Ritorna il giornalista Dario Corbo con un’indagine cupa e tesa che coinvolge i suoi affetti. Un personaggio malinconico ma abile a fiutare il crimine, una trama ben congegnata, una suspense costante stemperata da una sottile vena ironica. Con questi ingredienti Giampaolo Simi si conferma maestro del genere e firma un terzo tassello della serie che si legge di gusto anche da solo.
Nato a Viareggio nel 1965, dopo il liceo classico Giosuè Carducci di Viareggio, inizia a scrivere racconti e sceneggiature. Il suo racconto Viaggiatori nella tempesta è vincitore nel 1995 del premio Lovecraft. Il buio sotto la candela vince il premio Nino Savarese, mentre Direttissimi altrove e Tutto o Nulla (2001) sono arrivati in finale al premio Scerbanenco. Rosa Elettrica è stato fra i romanzi finalisti del Premio Fedeli.È fra gli autori italiani pubblicati in Francia nella "Série Noire" di Gallimard. È presente in alcune antologie come “History & Mistery" (Piemme), "Il ritorno del Duca" (Garzanti) e “Crimini italiani” (Einaudi). Dal suo racconto “Luce del Nord” ha scritto, insieme allo sceneggiatore Vittorino Testa, il tv movie omonimo, girato da Stefano Sollima. Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alla serie tv RIS (quinta stagione), e alle tre stagioni di RIS Roma. Collabora con i quotidiano "Il Tirreno", "La Repubblica" e con il sito “Giudizio Universale". È stato consulente tecnico del Premio Camaiore di Letteratura Gialla dal 2003 al 2013. Nel 2010 ha ricevuto a Maniago il Premio alla carriera Lama e Trama. Nel giugno 2012 è uscito per E/O il romanzo "La notte alle mie spalle" (Premio Pea 2013, menzione speciale Premio Gelmi di Caporiacco 2013). Nel maggio del 2015 è uscito per Sellerio il suo romanzo "Cosa resta di noi". Nel dicembre 2015 vince il "Premio Scerbanenco – La Stampa" con Cosa Resta di noi (Sellerio), assegnato al Noir In Festival di Courmayeur
Le prime impressioni erano sommariamente positive, la lettura era agevole forse un po’ vacua, la vicenda ben orchestrata, per quanto le reazioni dei personaggi non fossero commisurate all’entità degli avvenimenti raccontati. Prendiamo il figlio diciottenne di Dario Corbo, sembrerebbe un nuovo caso Eriberto/Luciano, bisognerebbe indagare sulla veridicità del suo passaporto, pare troppo maturo per la sua età. Si potrebbe giustificare con il fatto che la vita non è stata tenera nei suoi confronti, ma.. ma.. I miei problemi con il genere giallo-nero non sono certo imputabili a Simi, se scrivessi che ci sono troppi morti ammazzati sarebbe come se mi lamentassi della preponderanza delle scene di sesso nei film porno. Leggendo Simi si ha la fallace idea che si potrebbe avere il talento per scrivere in prima persona come lui. E’ un’idea fallace perché Simi ha scritto parecchio e con ottimi risultati, è un’idea che però non sfiora leggendo la terza persona di Simenon o di Marìas, due scrittori che quando mettono un punto, la narrazione si arresta così https://www.youtube.com/watch?v=9Yxuz...
Dicevo che non ho intenzione di incolpare Simi, ma quando il romanzo è diventato marcatamente di genere con agganci e anagrammi mancati per un soffio (Ivan-Vania) ho iniziato ad essere insofferente; il figlio pareva Watson, il padre (per venti anni cronista di nera, lo troverete specificato più volte nel testo) S. Holmes. Sono entrato nella modalità -ho un libro da finire- assai diversa da -ho un libro da leggere- Ad un certo punto (non vi dirò dove) c’è un inciso – Ci ho pensato –
Io mi sono chiesto: “Ma chi me lo ha fatto fare?” Era da poco terminata una scena da action movie, il corvo con una zampa sola aveva beffato una banda di tombaroli mentre nella mia testa suonava questa improbabile colonna sonora https://www.youtube.com/watch?v=XTVxf...
C’ho pensato anch’io, basta con il giornalista che fa da commissario, non seguirò le prossime (probabili) puntate.
“Quanto tempo potevamo impiegare meglio, quanta felicità abbiamo sprecato.“
Terza avventura per Dario Corbo, ex giornalista di cronaca nera, ora uomo chiave della fondazione intitolata a un celebre artista contemporaneo, padre dell’affascinante e inafferrabile Nora Beckford (vedi “La ragazza sbagliata”).
