06/01/2023 (****)
Pregevole raccolta di racconti, divisa di fatto in tre parti, corrispondenti a altrettante uscite editoriali della serie Urania ormai non più reperibili da nessuna parte.
Delle tre, la prima raccolta è quella con più senso organico e quella che da il titolo all'intero libro: scritti negli anni Cinquanta, i racconti degli scanzonati Gregor e Arnold, proprietari della
AAA Asso Decontaminazioni Interplanetarie, società che si occupa di disinfestare pianeti, sono divertenti e godibili, molto ironici e tipici di una certa vena comico-satirica che distingue Sheckley da altri grandi autori di fantascienza; al pari, risentono dell'età e dell'ingenuità di fondo degli anni in cui sono stati scritti, ripronendo mondi spaziali così simili agli Stati Uniti di quegli anni da farci sorridere.
La seconda raccolta, Fantasma 5, a parte il titolo (che è tratto da uno dei racconti ricompresi nel ciclo della AAA Asso, essendone proprio il racconto d'apertura e incongruamente inserito dalla Urania, originariamente, in questa raccolta), è splendida: raccoglie racconti degli anni Sessanta, di uno scrittore evidentemente più maturo, con ispirazione sempre fantascientifica ma intrisa di analisi (e critica) sociale molto acuta; i racconti sono tutti avvincenti e ben costruiti (in alcuni si nota la proverbiale abilità di Sheckley di portare il lettore a sconvolgenti capovolgimenti nelle pagine, o nelle righe, finali, con virate improvvise degne del celeberrimo Sentinella di F. Brown, di cui consiglio la lettura). In particolare il ritmo va a compensare l'affievolirsi della vena comico-satirica dell'autore, volutamente meno accentuata rispetto ai racconti della decade precedente, e che devia nettamente verso il cinismo e l'ironia feroce, su sfondi assai più cupi e meno ottimisti rispetto alle peripezie dei disinfestatori di pianeti.
La terza raccolta si apre con un gran racconto breve (Giardiniere di uomini, del '71, che le da il titolo), che per tematiche e costruzione è coerente con quelli della raccolta precedente e che ne è a pari livello per qualità. Il resto sono riempitivi, abbozzi incostistenti e privi di tutte quelle caratteristiche che hanno reso Sheckley autore di culto e perfettamente distinguibile dagli altri grandi dei suoi tempi. Rimane solo qualche guizzo, e poco più, anche se la lettura rimane godibile. In maniera sorprendente, gran parte dei racconti di questa terza parte sono peraltro fuori dal filone sci-fi. Pare, in definitiva, che gli anni Settanta non siano stati un decennio particolarmente ispirato per il nostro.
Rimane comunque un gran libro, che permette di assaporare un grande autore del genere, molto amato e capace di grandissime cose al suo apice (fine anni Cinquanta e anni Sessanta), permettendo sia di avere una panoramica di ampio respiro sull'intera carriera che di leggere racconti quasi introvabili nell'editoria attuale.