunque a negarlo!) senza pudore, il personaggio amorale per eccellenza eppure è anche un ragazzo che si diverte con poco, capace di un'ironia tagliente che tradisce la sua vera natura. È quasi un antagonista di se stesso.
Angela è una ragazza normale che, per fortuna, vive il sesso con la giusta leggerezza. Non è la solita protagonista inesperta che, da un momento all'altro, diventa disinibita. Angela è intelligente e colta, si è laureata e ha trovato un buon lavoro, eppure, è anche la quintessenza dell'ingenuità. Quella tipica di un animo pulito che, ancora una volta, genera un contrasto.
Il mondo in cui vivono i personaggi di questa storia, crudele e vischioso, si scontra con il candore di una ragazza che vede scorrere davanti a sé le risposte alle sue domande. Tutte. Sono evidenti e palesi ma lei non riesce a leggerle.
Intorno ai protagonisti si muovono numerosi personaggi, secondari e non. Tutti ben tratteggiati, perfetti per il ruolo loro attribuito. Ho amato, in modo particolare, Duncan perché sa leggere nel cuore delle persone senza rinunciare all'allegria.
Il romanzo è scritto in terza persona al presente, una soluzione che, a mio parere, rende contemporanea l'azione e facilita la sospensione dell'incredulità. Diviso in capitoli lunghi, con paragrafi che scandiscono lo scorrere del tempo, racconta la storia con punti di vista molteplici (non preoccupatevi, l'autrice li segnala cambiando scena e la lettura resta sempre fluida). Lo stile è immersivo e diretto, difficile interrompere la lettura!
Come dicevo all'inizio, questa è una storia di contrasti nella cui trama di avvicendano temi complessi. Spy-story ed erotismo ad altissima tensione (non ponetevi limiti perché qui non ce ne sono e non riuscireste ad apprezzare la storia) si mischiano a violenze di tutti i tipi, anche le più truci. Il risultato è un mondo fittizio che però sembra vero (il colpevolizzarsi pur essendo vittime ne è un esempio), una tavolozza di colori che emozionano.
Il mostro, nella maggior parte dei casi, si nasconde dietro una parvenza piacevole. Succede nei fatti di cronaca, succede nella vita, succede nella fiction. In questo senso, Sylvia Kant è maestra di realismo.
Dunque, la domanda finale è: Antony Barker è un mostro o un uomo piegato dalla vita?