Il giorno in cui viene emessa la sentenza del processo intentato a Luca, il figlio di Dario (vedi “Come una famiglia “), accade che Giulia, ex moglie nonché madre di Luca, non si presenti in aula. È vero: c’erano stati dei litigi fra i tre, c’erano sicuramente dei conflitti in atto, che tuttavia non possono giustificare una così plateale assenza. E infatti. Poco dopo padre e figlio sapranno che Giulia è stata travolta da un pirata della strada che ovviamente si è dileguato facendo perdere le sue tracce. Dunque: un incidente? Ma una domanda sorge spontanea: che cosa ci faceva Giulia in una zona di campagna tra Firenze e Pistoia, luogo desolato e abbandonato, nel pieno della notte? E perché il suo cellulare è scomparso?
Due interrogativi che da soli bastano a scatenare l’istinto di Dario a scrutare oltre la banalità del caso, applicandovi le sue qualità di investigatore e la sua esperienza ventennale di cronista di nera. Ma ora lui si trova dall’altra parte della barricata, a sperimentare tutto il dolore, la rabbia, l’impotenza e i limiti della giustizia umana.
Il mondo dell’arte, con i suoi eccessi e le sue contraddizioni, sarà il teatro dell’indagine, quando un passato che sembrava letteralmente sepolto tornerà a svelare a poco a poco i suoi misteri.
Avvincente, intrigante e, come nei due precedenti episodi, dal finale sempre aperto e mai completamente risolto. Aperto e irrisolto com’è la realtà.
Non conoscevo Giampaolo Simi e quindi è stata una bella sorpresa leggere l'ultima sua opera. Amo il genere poliziesco-thriller e quindi credo che leggerò qualcos'altro di lui che sfoggia una scrittura veloce, intelligente e brillante, con una trama originale e intrigante. Acuto.
Terzo libro di Simi con protagonista l'ex giornalista Dario Corbo e terza storia che tiene incollato il lettore. Di Simi mi piace la scrittura e la capacità di descrizione dei suoi personaggi. Chi, come me, ha apprezzato i primi due volumi, avrà il piacere di ritrovare non solo Corbo ma anche suo figlio Luca, protagonista della vicenda narrata in Come una famiglia e soprattutto Nora Beckford, la ragazza sbagliata del volume di esordio di questo giornalista-investigatore che si troverà questa volta si fronte ad un'indagine dolorosa: quella sulla morte della ex moglie, apparentemente un incidente. Tra atelier ed archeologia si arriva alla fine e si desidera solo sapere che cosa attende in futuro Dario e tutti noi.
“Che i nostri ricordi sopravvivano ostinatamente alle persone che li hanno creati è una crudeltà feroce”. E’ stato un anno difficile per Dario Corbo: dopo l’ indagine sull’ omicidio Calamai che ha portato Nora Beckford nella sua vita e la storia di violenza e stupro che ha coinvolto il figlio e la squadra di calcio dove giocava vorrebbe tirare il fiato, alla boa dei 50 anni sente anche di meritarselo, “dopo vent’anni di nera”. Ma la vita non fa sconti a nessuno. Giulia, sua ex moglie e madre di Luca, viene investita e lasciata esanime sull’ asfalto in una zona buia e isolata della Versilia. Non ci sono stati addii, non ci sono stati saluti, solo parole fredde e rabbiose. E saranno proprio la rabbia e i ricordi a guidare le indagini di Corbo per scoprire cosa facesse Giulia in un posto così isolato, da sola, di notte. E come sempre rischierà grosso, sulla propria pelle. La rabbia come faro nel buio, vecchi ricordi come bussola nella tempesta, prima che tutto finisca e lasci questi due naufraghi, Dario e Luca, a fare i conti soltanto con il dolore della perdita.
Dario Corbo è stato per vent'anni un cronista di nera. Da questo passato ha ereditato i modi spicci e la capacità di sentire odore di bruciato quando si presenta. Diventato da un paio d'anni il braccio destro di Nora Beckford, figlia di un grande artista che è stata l'imputata di un omicidio reso celebre anche dagli articoli dello stesso Corbo, riceve una notizia lancinante. La ex moglie Giulia è morta, travolta da un pirata della strada. Un colpo inaspettato che lo trova proprio nel giorno in cui il figlio Luca affronta la prima udienza di un brutto processo. Di fronte alla rabbia del figlio che non si dà pace e minaccia di vendicarsi sul compagno della madre che ritiene colpevole. decide di far luce su alcuni punti oscuri della faccenda. Lo incoraggia ad andare avanti l'indiscrezione del maresciallo che dirige le indagini, sua vecchia conoscenza: al comando non hanno nessuna intenzione di approfondire. Invece Dario scorge troppe ombre: tra l'altro, come mai è sparito il cellulare di Giulia con tutte le tracce elettroniche? Ma soprattutto: che ci faceva Giulia nel buio della campagna toscana più sperduta? A ogni tentativo di risposta altre domande man mano crescono di mistero: sui rapporti tra l'ex moglie e i suoi recenti datori di lavoro, la gallerista rampante Maddalena Currè e il suo compagno, broker di borsa, Cosimo Roi; sulle dubitabili expertise del noto professore di antichità archeologiche Bruno Weber; sui quadri di anonimi artisti venduti a peso d'oro. Ma il sospetto di una realtà delittuosa diventa certezza da una via traversa: lì accanto al luogo dell'incidente mortale, un cascinale abbandonato era stato anni prima il teatro della strage di una famiglia innocente; ai tempi era sembrato un caso risolto, ma adesso l'esperto cronista di nera ricorda e può collegare fatti vecchi e nuove risultanze. Le trame di Giampaolo Simi appaiono già dalle prime pagine ricchissime di situazioni articolate, svolte inattese e personaggi sfaccettati. Sono forse questa complessità di costruzione narrativa e la sapienza di intreccio logico a rendere fluido eppure misterioso l'andamento dei suoi romanzi e convincenti ma insieme sorprendenti gli esiti. E, grazie alla spesso insolente ironia del protagonista, l'autore svela il contrasto stridente tra la patina raffinata e alla moda di certi personaggi e le ombre oscure che proiettano.
