Epicuro è considerato il “filosofo del piacere”, ma il piacere – egli insegna – consiste nell'assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell'anima e chi vuole vivere nel piacere deve vivere come un asceta. Perché allora utilizzare questa parola tanto equivoca per indicare il fine dell'uomo? Perché è proprio quando il corpo soffre o ha requie che l'io e l'anima emergono e si svelano a sé e agli altri. E proprio all'anima e all'io Epicuro si rivolge, in un mondo in cui l'uomo si trova solo con se stesso, faccia a faccia con il mistero dell'esistenza. Lo studio dell'opera condotto da Carlo Diano, il cui contributo all'interpretazione del filosofo greco è universalmente considerato fondamentale, illustra con esemplare chiarezza i caratteri principali del pensiero epicureo ed è reso in questa edizione ancora più dirimente grazie alla nuova presenza delle Lettere di Epicuro e dei suoi in appendice.
Η Επιστολή προς Μενοικέα του Επίκουρου περιέχει την εξής φράση: “Όποιος, μάλιστα, λέει ότι δεν ήρθε ακόμη ο καιρός για να φιλοσοφήσει ή ότι κιόλας πέρασε, μοιάζει με εκείνον που λέει ότι δεν έφτασε ακόμη η ώρα ή δεν έμεινε πια καιρός για να ευτυχήσει.” https://anagnoseisvivlion.wordpress.c...
Ad oggi una delle versioni più chiara ed esaustiva che abbia letto delle opere di Epicuro. Vale la pena trovarla nei mercatini di libri usati o nei siti online specializzati in libri antichi e fuori edizione. Carlo Diano aveva un dono immenso: rendere vive le parole dei filosofi greci, renderle chiare.