All'ombra dei nuovi grattacieli scintillanti del quartiere Isola di Milano ancora resiste una vecchia casa di ringhiera. E con lei resistono i suoi abitanti: Italo e Bambina, una coppia di anziani che da sempre vive nel piccolo bilocale al secondo piano; Pietro, che ha lasciato il lavoro di rappresentante farmaceutico per aprire un negozio di fiori; Kalinda, di ritorno a Milano dopo anni in giro per il mondo a cercare la sua strada. E ancora le amiche Patty e Lola, Marco e Angela del bar Lucky, e Lucía, (angelo) custode del condominio. Vite che scorrono più o meno tranquille, fino a quando nel palazzo accade qualcosa di misterioso... In questo romanzo sorprendente e caleidoscopico, Diego Passoni ci racconta frammenti di vite all'apparenza ordinarie che il suo sguardo unico e profondo illumina, svelandone l'umanissima straordinarietà. E ci racconta di lei, Milano, con le sue mille luci e altrettante ombre. Città operosa e ipercompetitiva che sa anche svestirsi dei suoi grigi fatti di cinismo, fretta e indifferenza per indossare i colori dell'accoglienza e dell'inclusione. Città viva e pulsante dove migliaia di persone ogni giorno compiono gli stessi gesti senza mai sfiorarsi, come tante piccole isole, ciascuna con i propri bisogni e desideri, le proprie fragilità e contraddizioni. Eppure tutte unite da un grande sogno: trovare un posto da chiamare, finalmente, casa.
Ultimo romanzo di Diego Passoni che racconta le vicende di un gruppo eterogeneo di personaggi che vive in una tipica casa di ringhiera milanese alle spalle di piazza Gae Aulenti, in una Milano che si sta trasformando e forse sta perdendo la sua lingua e le sue specificità. Contiene delle stoccate chirurgiche rivolte non solo a chi abita Milano, ma in generale a chi abita questi tempi.
4 stelle perché troppo breve e il finale lascia un senso di incompiutezza, soprattutto dopo aver vissuto un po' con personaggi a cui è impossibile non affezionarsi.
Diego Passoni scrive bene e bene conosce miserie e nobiltà della vita milanese. Non gli mancano ironia e sarcasmo, tuttavia il suo, più che un romanzo è una raccolta di racconti, una galleria di personaggi, alcuni dei quali non riescono a superare il confine del bozzetto. Pregevoli alcune pagine in cui la borghesia milanese e i suoi miti vengono messi a nudo
"Siamo ai piedi di quel grande edificio a punta che pretendeva di trasformarsi nel simbolo di Milano. Fino a qualche tempo fa il più fotografato in assoluto, il grattacielo di Unicredit per un attimo è stato davvero il nuovo Duomo - d'altra parte le banche non sono diventate la nuova religione? - e l'intero complesso antistante a questo mastodontico specchio rivela, e anzi riflette, tutto il nuovo che la città ha saputo produrre per darsi una svecchiata."
L'Isola di cui si parla in questo libro - i milanesi, forse, lo avranno già intuito - si scrive con la maiuscola. È un quartiere della vecchia Milano, un tempo malandato ed ora abbastanza prestigioso, a un passo della modernissima zona di Porta Nuova, quella di piazza Gae Aulenti e dei grattacieli, per intenderci. E un'isola, stavolta con la minuscola, è il condominio di via De Castilla 21, dove vivono - come altrettante isole di un variegato arcipelago - una coppia di anziani, un fiorista precedentemente occupato come informatore farmaceutico, una ricca giramondo in cerca di sé stessa, le amiche Patty e Enzo/Lola, Marco e Angela del Lucky bar, la custode Lucía. "Semplici vicende piene di straordinario" che Passoni descrive in scioltezza e ironia, con solo piccole tracce di amaro: infatti, conosce a fondo Milano, e tutti i suoi vezzi. Conosce i suoi mille anfratti, i trascorsi storici e il passato più recente. Tuttavia non saprei proprio a chi consigliare questo romanzo...i milanesi sicuramente si ritroverebbero nei luoghi, nei tic e anche nelle prese in giro; ma tutti gli altri?
[A lato: non è il primo libro che leggo nel quale via De Castilla la fa da protagonista, anni fa ho letto Le affacciate, di Caterina Perali...sarà di moda? Avrà qualcosa che accende la fantasia più degli scintillanti grattacieli suoi stretti vicini?]
Non sarebbe neanche malaccio questo libro, se non fosse che alcuni dei personaggi non riescono ad uscire da un accennato bozzetto. Finendo per rendere il libro un collage incompiuto. E dove la storia ci sarebbe anche, si perde a causa di una scrittura che inciampa troppo.