Numbers è una storia che mi ha regalato tanto, è stato un viaggio inaspettato e allo stesso tempo atteso. Uno di quei viaggi che ti cambiano la vita, semplicemente per saper aprirti nuovi orizzonti e promesse di fresche emozioni.
Numbers è ambientato in un futuro post-apocalittico dove le Guerre Climatiche dei popoli antichi hanno cambiato il modo di vivere, radiazioni e pericoli nuovi popolano questo mondo. Qui faremo la conoscenza dei mutati, persone che hanno numeri tatuati sotto l’occhio per accentuare la differenza con gli “esseri umani”. I mutati, scopriremo, non hanno nemmeno il diritto di avere un nome e senza un nome sono solo Cose. Senza importanza o valore.
L’atmosfera che si respira sa di un’inquietudine non ben definita e forse proprio per questo più pressante, mentre muoviamo i primi passi in questo mondo apocalittico, selvaggio, brutale.
Ho amato lo stile descrittivo, asciutto, colmo e coinvolgente dell’autrice, è come se fossi insieme ai personaggi ad ammirare e temere la desolazione arrugginita intorno, l’apprensione nel camminare tra l’erba alta, il non sapere cosa ci aspetta girando la curva. Il ritmo narrativo si stabilizza e cresce nei momenti giusti, mi è piaciuto molto il saper riuscire alternare momenti di introspezione con azione, momenti caotici di fuga seguiti da frenetici momenti di recupero.
L’autrice riesce a gestire diversi pov con un’abilità invidiabile. Ogni personaggio ha una propria impronta, che il lettore impara a riconoscere, e non si confonde con gli altri. Sei persone da un background differente che, però, si ritrovano unite da un futuro identico.
I capitoli scorrono e il gruppo si amalgama, appiattendo reticenze, svelando incertezze e desideri, insieme iniziano ad imparare come vivere in libertà. Adoro il modo in cui comunicano tra di loro e vedere che il loro legame si rafforza ogni giorno di più. C’è una bella crescita dei personaggi, stracciando pregiudizi mentre il bisogno di sopravvivenza muta, cresce ed esplode in qualcosa di più profondo. Hanno smesso di pensare solo a se stessi, di voler fuggire al minimo guaio. Sono maturati, decisi nella loro scelta di proteggere l’altro. Un branco che combatte per esso
Numbers ha un world-building invitante, la scrittrice ne tratteggia i bordi lasciando al lettore l’opportunità di poter immaginare il resto: città medio-grandi sparse, i piccoli villaggi, i luoghi disabitati, le città invase dalla natura e da oggetti del popolo antico ormai inutilizzabili (mi ha piacevolmente ricordato un po’ i giochi The Last of Us e Horizon). La strada appare piena di insidie e nelle pagine noi lettori l’avvertiamo tutta.
Numbers è un potenziale di riflessioni e temi importanti (di un futuro che appare vicinissimo a noi), in cui su tutto svetta, uno degli argomenti principali del romanzo: la paura del diverso. Questa paura inonda gli occhi delle persone, le fa tremare le mani e spinge loro ad agire prima che lo faccia l’altro. Prima che il diverso prenda il sopravvento, perché lo farà, giusto?. È quello che insegnano e inculcano in menti rese malleabili dal panico di qualcosa che non riescono a comprendere: il diverso ucciderà. Il diverso è cattivo. Il diverso non dovrebbe esistere. La tolleranza è divenuta solo una parola dimenticata da qualche parte, sopravvive l’odio, il timore e soprattutto l’istinto di sopravvivere. Quell’istinto cieco e feroce che sboccia improvvisamente in un essere umano.
In un clima del genere la religione attecchisce con una facilità che dovrebbe terrorizzare. Per la Chiesa il mutato è il grande peccatore che Dio ha scelto di punire. Così si ha il controllo su intere comunità, dunque, seguendo questa bigotta mentalità chi prega, chi rispetta i comandamenti è immune dal diventare un abominio. Ma se così non fosse?
È un romanzo in cui si prova un turbine di emozioni differenti che passano in personaggio a personaggio, vivendolo a modo proprio e riuscendo ad impattare chi legge.
Mantiene un buon ritmo per tutta la sua durata e i pov si intrecciano tra di loro in modo sinuoso. È un romanzo che riesce a calibrare l’azione e l’aspetto introspettivo, reso intimo e ancora più di impatto dalla scelta narrativa della prima persona al presente. Così Numbers svela l’altra sua faccia, un romanzo di svolta, d’amore e di chi sceglie di restare.
Il senso di appartenenza, la voglia di proteggere, il desiderio di vivere inondano il romanzo, rendendolo ancora più indelebile e vero.
Con Numbers ho conosciuto per la prima volta la penna dell’autrice, che mi ha dimostrato dedizione e amore per la scrittura. Lasciatevi catturare dalle sue storie, non ve ne pentirete.