Anche questo terzo libro con Dario Corbo è da 5 ⭐️ abbondanti.
Duro, intenso, spiazzante nelle dinamiche familiari e personali di questo personaggio, con cui non si può che empatizzare nonostante tutte le sue imperfezioni che lo rendono tremendamente umano.
La trama gialla è perfettamente gestita e come nei precedenti, pur avendo avuto alcune intuizioni, è riuscito con grande maestria a portarmi fuori strada per la maggior parte delle verità che poi si sono svelate.
Ritmo serrato. Adoro il suo stile, adoro come riesce a farti immergere nella storia, nei personaggi, nei luoghi e come ogni personaggio ha i suoi lati neri e di luce.
A fine libro, insomma, hai voglia solo di passare al prossimo della serie!
Dario Corbo si trova ad approfondire alcuni strani aspetti di un evento inaspettato ed improvviso accaduto alla sua famiglia, un avvenimento che lo riporta ad approfondire un vecchio caso di cronaca nera. Simi, con una trama complessa abilmente costruita e con personaggi dalle caratteristiche poliedriche, fa conoscere al lettore un mondo, quello del mercato dell’arte, spesso in bilico tra realtà e apparenze. L’autore sa come creare quel senso di mistero, di incertezza e di dubbio che contraddistingue le trame dei suoi romanzi, a cui si aggiunge un ottimo ritratto della psicologia dei protagonisti e della profondità dei rapporti umani.
Due stelle e mezzo. È un testo che si definisce per negazione - non sgradevole, non banale, nulla più. Eccessivo invece nel garbuglio della trama e nelle scene di azione da action movie americano. Il titolo è inappropriato: si riferisce alla morte violenta che dà il via all’intrigo, ma di spazio per il lutto e per i sentimenti ce n’è pochissimo. Le azioni e reazioni dei personaggi sono, in generale, inverosimili e inappropriate per eccesso o per difetto, non c’è mai la giusta misura. Sono arrivata in fondo annoiata e leggermente infastidita, come avviene quando hai la sensazione di aver sprecato del tempo.
Sempre piu' bravo Simi; la storia fila via, ti prende, non ti lascia, continua a lasciare indizi per portare alla soluzione del mistero; sembra di intuirlo, ma alla fine la realta' (nella finzione) risulta piu' complessa, piu' sfaccettata, meno ovvia. Questo e' il classico libro che se leggi in treno rischi di perdere la fermata dove scendere o lamentarti che il viaggio sia gia' arrivato alla fine...come la fine del libro
A tratti struggente, ironico e spietato. Un'altra ottima prova di un autore che non delude mai. L'elaborazione del lutto per la fine misteriosa della moglie Giulia e l'ostinata volontà del figlio di non dimenticare, spinge Dario Corbo a un'indagine che lo porterà a mettere a repentaglio la propria stessa vita. Sullo sfondo, la storia non storia con Nora Beckford, sempre più elusiva, affascinante, tragica e tormentata. Eccellente.
Simi - senza dirci addio - 7.5 - simi continua la saga familiare di corbo e non perde un colpo. Tutto molto credibile, colpi di scena ben dosati e credibili, l’indagine sembra non procedere, forse nemmeno iniziare. Invece poi la svolta con un paio di guizzi notevoli e solo un espediente un po’ fantasioso. Tagliente
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Romanzo che dovrebbe essere un giallo ma non lo è fino in fondo, più introspettivo e psicologico. Ci sono dei buchi nella trama, spesso le scene non reggono, da quasi l’impressione di aver voluto mettere molta carne al fuoco anziché approfondire pochi temi nella maniera adeguata.
Secondo me, al momento il più bello della serie Dario Corbo. Devo ancora leggere l’ultimo, ma sinceramente è il più interessante, bello e sorprendente dei tre. Bravo Simi.