Si apre con un colpo di fulmine sui Navigli di Milano questo ironico e commovente romanzo di Micol Arianna Beltramini, tra la consegna di una traduzione e un passito in Vineria. Se non fosse per la differenza di età sarebbe una storia facile e bellissima: una passeggiata fino al parco, lunghe chiacchierate, cenette in ristorantini caratteristici. Ma Patatina – questo il suo soprannome – tra vecchi amori che ritornano, almeno nei ricordi, e fughe inaspettate rischia di mettere in pericolo un fidanzamento che sembrava perfetto. E allora potrebbe non essere sufficiente la promessa di una gita al mare per salvare questo amore burrascoso, perché Patatina ha più di ottant’anni, una casa sprangata dalla ASL, un fratello lontano lontano che una volta un asino ha salvato dai fassisti. Questa è la storia di un’amicizia strana e complicata, di una ragazza con il sorriso a forma di cuore che della sua amica non aveva capito quasi niente ma poi si è presa la responsabilità di non guardare altrove.
Ho la fortuna di poter dire che Micol è un’amica. Una di quelle a cui sei legato anche se la vedi molto meno di quanto vorresti. E oltre a essere un’amica è una bella persona, ma non per dire: Micol è una di quelle persone tanto capaci di sognare e amare il mondo da farti domandare esattamente da quale pianeta provenga.
Anni fa vidi in diretta, tramite aggiornamenti su Facebook, l’inizio della storia con Maria, o meglio Patatina, quella Signora Puffo che ai tempi Micol non sapeva sarebbe diventata parte integrante della sua vita e, in qualche modo, della vita di chi la conosceva.
Vedere quella vicenda raccontata a modo suo, con quel modo di fare voli pindarici tanto suo caratteristico che chi legge il libro non può non sentire la sua voce in testa, fa uno strano effetto: da un parte quello del ”mi ricordo, sì, ricordo quel giorno”, dall’altra lo scoprire dettagli, difficoltà, sviluppi. E, soprattutto, l’incredibile personalità di Maria, che io ho incrociato solo una volta per caso mentre passeggiava con Micol davanti alla stazione di Porta Genova.
Ecco, raccontare qui cos’è la storia di Micol e Maria sarebbe privarvi della sorpresa e della gioia della scoperta: quello che posso raccontarvi è che si sono salvate a vicenda, per molti versi, anche se Micol ancora non poteva saperlo. Micol aveva solo deciso di seguire il suo cuore e il suo istinto quando si prese a cuore quella che era ancora la Signora Puffo, il resto – probabilmente – non poteva andare diversamente.
Ecco, qui Micol ce lo racconta e lo fa come sa fare lei, da perfetta cantastorie.
È, in fin dei conti, una storia d’amore e non ci viene nascosto fin dalla prima pagina.
Tra Micol e Maria, ovviamente.
Tra Maria e chi l’ha conosciuta.
E tra Maria, Micol, noi tutti e le storie.
Perché le storie, vere o meno che siano, sono quelle che potrebbero davvero salvarci.
Una storia dolce, reale e commovente ambientata nella Milano dei giorni nostri. L'incontro con una signora anziana, sdentata e adorabile, cambierà la vita della protagonista.