Attesissimo, il 2022 comincerà nel segno di Michel Houellebecq.
Annientare, il suo nono romanzo, sarà pubblicato il 7 gennaio da La Nave di Teseo (tr. Milena Zemira Ciccimarra), in contemporanea con l’uscita sugli scaffali francesi. Diciamolo subito e senza indugi: Annientare è un grande libro, in cui lo scrittore francese 65enne - l’autore di Piattaforma (2001), Sottomissione (2015) e Serotonina (2019) - si conferma una delle voci più importanti sulla scena narrativa internazionale, capace di cogliere le istanze nichiliste che devastano la società e la crisi della civiltà liberale che si frantuma contro i dogmi religiosi dei fanatismi.
Annientamento è la parola d’ordine del futuro cui stiamo andando incontro e Houellebecq, coerente al proprio pensiero, lo conferma sin dal suo esordio nel 1994, con Estensione del dominio della lotta. Nel nuovo romanzo la scena si apre in Francia, negli ultimi giorni del 2026. La nazione transalpina sta vivendo un prepotente riscatto economico che le permette di sopravanzare la Germania nel mercato automobilistico, sfidando apertamente la Cina nell’approvvigionamento delle materie prime, grazie all’impeto di Bruno Juge, il Ministro dell’Economia. Al suo fianco, ecco il protagonista assoluto, Paul Raison, stretto collaboratore, confidente di Juge che affiancherà nella sua corsa alle presidenziali francesi del 2027 (in ticket con un presentatore tv, un burattino ammaliato dal prestigio) rendendo l’Eliseo, il potere politico e la sua percezione sociale ai giorni nostri, come uno dei perni del romanzo.
Oscillando fra pubblico e privato, scopriamo presto che Paul, in crisi con sua moglie Prudence (immaginata nella copertina, «come fonte di luce e resistenza» nelle parole della Sgarbi), correrà al capezzale del padre, colpito da una ischemia cerebrale; ciò ricongiungerà i tre figli aprendo degli spaccati sulle loro esistenze, dalla grande fede di Cécile alla mesta vita del terzogenito, Aurélien, impelagato in un burrascoso matrimonio. Ma l’attualità politica è un filo conduttore e alzando lo sguardo dalle quotidiane battaglie dei suoi personaggi, Houellebecq segue le vicende di una minaccia hacker globale, una forza entropica che potrebbe sconvolgere le basi della società civile, con un susseguirsi di attentati a navi portacontainer e banche di liquido seminale, accompagnati da video-messaggi in cui ricorrono pentacoli, richiami al Diavolo e alla magia nera, sconcertando le forze di pubblica sicurezza per l’assenza di rivendicazioni.
Non fatevi spaventare dalle 746 pagine, Annientare ha un narratore in terza e una prosa sempre fluida anche capace di far sorridere, alternando lo scenario internazionale con un ristretto nucleo di personaggi, mescolando lutto e desiderio, ambizione e innamoramento, mostrando l’incapacità della razza umana di comunicare, una sorta di inadeguatezza alla felicità che conduce verso il suo annichilimento. Ciò diventa evidente quando l’autore narra il destino degli anziani nelle Rsa, preda del lucido razionalismo del sistema sanitario, sfociando nella sorte di Paul, con una forte svolta intimista nel suo sguardo che azzera la distanza dalla pagina.
Annientare è un romanzo duro e cupo eppure colmo di bellezza, tramite il quale il suo autore conferma il proprio estro, sempre capace di infilare considerazioni nichiliste sul senso della vita, incastonando pensieri misantrope e misogini con una naturalezza unica, senza giri di parole, senza sensi di colpa, senza farla tanto lunga, insomma. Ciò dona al lettore una chiarezza attesa, una voce chiara da seguire dalla prima all’ultima pagina. Ammettiamolo, sembra dire l’autore, pensiamo alla morte e al sesso nel corso delle giornate e riuscire a far coesistere la complessità umana sulla pagina, i pensieri nobili e quelli gretti, è una dimostrazione di stile.
Houellebecq osa e sfida i nostri tabù - sessuali e religiosi - riuscendo a cogliere le istanze in arrivo. Non a caso è considerato uno scrittore profetico: è accaduto con Sottomissione, intuendo l’islamizzazione della Francia mentre in Serotonina narrava l’avvento dei gilet gialli e d’una protesta dal basso e violenta. Accade anche in Annientare: gli attentati internazionali e gli hacker scuotono la Francia, «la democrazia è morta come sistema, troppo lenta, troppo pesante», ormai svuotata di significato, ferita a morte dallo svilimento dell'informazione a vantaggio dei social media. Accadrà? Houellebecq ci invita ad aprire gli occhi: sta già accadendo e non solo in Francia.
Profetico o meno, lo scrittore francese che riempie i teatri con le sue poesie, omaggia Lovecraft e rilegge la Commedia di Balzac, inevitabilmente ci costringe a notare che in Italia non mancano certo le voci di talento, semmai, sembriamo aver smarrito l'ambizione di voler scrivere un romanzo internazionale, una storia che sfidi il mercato e vada oltre la commedia, i commissari di quartiere e i consueti schemi da dramma familiare che rassicurano ma annoiano perché zeppi di cliché.
Nessuno come Houellebecq è capace di titillare le nostre paure, facendosi e si fa beffe di chi, un libro dopo l’altro, lo accusa inutilmente di machismo. Pur se avulso dal circo dei social è sempre capace di polarizzare l'attenzione mondiale dei media, basti ricordare che Emmanuel Carrère lo omaggia apertamente. Houellebecq dimostra che un vero scrittore deve “semplicemente" scrivere. Senza paura, illuminando la tenebra che ci circonda. Il resto, è rumore di fondo. Annientamento.